
NINFEE
La punta non scorre, d’inchiostro si è spenta
sul calice vuoto della perduta innocenza
e i giorni imitandosi corrono ciechi,
inseguendo menzogne per sfidare la morte.
Dio! Quanto vorrei arginare lo sdegno
e lasciare che scivoli,
tra stelle rosse che forano il grigio,
in quello sguardo aperto sul mattino.
La goccia continuerà a cadere in limpida perla,
raccolta in vasi di liquidi palmi
e sullo specchio di stagno potrei svelarmi,
libera di stupore sopra il volto lunare
della grazia mesta delle ninfee in fiore.
Micol
1 commento:
Commenti ricevuti su nuovapoesia.it:
Gimba Dom Dic 10, 2006 6:40 am:
Tutta l' ardua problematica dell'esistenza magistralmente ridotta nei primi quattro versi,si direbbe con animo bersagliero,visto il ritmo impresso,che però subito si dissona,alla Persio,alla Quasimodo,alla Montale.Poi la la poetessa-pittrice tutto chiude con pittorico estro in un gioco di ninfee e riflessi lacustri,dove lai e la luna,bellezze a confronto,si
aggraziano a vicenda..
Piaciuta molto,cara amabile Daniela.
Gimba
pecco Lun Dic 11, 2006 9:59 am :Una ninfea per una ninfa (nel senso positivo del termine)
Adelaide Mar Dic 12, 2006 5:52 pm :Bei versi intensi, dolce amica, fatti di armonia di suoni e contenuti di elegiaca compostezza
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