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domenica 31 ottobre 2010

ECO DI SPARO (Novembre)



opera "le Vent"- Il Vento - Claude Théberge

Aprirò domani la porta a novembre
sarà in anticipo rispetto al mio calendario,
non può essere già trascorso
ancora un anno, un altro e ancora un altro.
Le pareti di cartongesso si sono ispessite
rocce impossibili d'abbattere

Davanti la croce mi vede sgranare rosari
di semi d'onice nera e lucida come lacrime
di sangue rappreso
che cosa è successo?
Sento arrivare novembre 
come fosse piombo, eco di sparo
a distanza ravvicinata.

Micol©


 

giovedì 28 ottobre 2010

DONNE

Sono sempre stata molto severa verso me stessa, posso considerarmi grosso modo persona integerrima, non certo priva di difetti e qualche peccatuccio senza grossa rilevanza.
Tutta questa severità risultato di un'educazione impartitami dall'infanzia dalle donne di casa della famiglia originaria di mio padre. Allora mi veniva inculcato che una donna nell'immaginario collettivo dell'epoca della mia infanzia era e doveva essere "pura e casta" corpo ed anima da farmi credere lo dovesse essere anche dopo sposata. Lo so fa sorridere questo concetto, ma questa era la mentalità, e so anche che loro, le "donne di casa" che contribuirono alla mia educazione e che oggi purtroppo non ci sono più, si fecero tanto male con questo genere di convinzione.
Il troppo come si dice storpia. Una donna secondo il "regolamento della casa" doveva sorridere mai ridere "apertamente", indossare abiti puliti in ordine e sobri, avere buon gusto e maniere nell'arredare casa e accogliere l'ospite, laboriosa in preghiera (ora et labora), andare a Messa e rispettare la memoria dei cari defunti ricordandoli con l'orazione del Rosario e le visite al Campo Santo.
Il sesso argomento tabù, tanto che pensavo a quei matrimoni come contratti fatti per uno status estetico più che vissuto nell'interezza.
In realtà non so perchè sto buttando giù questa sorta di appunti, probabilmente cerco risposte per quell'atteggiamento sempre sofferente che non mi fa vivere bene e allora provo ad indagare scavando fino alle radici.
Il carattere viene influenzato dall'ambiente in cui si vive, dalle persone che sono responsabili dell'educazione e anche dalle circostanze, dalle occasioni che arrivano o si perdono, insomma sono indecisa se rendere completamente responsabili le mie "maestre" ma di sicuro una mano a questa forma d'attitudine mentale che ho, ce l'hanno messa.
Avranno mai pensato nella loro vita che probabilmente non è stato abbastanza ciò che hanno fatto per se stesse? Sempre circoscritte nella famiglia d'origine con rari sbocchi verso l'esterno. Non so se hanno realizzato prima che la malattia ce le portasse via e quelle rimaste sono chiuse nelle loro vite avvitate, che c'è un mondo oltre quel cortile, che non è mai stato sufficiente il chiacchiericcio davanti alla pasta fatta in casa o i dolci per il giorno della festa, la solidarietà famigliare è una grande ricchezza, ma una bambina con l'abitino in crépelle bianco e le scarpe di vernice nera forse avrebbe costruito nel tempo un'altra idea della vita e più stima in se stessa.
Le rimprovero e loro mi sorridono da Lassù, ma per averle qui ancora con tutto l'amore che hanno versato su di me, l'allora bambina gracile e nervosa, farei tutto il percorso a ritroso.
Vi penso, vi amo al di là di questa vita bisognosa di valori che appassiscono come i fiori del vostro giardino che nessuno più ha cura.
A mia nonna Emanuela, zia Tata, zia Anna e zia Lucia!
Il mio bacio alato fin Lassù

sabato 23 ottobre 2010

SOTTO IL PIUMONE ROSSO RUBINO



Primo stop stagionale.
Mi ritrovo sotto il mio piumone rosso rubino alle dodici oramai superate da dodici minuti con indosso ancora il pigiamone di cotone flanella rosa antico. Febbre e mal di gola, penso ad una faringite o una tracheite, deglutire fa un male cane fino alla schiena. Penso che devo assolutamente mettermi in piedi prima di lunedì e ho solo un giorno davanti a me.
La settimana lavorativa in arrivo ha un numero incredibile di scadenze fiscali e io devo ASSOLUTAMENTE DEVO trovarmi sul posto di lavoro, quindi starò calmina questi due giorni cercando di muovermi giusto per il necessario e poi a riposo.
D'altronde il mio medico lo dice sempre, conoscendo la mia indole di quella che deve strafare anche quando sta male, che il riposo è la miglior medicina di tutti i malesseri. Intanto mentre scrivo faccio un'applicazione di FROBEN soluzione da nebulizzare, allevia il dolore alla gola ed è gradevolissimo, e durante la giornata prenderò due pasticche effervescenti di Efferalgan e tazzoni caldi di camomilla e thè dolcificati al miele di eucaliptus. Bòn se non addolcisco così questo raffreddamento mi dica lui che devo fare, col pigiamone, calzettoni e in piedi sul letto mi viene difficile ammaliarlo con la danza del ventre!
Una cosa stupendissima però che mi succede quando sono febbriccicante è che faccio dei sogni talmente colorati e lucidi, mi sembra di viverli realmente e mi tengo su il morale... troppo lungo spiegare cosa ho sognato stanotte ma solo pensare mi fa impennare sulle onde.
comunque il risultato è che sopporto con insofferenza stare male fisicamente... ho una valanga di cose da fare che mi attendono lì ferme e desolate. Vado a consolarle con due paroline.

Buon sabato!


 

mercoledì 20 ottobre 2010

'Volo' Come una poesia





image from web





Come una poesia.

Sai come si dice in inglese studiare a memoria?

By Heart, col cuore.

Conoscere una persona

By Heart, a memoria,

significa, come quando ripeti una poesia,

prendere anche un po' di quel ritmo che le appartiene.


da Il giorno in più


Fabio Volo




 



 



martedì 19 ottobre 2010

L'idiota Zen di PV







Un brutto raffreddore mi obbliga a casa scompigliando un pò l'ordine sistematico delle cose.
Non mi dispiace quest'improvviso stop... probabilmente il mio IO da un pò si dimenava per fermarmi a prendermi cura di me stessa. Per chi mi legge e ha captato qualcosa di me avrà compreso il mio profondo rapporto con la spiritualità, benchè le lotte intestine si affaccino di giorno in giorno come materialistiche guerre ad armi impari la vera grande battaglia è tra i tue titani l'IO legato al terreno e il ME extrafisico.
Profondamente emozionale sono un centro di radioattività - attenzione, nell'avvicinarvi prendete le dovute precauzioni. 
Lascio una vignetta di Pietro Vanessi che con autocritica e buongustaia satira riesce a farci specchiare nei suoi tratti in continua evoluzione. (visitatelo http://www.unavignettadipv.it/public/blog/ )

Buona giornata

Mic



venerdì 15 ottobre 2010

DALLE MACERIE


 





foto Danielaesse (Micol)©



Qualcuno si sta prendendo cura di creare un archivio storico nell'Ente in cui lavoriamo.
Si riesumano antichi cimeli ed è riportare alla luce le radici di una storia di generazioni di cui oggi facciamo parte anche noi. Una storia complicata quella che stiamo scrivendo, fatta di capitoli faticosi e con la preoccupazione di un capolinea incombente.
L'umore non è dei migliori, si guarda ad un futuro che abbiamo difficoltà a riconoscere come proseguo della nostra vicenda lavorativa.
Ci confidiamo il peso delle lotte inutili, delle nostre voci inascoltate, la paura di essere solo numeri nella grande cesta di una lotteria. Ma non abbiamo un biglietto vincente.
Ci muoviamo senza fretta, come nell'assistenza di un malato terminale attendiamo un verdetto, qualsiasi esso sia purchè ci tolga l'insicurezza dell'ignoto.
Qualcuno la scorsa mattina aveva con se delle scatole polverose che contenevano vecchi registri, antichi documenti e alcuni libri.
"Abbiamo pensato a te!" Una collega ha un libro in mano, pubblicazione del 1954. Mi consegna fra le mani un libro di poesie con la copertina ingiallita e un pò macchiata dall'età "puoi tenerlo sulla scrivania, a te le poesie piacciono".
Così fra tanto splendore che un dì fu il nostro Ente qualcuno amava rilassarsi leggendo delle poesie che sono rimaste lì in attesa di un erede.
Quel gesto mi ha commosso e la mia passione per l'antiquariato ha avuto un guizzo di soddisfazione.
Ho annusato il libro, aperto e accarezzato quelle pagine. Alcune note scritte in una calligrafia istruita e ben impostata. Sfoglio il libro senza ancor leggere la stampa ma cercando i segreti che questo contiene.
Lo giro sul retro, lo peso e annuso ancora l'odore di carta impregnata dal tempo e dalla solitudine provata per decenni dentro una scatola perduto fra carte e altre cose.
Le poesie in versi e rime raccontano vita agreste e amori romantici. Un linguaggio quasi dimenticato, l'amor cortese e di feste campestri.
Mi concedo qualche tempo per immaginare un luogo alberato dove dall'alto si scorgono tetti di case in pietra in una domenica di Pasqua, un campanile che richiama il paese alla Messa e un giovane che scruta il capo dei compaesani per scorgere la chioma mora della sua amata.
Un amore platonico come più non esistono e il mio cuore si rallegra per questa fortunata occasione arrivata in un mattino gonfio di nuvole grigie, dove anche il mio cuore s'accozza alle nuvole invidioso per somigliarle.
... e penso che dalle macerie può nascere un fiore ... sì un fiore coraggioso che non morirà mai! 

Goodnight
Mic







foto Danielaesse (Micol)©


 

martedì 12 ottobre 2010

Ascoltare - piccola formuletta d'applicare!

Ho la sensazione di sentirmi pressata da tanti problemi, è come se fossi stata sbattuta contro una parete e l'ansia mi stringe in una morsa mentre vedo arrivarmi addosso la parete frontale, lo spazio si fa stretto man mano che l'aria viene compressa contro di me dalla spinta lenta ma graduale dell'incombente muro.
Troppe le cose da fare, da pensare, da organizzare. Mi soffocano i sensi di colpa per non riuscire a fare tutto essere presente dove mi si aspetta che io sia per aiutare o solo dare una parola di conforto, quell'idea tangibile del mio affetto.
Guardare mia madre negli occhi, in quegli occhi che la malattia battezzata con il nome tedesco o austriaco che non so pronunciare nè scrivere, le ha congelato una sola espressione. I medici dicono sia stato uno shock da stress famigliare a provocarle quella maschera inespressiva un pò Pulcinella. I suoi occhi sono la rappresentazione del dolore di una madre, lei che era l'allegria impersonificata, lei il motore che mai si fermava a tener stretto quel suo unico grande ed eterno amore che è mio padre.
Oggi è solo un lamento, quando cammina, quando parla ed elenca tutte le medicine che deve prendere da quando ha subito la tiroidectomia e il suo corpo che muta a seconda della profilassi a cui viene sottoposta e quella vertebra che solo ora viene scoperta essere la causa del continuo dolore al fianco e del respiro, una lesione, un'incrinatura e lo schiacciamento, l'ortopedico nel suo studio alza la voce per riformularle la domanda una seconda volta (lei appare sempre confusa o non ammette un accenno di sordità) "Signora, ha fatto qualche brutta caduta non di recente?" Certo che si, di schiena da un muretto di un'altezza approssimativa di un metro e mezzo urtando violentemente la nuca sullo spigolo di un gradino sottostante e la schiena? Quella notte di sirene spiegate nessuno ha pensato di controllare il resto del suo corpo, solo la testa perchè visibilmente ferita e sanguinava, il fatto che fosse tutta indolenzita al risveglio e lamentasse al braccio, la spalla e l'osso sacro? Non c'era da preoccuparsi conseguenza della caduta, spiegabili contusioni da trauma E' LOGICO!
A me invece non pare logico che io ti debba portare rispetto solo perchè la tua professione nel mio ideale è una missione Egregio DOTTORE!
Mia madre peggiora ogni giorno che passa, dei suoi mali nessuno trova cura, sbattuta con tutte le sue sofferenze fisiche e morali da uno studio all'altro dove appese stanno tutte quelle belle pergamene di specializzazioni ma com'è che nessuno riesce a dar sollievo a mia madre?
La verità è che bisogna essere un pò Medici e un pò Stregoni ma soprattutto prima dei ferri dovreste usare il cuore e quello strano organo che non va solo compreso nella branca Otorino-Laringoiatra, non so mai sentito parlare d' orecchio? Cuore + Orecchio = Ascolatare, piccola formuletta da applicare per evitare tanti vostri errori di malasanità. Ascoltare con il Cuore chi si affida a voi con estrema fiducia e speranza!
Intanto mia madre non è stata mai depressa in vita sua ed oggi lo è, stanca abbattuta e bisognosa di qualcuno che l'aiuti nelle piccole incombenze quotidiane e io sto sempre a disagio e in difetto all'idea che non posso essere presente da lei come dovrei, come il mio dovere di figlia m'imporrebbe.
Sto male a vederla così e chiudo la bocca ai miei problemi per non aggravarle gli stati d'animo anche con i miei sempre in allerta.
Gli anni passano e la terra trema sotto i piedi, vederla così mi spaventa non la riconosco più vorrei strapparle quella maschera dal volto e ritrovare la sartina innamorata e canterina con le treccine e il sorriso sempre acceso come nelle fotografie che di tanto in tanto le piace guardare.
Ti abbraccio mammina mia!