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venerdì 13 novembre 2009

VAFFANCULO PETER PAN!...VENERDI'13



STAMPA E COLORAMI CON I COLORI CHE PIU' AMI.
TRILLY ALIAS CAMPANELLINO



C'è il sole.
Le finestre sono aperte come bocche smaniose di giorno sulla strada con rinnovato stupore.
Un nuovo giorno! Guarda il cielo è azzurro che più azzurro non si può.
Gradevole contrasto cromatico dei tetti color argilla rossa su quell'azzurro, vien voglia di riprendere i colori che da troppo tempo riposano dentro una panca impregnata d'odor di solventi.
Via da questo pensiero vado per stanze e m'insegue la musica.
Entra un pianoforte, un basso, una batteria i miei gesti mimano una professionalità da strumentista da far invidia.
I miei vocalizzi imitano a memoria senza fallire una nota la sinfonia.
Non ci sono parole ad interrompere l'incantesimo di questo matrimonio tra me e il fluire di poesia.
Sono sola.
Oggi a casa sono sola e me lo merito.
... e sono felice di liberare la mia anima, di farla esibire in volteggi e quella leggerezza spesso imprigionata.
Sono una donna ANOMALA, ho il virus che non lascia scampo della sindrome di Campanellino.
Che c'è di male? Qualche volta spazio e volo verso l'Isola che non c'è.
In perfetta solitudine a godermi dall'alto quello che voi adulti privati di un cuore  bambino non potrete mai vedere, con le vostre facce truci e scale da conquistare buttando giù chi vi ha aiutato a salire, abbottonati in quegli abiti blu e cravatte strette su colletti bianchi.
Io sono libera, perchè posso sempre rifugiarmi in un mondo nascosto agli occhi della presunzione di chi mostra un petto senza cuore.
Io amo e vivo di respiro. Di cos'altro avrei bisogno? Tutto il mondo è mio... i fiori, gli alberi, il mare, le stelle... Non ho neppure bisogno di prendere l'aereo per volare.
Posso fare ciò che voglio: cantare, giocare, ballare, ridere e piangere.
So d'esistere in quanto essere inesistente!
Sono Campanellino ti pare poco?


Vaffanculo Peter Pan!


Mic



giovedì 12 novembre 2009

LA PAROLA SOTTO SCORTA A ROBERTO SAVIANO





Roberto SAVIANO


"... qual è il mio delitto? Perché io devo vivere come un recluso, un lebbroso, nascosto alla vita, al mondo, agli uomini? Qual è la mia malattia, la mia infezione? Qual è la mia colpa? Ho voluto soltanto raccontare una storia, la storia della mia gente, della mia terra, le storie della sua umiliazione. Ero soddisfatto per averlo fatto e pensavo di aver meritato quella piccola felicità che ti regala la virtù sociale di essere approvato dai tuoi simili, dalla tua gente. Sono stato un ingenuo. Nemmeno una casa, vogliono affittarmi a Napoli. Appena sanno chi sarà il nuovo inquilino si presentano con la faccia insincera e un sorriso di traverso che assomiglia al disprezzo più che alla paura: sono dispiaciuti assai, ma non possono.... I miei amici, i miei amici veri, quando li ho finalmente rivisti dopo tante fughe e troppe assenze, che non potevo spiegare, mi hanno detto: ora basta, non ne possiamo più di difendere te e il tuo maledetto libro, non possiamo essere in guerra con il mondo per colpa tua? Colpa, quale colpa? E' una colpa aver voluto raccontare la loro vita, la mia vita?".
R. Saviano art.lo F.to G. D'Avanzo - La Repubblica.it - 15/10/08



Apro con un applauso a Roberto Saviano classe '79. Sul video buca il volto di un giovane uomo che tradisce il suo stato psicologico di resistenza, lo osservo nei minimi particolari per la durata di due ore (minuto più minuto meno) co-conduttore del programma di F.Fazio in serata ieri su "Che tempo che fa". Lo osservo completamente rapita dal suo accompagnare con le mani, le espressioni con abbozzi di sorrisi e occhi frenetici sul tutto, sul nulla, sulle parole che pondera prima di esprimere.

Spesso alle sue parole seguono forti emozioni che provo davanti allo svilupparsi di storie che lui amabilmente racconta, probabilmente non si rende conto di impressionare tanto la platea o forse è proprio questo il suo intento: rifletti uomo comune la parola fa paura... la parola ha un potere autonomo, indipendente che può uccidere con la bellezza della verità, con la propria natura libera e incondizionata. Su questo ci fa riflettere Saviano in due ore di assolo.
La parola fa paura al regime che per controllarla riduce in stato di schiavitù psicologica quegli uomini che avevano per unica colpa la necessità di rivelare ed esprimere il disagio delle proprie radici, della propria terra natìa, uomini e donne che arriva a perseguitare, minacciare ed infine emettere sentenze di morte perchè lottano per la propria libertà di pensiero, di parola.
Saviano sfoglia un album di foto, mostra filmati crudeli di morte e lo fa con il candore di chi fa dil mestiere di cicerone ad una mostra artistica. Questo è ciò che l'arte dello scrittore che offre la propria anima per la verità contro il sopruso e la violenza di chi ha potere ottiene. Questo è il messaggio.
Il suo candore, temo sia anche una sottile rassegnazione.
Spesso la sua definizione per uomini e donne che hanno dato la propria vita solo perchè "scrittori" non ultima la giornalista-scrittrice Anna Politkovskaia, nota per le sue posizioni critiche nei confronti del Cremlino,soprattutto per i fatti tristemente noti di Beslan (Cecenia) freddata a colpi di pistola all'ingresso della sua abitazione, portano Saviano a ricordarci che questi non sono eroi, non sono martiri, sono uomini che hanno seguito il proprio istinto di libertà della parola e di raccontare la realtà dei fatti che spesso il silenzio occulta.
Una grande lezione quella di Roberto, lo premiano 4 milioni 561mila telespettatori (fonte ANSA)
La mia sensazione conclusiva è stata che questi uomini con la sola arma della PAROLA siano invece stati dei veri eroi, con le debolezze di tutti gli uomini, ma con una determinazione che una coscienza sociale e pronta al riscatto per tutto l'odio e l'emarginazione ricevuta per le loro scelte siano da considerarsi di sopportazione sovraumana.
Penso che l'esempio non vada sciupato e che la serata di ieri sia stata educativa e d'esempio e per dirla come lui stesso ieri ha definito l'Omertà: "Esistono due tipi di omertà: quella per cui si è visto (si è stati testimoni) e non si parla e quella che non vuole vedere!"
Un monito a tutti noi italiani. Perchè molto ha parlato anche di quell'Italia che finge di non vedere o che non vuole vedere. Che preferisce stare comodamente seduta in poltrona a "godersi" il Grande Fratello.
Vorrei citare più parti della trasmissione in cui Roberto mi ha strappato un singulto, come quando ha sollevato la bottiglietta d'acqua ricordandoci che quello era il simbolo del sacrificio dei bimbi di Beslan.
Dell'Inferno alla bellezza dei racconti di Ken Saro Wiva, di quelli del gulag siberiani di Varlam Salamov, di Neda, involontario simbolo della rivolta dell'opposizione iraniana, e altri testimoni che hanno reso indimenticabile il loro sacrificio per giusta causa.
Dal 13 ottobre 2006, Roberto Saviano vive sotto scorta: l’11 novembre saranno esattamente 3 anni e 29 giorni di vita negata, 1125 giorni, 27.000 ore di vita blindata. (fonte La Stampa.it)
La sua parola è sotto scorta.
Quando ho spento la tv mi ha bloccato un pensiero, Roberto questa sera ci ha raccontato quanto la parola può far paura, quanto la verità fa paura e di quanto lui stesso abbia paura.
Perchè ogni sua definizione anche quando dice che chi ha dato la vita in queste circostanze non è da considerarsi un martire, nè un eroe il messaggio sembrava fosse: se mai accadrà qualcosa del genere a me non consideratemi un eroe, nè un martire ma un uomo con le sue debolezze, le sue difficoltà, diffidenze... il mio amore per la scrittura e la verità è andato oltre la coscienza.
Concludo con una frase di Varlam T.Salamov  "Stavo per morire per un qualcosa che non credevo neanche di avere, ma che quando mi è stata chiesta...ho capito essere la cosa piu' preziosa che avessi".
Parlava della sua Anima.
Solidarietà a Roberto Saviano
Un inchino!

Micol


lunedì 9 novembre 2009

UN SOGNO PER DOMANI/PASSA IL FAVORE




Un compito a casa e un esempio morale che si mette in moto ineluttabilmente per generare una catena infinita di solidarietà che investa l’intero mondo. Un bambino di dodici anni di Las Vegas bisognoso di attenzione (è senza padre, che non si sa che fine abbia fatto, ha un triste passato di violenze e vive con una madre alcolista altrettanto assente, anche se per lavoro). L’idea di Trevor è semplice e ripercorre quella dei diagrammi ad albero, pronti ad aprirsi a differenti soluzioni progressive: effettuare tre atti di solidarietà verso tre persone diverse che a loro volta dovranno impegnarsi a realizzarne altri tre per altrettante persone differenti. Così all’infinito, fino a quando il mondo riuscirà a vivere solo sulla solidarietà e a non preoccuparsi del male e della conflittualità. Un’idea talmente elementare da essere venuta in mente ad un preadolescente privo di pregiudizi, ingenuo nel suo umanesimo puro e incorruttibile, desideroso di regalare affetto in modo tale che la ruota prenda a girare e porti beneficio all’intero universo, e quindi anche a se stesso e all’adorata madre. (www.minori.it)


”Per me certe persone hanno troppa paura per pensare che le cose possono essere diverse e, insomma, il mondo, il mondo non è tutto quanto… merda… ma credo che sia difficile per certa gente che è abituata alle cose così come sono, anche se sono brutte, cambiare e le persone si arrendono e quando lo fanno poi tutti, tutti ci perdono. […] è difficile, non lo puoi programmare: devi, devi guardare di più le persone, ecco… tipo, tipo tenerle d’occhio, per proteggerle, perché non sempre vedono quello che gli serve. È come la tua grande occasione di riparare qualcosa che non è la tua bicicletta, ma puoi riparare una persona”……Passa il favore
[Trevor]

 

 


La mia ricerca nasce dopo aver visto il film "Un sogno per domani" del 2000. Nel cast Kevin Spacey nella parte dell'insegnante Eugene, Haley Joel Osmet nella parte del piccolo Trevor (attore protagonista anche del film "Il sesto senso") ed Helen Hunt nei panni della mamma del piccolo.
A parte i soliti triti ingredienti di buon sentimentalismo americano, la storia tocca davvero tanto.
E' il senso ed il percorso, ideato dal piccolo Trevor: PASSA IL FAVORE ha la sua morale ed il suo insegnamento.
... e come spesso mi trovo a fare divento spugna di un significato percepito fra i dialoghi più che nella storia che ha il suo moto ondoso fino all'epilogo.


 

Su google a proposito del film alla voce "UN SOGNO PER DOMANI" ho appreso l'esistenza di un libro il cui titolo omonimo a quello del film scritto da Robert Jhonson, non ha  alcun legame ma deve essere sicuramente importante per il messaggio che offre non fosse che un pò mi riconosco già dalla citazione che segue:



"Distinguersi per non estinguersi è il sogno dell’uomo dalla notte dei tempi.
Il distinguersi richiede una grande capacità nell’accogliere i cambiamenti e le crisi che l’uomo si trova di fronte.
Insieme possiamo percorrere questo viaggio verso la distinzione. Il Viaggio dei folli, degli anticonformisti, dei ribelli, dei piantagrane, di tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Possiamo citarli, essere in disaccordo con loro; possiamo glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potremmo mai fare è ignorarli, perché riescono a cambiare le cose, perché fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero."


(cit. Fonte:Un sogno per domani di Robert Jhonson)

Ritornando al film... Utopistico in fondo ... ma sarebbe infinitamente importante recuperare quei valori umani che sono andati perduti, uscire dal proprio egoismo individuale e offrire solidarietà, delle speranze se possibile, una catena intenzionale di affezione alla vita contagiosa come un virus.

Goodnight Mic




sabato 7 novembre 2009

INVERNO




Liquidi ricami s'allargano
lungo lastre di vetro battute
da proiettili di ghiaccio.
E' frastuono improvviso a svegliarmi
tra il tetto e il letto
che nel mezzo mi tengono distesa.
Inverno che avanza
sulle mani gelide di unghie blu,
sopra la tempesta
le grida del mio ventre
sordo al mondo.


Micol

giovedì 5 novembre 2009

SILENCE PLEASE!




Le  cose cambiano, le persone cambiano, io stessa mi accorgo di essere cambiata.
In questi ultimi due anni è accaduto qualcosa che ha interrotto il flusso regolare di aspettative e di abitudini segnando il mio carattere.
La chiusura è stata forte, il rifiuto d'influenze dal  mondo esterno: ferme e scure.
Alle 22.30 di ieri sera rientravo dal lavoro verso casa, ero sola in macchina e avevo pensieri pesanti e stanchezza sulle palpebre,  stavo per chiudere una giornata faticosa sotto tanti punti di vista e per un attimo ho pensato che avrei viaggiato tutta la notte per la strada, lasciando che fossero i miei pensieri a portarmi, così ho cambiato la rotta allungando di poco per il rientro. Le responsabilità non mi avrebbero permesso d'andare oltre.
E' così anche nella vita no? Qualche volta si ha desiderio di cambiare strada, visitarne una nuova, allargare lo sguardo su qualcosa di sconosciuto e magari fermarsi un pò per dissetarsi, per un caffè.
Ma poi si è coscienti che il dovere ci chiama e bisogna fare a ritroso quel percorso, tornare sui propri passi e far ritorno verso il viale di casa.
Ma il percorso che ho fatto ieri mi ha portato davanti alla porta di quella casa che fu di mia nonna.
La strada era deserta, e i lampioni illuminavano quelle zone di marciapiede dove tante volte mi sono fermata a parlare con qualcuno della mia famiglia.
E' molto forte il mio legame con essa. Anche se il tempo ha cambiato le persone, ha cambiato le cose.
Anche se la morte ha spazzato via sorrisi come foglie d'autunno spinte dal vento.
Se voglio trovare un pò di serenità devo chiudere gli occhi e rivedermi su quell'altalena fatta di corda sfilacciata e tavolaccio di legno come sedile, sulla sua ombra perpendicolare sulla terra battuta si era formato un piccolo fosso segnato e scavato dalla forza d'atrito della piccola rincorsa che si faceva per darsi spinta e oscillare sulla stella di sole che abbagliava gli occhi bambini e su in alto, si respirava il profumo violento della pianta di fichi che donava il suo ramo per i nostri giochi.
Non ho più rivisto quel cortile da molti anni, non so se i gerani e le peonie di zia Tata e fi nonna, stanno ancora in quelle aiuole circolari ai piedi del mandorlo e del pesco delimitate da maioliche d'avanzo dei rivestimenti di casa.
Non esiste più quella 500 abbandonata da uno zio, con le portiere ad apertura antivento dove noi bambini di casa abbiamo fatto grandi viaggi con la fantasia guidando quel volante a ruota gigantesco e spartano.
Penso d'aver imparato a guidare che avevo circa cinque anni!
No non dimentico nulla e sono cambiata per le delusioni e le ferite inferte dai cambiamenti, perchè probabilmente non li sopporto, ma tutto è differente da sempre anche se voglio convincermi che questi sono progresso, s'impara e si ha la possibilità di crescere anche e soprattutto attraverso questo stato di cose.
Così oggi comprendo molte più cose e la natura delle persone.
Allora mi sento a disagio quando ricevo il messaggio di persone che mi vorrebbero "più" vicino, che io dia un segno di presenza forte, che eviti pause, assenze e silenzi.
Mi dispiace per queste persone amiche se sono in diffetto e se in qualche modo procuro delle sofferenze ma la mia storia personale non mi permette più di rilassarmi e ricevere novità,  ho chiuso tutte le porte, sono stanca... ho sofferto e soffro ancora troppo per quello che i rapporti interpersonali hanno finito per lasciarmi.
La dimenticanza, le rotture, gli abbandoni, i silenzi, la perdita di persone a me molto molto care mi hanno completamente segnata.
E' forse incredibile ammettere di avere bisogno di rimanere sola, io che ho sempre cercato l'affetto e l'amicizia, io che mi sono sempre proposta per gli altri, resa disponibile... ora sono un' ombra che circola silente, nascosta agli angoli perchè non voglio incontrare nessuno. Voglio rimanere con i miei ricordi, voglio vivere di rimpianti.
NOn ho la forza e mi dispiace, mi dispiace enormemente perchè anche se in questi casi può sembrare il contrario sono molto sensibile... ma non ce la faccio, il mio è un rifiuto completo verso gli altri.
Sono cambiata, in peggio sicuramente... mi dispiace per gli altri, forse così in fondo ci sto bene se non lotto per essere diversa.
Ora voglio silenzio, ne ho proprio bisogno... a parte la musica!
Che parlino se hanno ancora voce gli angeli, sono gli unici che attendo nelle mie notti senza sogni!
... intanto il calendario fa cadere i giorni di questo novembre pregno di nomi e date da ricordare ...

Micol


mercoledì 4 novembre 2009

Costruire o piantare




Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare.
I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo.
Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti.
Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.
Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano.
Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere.
Esso richiede l'attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura."

(Paulo Coelho)


Goodnight Mic



 

lunedì 2 novembre 2009

UNA STREGHETTA CON LE ALL STARS ROSSE






Nel pomeriggio di sabato c'è stato un gran movimento dopo che un'amichetta della mia streghetta l'ha invitata per festeggiare Halloween.
Per fortuna in casa c'è sempre un cappello di pannolencio nero con la punta alta e che s'affloscia di lato, un mantello lungo lungo di rasatello, e un abitino un pò sgualcito dalle precedenti avventure anche'esso rigorosamente di lucido tessuto nero.
Sono indumenti che teniamo per ogni evenienza ed occasione noi streghette di casa.
Un pò di trucco scuro tra il nero carbone e viola oltretomba, un rossetto che per naturale carattere di quelle labbrucce sbavava nonostante le correzioni e una spolveratina di polvere di stelle fra i capelli lunghi e capricciosi (ha proprio preso dalla sua mamma strega).
Panico... si cerca un sacchetto, una borsa ton-sur ton per contenere i dolcetti perchè di scherzetti non si ha avuto il tempo di prepararli ed intanto suonano al citofono.
Sono due streghette urlanti e festose.
Perchè nella scuola della magia nera alle allieve streghette gli è concesso di uscire con la luce del giorno ad Halloween, non vale per le anziane che quelle vanno a rumoreggiare di notte.
"daì mamma, già stanno di sotto, aiutami...."
"Tesoro, mi sembra che tu sia a posto" replico.
"Ma no mamma, non vedi che sono scalza? Che scarpe posso mettermi?"
Ahi ahi ahi!
Vado a cercare le scarpe e gliele calzo.
Lei mi guarda un pò affranta e io le dico quasi convincente: 
"Hai perso la formula magica? Se vuoi puoi farle diventare nere!"
Lei mi fa un versetto non le è piaciuta la battuta o forse sa che deve accontentarsi di ciò che passa la Grande Zucca!
Ma già non ci pensa più, corre per le scale incontro alle altre streghette che l'attendono.
Io mi affaccio alla finestra e la guardo sorridente.
E' proprio forte la mia streghetta con le All Stars Rosse!


... e voi siete usciti in strada a fare "Dolcetto o Scherzetto?


Micol