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mercoledì 20 giugno 2012

ETERNO PLENILUNIO FEMMININO


Cristopher Pew


Coreografie d'alter ego popolano l'antro configurato dalla convergenza dei poli nordici e quelli sudici.
Mantra placebo quieta l'imbroglio di vele annodate da venti che percossero vascelli fantasma, inabissando il pesante destino della memoria, ingoiata e accecata dal melmoso buio di tunnel onirico:
Intercettata,invidiata da eco(ego)goniometro ad impulsi ultrasonanti che riemergere fanno l'impudica e sadica, vibrante d'euforica eccitazione, vivace femmina tonda di lune piene.
Corpi, insieme di ventri e seni, acquitrini di ninfee e bambù erti si stagliano su per il paesaggio che fluttua in danze a ritmo sinusale ma capaci di riflettersi in quegli specchi appesi su pareti mnemoniche, allora si erge metallica e duttile la goccia di mercurio, culminata nel principio deflorante l'ampolla del desiderio catalizzatore per quell'eterno plenilunio femminino e licantropia.
Misura e disparità chi ha puntato sul rosso ha aperto le gambe, segnale per l'Adamo estraniato dalla colpa d'essere lui il baro e degli umori liquidi e caldi, pietanze servite a banchettare amplesso.
Conquistata la terra si onora il sacro scroto alla profana dipendenza  e d'onnipotenza divina. Non di maree lunari il mascolino accoglie a se il fato, scritto per lui e sottomesso, ma l'assonanza fallace risponde con la rima baciata che lambisce e circuisce inesorabile e lenta su per il sesso.
Micol










3 commenti:

nella ha detto...

Cara Micol la tua casa, mi fa riflettere, pensare , soppesare ancora e poi iniziare daccapo!

micolforever ha detto...

Nella
la mia casa è felice di accoglierti e
darti ospitalità per tutto il tempo necessario a farti riflettere e pensare ma soprattutto a mantenere la visuale dal centro e la bellezza d'ogni gesto e misura dell'essere la specialità che ognuno di noi, certificata l'esistenza, siamo.
Grazie
Mic

micolforever ha detto...

Coreografie d'alter ego popolano l'antro configurato dalla convergenza dei poli nordici e quelli sudici.
Mantra placebo quieta l'imbroglio di vele annodate da venti che percossero vascelli fantasma, inabissando il pesante destino della memoria, ingoiata e accecata dal melmoso buio di tunnel onirico.
Intercettata, invidiata da eco(ego)goniometro ad impulsi ultrasonanti che riemergere fanno l'impudica e sadica, vibrante d'euforica eccitazione, vivace femmina tonda di lune piene.
Corpi, insieme di ventri e seni, acquitrini di ninfee e bambù erti si stagliano su per il paesaggio che fluttua in danze a ritmo sinusale riflessi in quegli specchi appesi su pareti mnemoniche, allora si erge metallica e duttile la goccia di mercurio, culminata nel principio deflorante l'ampolla del desiderio catalizzatore per quell'eterno plenilunio femminino e licantropia.
Misura e disparità chi ha puntato sul rosso ha discostato le gambe, con studiata maestria che al richiamo l'abboccinato Adamo colpito nel pomo, modesto ed estraniato dalla colpa d'essere lui il baro e degli umori liquidi e caldi il detentore disarmato cade lussurioso su pietanze servite a banchettare amplesso. Vacilla sulle teste il pendolo della verità contro menzogna come spada di Damocle. Conquistata la terra si onora il sacro scroto alla profana dipendenza e d'onnipotenza divinizzato. Non di maree lunari il mascolino accoglie a se il fato, scritto per lui e sottomesso, ma l'assonanza fallace risponde alla rima baciata che lambisce e circuisce inesorabile e lenta su per lo scetro regale e risuona gutturale voce, verso, richiamo accento davanti all'eterea bellezza del visibile in quell'attimo eterno di universo.
Micol
da
TATUAGGI MONOCROMATICI SULL'ANIMA