lunedì 15 novembre 2010
SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO
Non gli do tregua e riesco a domare la psiche che vorrebbe fagocitare il corpo nelle spire fredde e rendermi succube della sua volontà. Così svanisce lentamente restituendomi calma e un pò stordita, generalmente mi riaddormento.
Al mattino però ho sintomi spiacevoli mi sento come un sacco vuoto e paradossalmente pesante, la mente è lucida ma il mio corpo si trascina e tutto diventa lento nonostante l'occhio attento all'orologio, così sono uscita da casa in perfetto ritardo.
Le strade erano intasate dal traffico e tutti i rossi li ho presi io, all'ingorgo della rotonda stavo comodamente in coda attendendo che riprendesse il flusso, così arrivo in ufficio con la sensazione di irreattività ad ogni stimolo esterno, come dentro una bolla d'aria.
Sono così pesta che faccio tutto automaticamente senza neppure dar troppo pensiero alle cose, chiusa nel mio angolo e nel mio silenzio... tutto sommato in calma apparente.
Tutta questa premessa per ragionare sul fatto della mia reazione all'ingresso di un collega che già è urticante per la sua screanza, la sua invadenza e quell'aria da soggetto affetto dalla sindrome di Peter Pan che tutto gli si deve perdonare, ma io riesco a tollerarlo fino ad un certo limite. Un metro e novanta d'imbecillità impacchettata in un fisico e una faccia d'attore porno!
E' sono certa che sente che l'ho misurato e mantengo debitamente le distanze, che la sua presenza m'indispone ma in condizioni normali riesco ad avere un rapporto professionale "normale" questa mattina no, decine di volte gli ho detto di bussare prima di entrare nella mia stanza, tanto che una volta l'ho invitato ad uscire e ripresentarsi bussando, lui lo prese come scherzo e lo fece, ma io non stavo scherzando.
Questa mattina insisteva su un determinato compito burocratico d'ufficio che andava fatto come diceva lui, ma non ho ceduto, più insisteva più mi sentivo offesa perchè l'approssimazione o il crearsi una regola a proprio vantaggio solo per lavorare il meno possibile mi è insopportabile soprattutto da un miracolato che non ha nè arte e nè parte solo "padrini" o "santi" che gli hanno fatto questo regalo per consentirgli un futuro dignitoso.
E' stata una coincidenza io tesa come una corda di violino di prima mattina con nessuna intenzione di vedere e sentire nessuno che non mi garbi e questo prepotente che ha un'esperienza lavorativa di due giorni con domani e viene a fare il saccente con me.
Com'è andata? Probabilmente avevo necessità di sfogare un bel pò di rabbia repressa non mi sono risparmiata... ecco ora dovrei urlare a quest'altro che occupa la scrivania difronte alla mia, si può sopportare uno che da circa dieci minuti urla al cellulare con un amico su chi ha ragione o meno sulla formazione dell'Inter? Sul "braccino corto" dell'allenatore... sullo storico della squadra, previsioni sul Campionato attuale e via discorrendo. Ecco ora sembra che si salutino e si danno appuntamento su Face Book per continuare la discussione, no continuano, fa pure le vocine in falsetto: AIUTATEMIIIIII!!!!.
Se il buongiorno si vede dal mattino, non voglio neppure immaginare quello che sarà il resto della giornata!
Meglio che mi sbatta sul lavoro, collega permettendo che con vocetta in falsetto si sta esibendo in lettura di articolo fresco di stampa sulla sua squadra del cuuu...ore dal Corriere dello Sport.
VOGLIO TORNARE BAMBINAAAAAA!!!!
Mic
venerdì 12 novembre 2010
IN UN PARCHEGGIO

Pioveva ed io così insofferente alle convenzioni non ho mai con me neppure un ombrello.
Ferma in un parcheggio osservavo la pioggia cadere. Pensavo a come certe cose accadono e non ci facciamo caso come la pioggia, chi se ne cura? Certo se ti trovi sotto un acquazzone pensi a trovare riparo e se la tua casa è sotto tre metri d'acqua maledici quelle precipitazioni continue e disastrose, ma se come me quell'altra sera ti fermi a respirare un pò di più sotto l'affanno condensato sul parabrezza e le mani ancora bagnate, i capelli gocciolanti puoi desiderare di aprire il finestrino e annusare l'odore che esala l'asfalto bagnato, gli scarichi delle auto che pesanti cadono a terra, puoi ascoltare i passi frettolosi delle persone e il ritmico rumore sul metallo dell'auto può cullare il cuore rasserenarlo o al contrario rendere ancora più pesante.
Così ho congelato in uno scatto l'assordante silenzio che riempe l'abitacolo intimo del mio essere fragile e sensibile, un silenzio più forte di quel rumore che batteva dall'esterno, che come pioggia precipita da un cielo per schiantarsi sull'asfalto e le pozzanghere non sono altro che lacrime di quella pioggia battente che non ha appiglio nè arresto solo precipizio.
Mic
mercoledì 10 novembre 2010
Forse in un'altra vita!
Non ho più nulla da raccontare.
E' triste se ci penso, ma è così.
Non accade nulla nella mia vita che valga la pena d'essere raccontato. Se qualcosa succede non ho quell'immediato entusiasmo di buttarmi sulle cose come mi capitava prima. L. ha telefonato meno di un'ora fa, mi vorrebbe salvare da questo torpore, e io voglio starle accanto perchè l'adoro ma anche perchè è un'esempio per me lo è sempre stato. L. è meravigliosa, una donna bellissima e i suoi occhi cerulei brillano sempre di gioia o di commozione, sono sempre accesi vividi anche il giorno che mi diede notizia della sua malattia io mi rattristavo per lei e lei era gioiosa, convinta di combattere quel male e lo sconfiggerà perchè lei ha una voglia di vivere esagerata.
Così lei mi chiama e propone d'iscriverci in palestra. Ok! penso che mi farà bene un pò di moviemnto, faccio vita troppo sedentaria, casa, ufficio, macchina e stop.
Ok risponde lei m'informo e ti faccio sapere.
Intanto a noi due si aggiungono altre due amiche, presto anche Schatz ci affiancherà dobbiamo starle addosso in questo momento molto delicato della sua vita.
Ok! mi fa piacere stare in un gruppo di donne che m'insegneranno i sapori e i dissapori diversi da quelli che sono abituata a provare sulla mia pelle.
Così L. mi richiama e mi dice tutta festosa:"D: che ne dici di - latino-americano?"
Io balbetto, non è proprio nei miei programmi e poi è un periodaccio per me e la danza non è proprio la materia in cui mi sia mai sentita a mio agio, forse da ragazzina... insomma ho un sacco di problemi ad accettare di esibirmi.
L. non è d'accordo con me secondo il suo parere la danza ci salverà, e dobbiamo imparare a ridere perchè questo lungo periodo di percorsi differenti ma comuni sotto l'aspetto denominatore delle sofferenze ci hanno diseducato all'autoironia e alla gioia di vivere la comunità, ma soprattutto di ridere con consapevolezza quanto incoscienza, dovremmo ricaricarci d'amor proprio con sane risate.
Forse ha ragione la mia amica L. la danza latino-americano mi confa un casino, ma quando riguarda l'esibizione altrui, forse non ho molta stima di me stessa e ho paura di sentirmi fuori posto.
La mia amica L. ride, sono la più "piccolina" del gruppo e rendermi conto che le altre non si fanno alcun problema mi fa pensare che noi donne siamo veramente tenaci, quando tutto sembra crollarci addosso, quando anche la nostra stessa vita è messa in pericolo sappiamo essere delle vere condottiere e tirarci su le maniche per correggere i tiri mancini che ci vengono messi davanti.
Però ancora non lo so, non avevo mai pensato di comprare delle scarpe da ballo io se proprio devo dirla tutta, ma proprio tutta tutta ecco io mi sarei vista più come pattinatrice artistica su ghiaccio.
Forse in un'altra vita!
Mic
martedì 9 novembre 2010
NOVE NOVEMBRE
Se avessi il potere di curare i tuoi affanni e i tuoi malanni
mi sentirei una figlia migliore
ma ho poche cose e son quasi tutte sgangherate,
come queste parole un pò fradice di pioggia ma coraggiose ed umili
ed umile è il bacio mattutino che ti lascio sulla porta
mentre ancora stai dormendo e il mio mondo va di fretta.
BUON COMPLEANNO MAMMA!
SEI SCONFINATA D'ABBRACCIO NEL MIO CIELO D'AMORE!
a u g u r i !!!
domenica 7 novembre 2010
Ricorrenze sulla mia indifferenza

Claude Théberge
Si sta facendo tardi e fuori piove
l'orologio è indifferente quanto la mia stessa indifferenza
indolente cammina e intanto si sta facendo tardi.
Mio padre e mia madre aspettano di sotto
ci riuniremo per festeggiare un onomastico, un compleanno
qualcosa che annodi un anno in più e ci aggrappi con artigli
un altro ricordo da vivere più avanti forse un domani.
Pensieri scorrono sul filo da stendere
pinzati di colore i panni stesi non si sono asciugati
non mi ero accorta che piovesse tanto,
non mi ero accorta che questo giorno
si era infilato l'impermeabile e cercava d'aprire l'ombrello.
Intanto si sta facendo tardi, intanto non riesco a provare nulla,
sono indifferente e per la prima volta non ho neppure un regalo
credo d'essermi dimenticata perchè sono così lontana.
Intanto si sta facendo tardi e perchè ora sono qui e scrivo
riversando versi indifferenti sul mio volto d'occhi spenti
ancora non so dire perchè questo giorno
di ricorrenze vive sulla mia staticità.
Indifferente
non è differente da ieri
non sarà diverso domani
- apnea -
Micol
sabato 6 novembre 2010
"SCHATZ"

In questi giorni sono un pò sconvolta da eventi che mi hanno toccato profondamente.
Amiche che ritornano dopo mesi e addirittura anni di lontananza.
l'incontro, l'abbraccio, la commozione, la solidarietà, la fratellanza... legami indissolubili che si ripresentano perchè è la mia presenza che viene richiamata dopo l'estraniazione.
Amiche con percorsi differenti, che ci fecero incontrare in momenti felici quando ancora le speranze e i sogni erano i nostri bagagli fra tele e cavalletti.
Orfea e la sua casa piena di quadri appesi. Quella casa oggi memoria e museo di un uomo, del suo uomo che pochi giorni fa ha lasciato questa vita terrena per essere aereo respiro d'anima celeste.
Una casa che profuma di candele e angeli ovunque che guardano come se si richiamasse la loro protezione.
Un cane di piccola taglia che gira annusando i nostri piedi composti, che abbaia in giardino e lei con gli occhi piegati dal dolore "lo sta chiamando!" dice in un fil di voce.
Cosa desideravamo vent'anni fa? I nostri legami nati dalla stessa passione dell'Arte e lei dell'arte ne aveva fatto un pò anche una professione, quei ritratti e paesaggi che lei ricorda lui sempre ad incoraggiarla a darle appoggio, accompagnandola ovunque lei volesse far conoscere la sua capacità del tratto e colore.
Lui che oggi non c'è più in quella casa così grande e che lei vede ancor più immensa.
Non avrei voluto assistere a quella bellezza appena sfiorita dal calvario. Non avrei mai pensato che la sua voce così particolare e argentina subisse quell'incrinatura di pianto. Non avrei voluto che il nostro abbraccio ritornasse per questa triste esperienza della tua vita. Ma ci sono! Sono tornata dal passato... fortunatamente per me e te ancora una possibilità.
FORZA "SCHATZ" NON SARAI MAI SOLA!
lunedì 1 novembre 2010
A tavola!
ravioli fatti in casa - foto daniela©esse -Di ripiena passione s'offron al gusto
si sposan in rosso e di grana fine un velo
Micol



