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domenica 7 novembre 2010

Ricorrenze sulla mia indifferenza




Claude Théberge




Si sta facendo tardi e fuori piove
l'orologio è indifferente quanto la mia stessa indifferenza
indolente cammina e intanto si sta facendo tardi.
Mio padre e mia madre aspettano di sotto
ci riuniremo per festeggiare un onomastico, un compleanno
qualcosa che annodi un anno in più e ci aggrappi  con artigli
un altro ricordo da vivere più avanti forse un domani.
Pensieri scorrono sul filo da stendere
pinzati di colore i panni stesi non si sono asciugati 
non mi ero accorta che piovesse tanto,
non mi ero accorta che questo giorno
si era infilato l'impermeabile e cercava d'aprire l'ombrello.
Intanto si sta facendo tardi, intanto non riesco a provare nulla,
sono indifferente e per la prima volta non ho neppure un regalo
credo d'essermi dimenticata perchè sono così lontana.
Intanto si sta facendo tardi e perchè ora sono qui e scrivo 
riversando versi indifferenti sul mio volto d'occhi spenti 
ancora non so dire perchè questo giorno
di ricorrenze vive sulla mia staticità.
Indifferente 
non è differente da ieri
non sarà diverso domani
- apnea -

Micol

 

sabato 6 novembre 2010

"SCHATZ"




In questi giorni sono un pò sconvolta da eventi che mi hanno toccato profondamente.
Amiche che ritornano dopo mesi e addirittura anni di lontananza.
l'incontro, l'abbraccio, la commozione, la solidarietà, la fratellanza... legami indissolubili che si ripresentano perchè è la mia presenza che viene richiamata dopo l'estraniazione.
Amiche con percorsi differenti, che ci fecero incontrare in momenti felici quando ancora le speranze e i sogni erano i nostri bagagli fra tele e cavalletti.
Orfea e la sua casa piena di quadri appesi. Quella casa oggi memoria e museo di un uomo, del suo uomo che pochi giorni fa ha lasciato questa vita terrena per essere aereo respiro d'anima celeste.
Una casa che profuma di candele e angeli ovunque che guardano come se si richiamasse la loro protezione.
Un cane di piccola taglia che gira annusando i nostri piedi composti, che abbaia in giardino e lei con gli occhi piegati dal dolore "lo sta chiamando!" dice in un fil di voce.
Cosa desideravamo vent'anni fa? I nostri legami nati dalla stessa passione dell'Arte e lei dell'arte ne aveva fatto un pò anche una professione, quei ritratti e paesaggi che lei ricorda lui sempre ad incoraggiarla a darle appoggio, accompagnandola ovunque lei volesse far conoscere la sua capacità del tratto e colore.
Lui che oggi non c'è più in quella casa così grande e che lei vede ancor più immensa.
Non avrei voluto assistere a quella bellezza appena sfiorita dal calvario. Non avrei mai pensato che la sua voce così particolare e argentina subisse quell'incrinatura di pianto. Non avrei voluto che il nostro abbraccio ritornasse per questa triste esperienza della tua vita. Ma ci sono! Sono tornata dal passato... fortunatamente per me e te ancora una possibilità.



FORZA "SCHATZ" NON SARAI MAI SOLA!
 



lunedì 1 novembre 2010

A tavola!



ravioli fatti in casa - foto daniela©esse -


Di ripiena passione s'offron al gusto 
si sposan in rosso e di grana fine un velo

Micol





 

domenica 31 ottobre 2010

ECO DI SPARO (Novembre)



opera "le Vent"- Il Vento - Claude Théberge

Aprirò domani la porta a novembre
sarà in anticipo rispetto al mio calendario,
non può essere già trascorso
ancora un anno, un altro e ancora un altro.
Le pareti di cartongesso si sono ispessite
rocce impossibili d'abbattere

Davanti la croce mi vede sgranare rosari
di semi d'onice nera e lucida come lacrime
di sangue rappreso
che cosa è successo?
Sento arrivare novembre 
come fosse piombo, eco di sparo
a distanza ravvicinata.

Micol©


 

giovedì 28 ottobre 2010

DONNE

Sono sempre stata molto severa verso me stessa, posso considerarmi grosso modo persona integerrima, non certo priva di difetti e qualche peccatuccio senza grossa rilevanza.
Tutta questa severità risultato di un'educazione impartitami dall'infanzia dalle donne di casa della famiglia originaria di mio padre. Allora mi veniva inculcato che una donna nell'immaginario collettivo dell'epoca della mia infanzia era e doveva essere "pura e casta" corpo ed anima da farmi credere lo dovesse essere anche dopo sposata. Lo so fa sorridere questo concetto, ma questa era la mentalità, e so anche che loro, le "donne di casa" che contribuirono alla mia educazione e che oggi purtroppo non ci sono più, si fecero tanto male con questo genere di convinzione.
Il troppo come si dice storpia. Una donna secondo il "regolamento della casa" doveva sorridere mai ridere "apertamente", indossare abiti puliti in ordine e sobri, avere buon gusto e maniere nell'arredare casa e accogliere l'ospite, laboriosa in preghiera (ora et labora), andare a Messa e rispettare la memoria dei cari defunti ricordandoli con l'orazione del Rosario e le visite al Campo Santo.
Il sesso argomento tabù, tanto che pensavo a quei matrimoni come contratti fatti per uno status estetico più che vissuto nell'interezza.
In realtà non so perchè sto buttando giù questa sorta di appunti, probabilmente cerco risposte per quell'atteggiamento sempre sofferente che non mi fa vivere bene e allora provo ad indagare scavando fino alle radici.
Il carattere viene influenzato dall'ambiente in cui si vive, dalle persone che sono responsabili dell'educazione e anche dalle circostanze, dalle occasioni che arrivano o si perdono, insomma sono indecisa se rendere completamente responsabili le mie "maestre" ma di sicuro una mano a questa forma d'attitudine mentale che ho, ce l'hanno messa.
Avranno mai pensato nella loro vita che probabilmente non è stato abbastanza ciò che hanno fatto per se stesse? Sempre circoscritte nella famiglia d'origine con rari sbocchi verso l'esterno. Non so se hanno realizzato prima che la malattia ce le portasse via e quelle rimaste sono chiuse nelle loro vite avvitate, che c'è un mondo oltre quel cortile, che non è mai stato sufficiente il chiacchiericcio davanti alla pasta fatta in casa o i dolci per il giorno della festa, la solidarietà famigliare è una grande ricchezza, ma una bambina con l'abitino in crépelle bianco e le scarpe di vernice nera forse avrebbe costruito nel tempo un'altra idea della vita e più stima in se stessa.
Le rimprovero e loro mi sorridono da Lassù, ma per averle qui ancora con tutto l'amore che hanno versato su di me, l'allora bambina gracile e nervosa, farei tutto il percorso a ritroso.
Vi penso, vi amo al di là di questa vita bisognosa di valori che appassiscono come i fiori del vostro giardino che nessuno più ha cura.
A mia nonna Emanuela, zia Tata, zia Anna e zia Lucia!
Il mio bacio alato fin Lassù

sabato 23 ottobre 2010

SOTTO IL PIUMONE ROSSO RUBINO



Primo stop stagionale.
Mi ritrovo sotto il mio piumone rosso rubino alle dodici oramai superate da dodici minuti con indosso ancora il pigiamone di cotone flanella rosa antico. Febbre e mal di gola, penso ad una faringite o una tracheite, deglutire fa un male cane fino alla schiena. Penso che devo assolutamente mettermi in piedi prima di lunedì e ho solo un giorno davanti a me.
La settimana lavorativa in arrivo ha un numero incredibile di scadenze fiscali e io devo ASSOLUTAMENTE DEVO trovarmi sul posto di lavoro, quindi starò calmina questi due giorni cercando di muovermi giusto per il necessario e poi a riposo.
D'altronde il mio medico lo dice sempre, conoscendo la mia indole di quella che deve strafare anche quando sta male, che il riposo è la miglior medicina di tutti i malesseri. Intanto mentre scrivo faccio un'applicazione di FROBEN soluzione da nebulizzare, allevia il dolore alla gola ed è gradevolissimo, e durante la giornata prenderò due pasticche effervescenti di Efferalgan e tazzoni caldi di camomilla e thè dolcificati al miele di eucaliptus. Bòn se non addolcisco così questo raffreddamento mi dica lui che devo fare, col pigiamone, calzettoni e in piedi sul letto mi viene difficile ammaliarlo con la danza del ventre!
Una cosa stupendissima però che mi succede quando sono febbriccicante è che faccio dei sogni talmente colorati e lucidi, mi sembra di viverli realmente e mi tengo su il morale... troppo lungo spiegare cosa ho sognato stanotte ma solo pensare mi fa impennare sulle onde.
comunque il risultato è che sopporto con insofferenza stare male fisicamente... ho una valanga di cose da fare che mi attendono lì ferme e desolate. Vado a consolarle con due paroline.

Buon sabato!


 

mercoledì 20 ottobre 2010

'Volo' Come una poesia





image from web





Come una poesia.

Sai come si dice in inglese studiare a memoria?

By Heart, col cuore.

Conoscere una persona

By Heart, a memoria,

significa, come quando ripeti una poesia,

prendere anche un po' di quel ritmo che le appartiene.


da Il giorno in più


Fabio Volo