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sabato 11 febbraio 2012

COSI' DECIDO DI SCRIVERE




Sono giorni che ruoto intorno a questa pagina, ho tolto l'ultimo granello di polvere, ma poi era la luce che disturbava sul foglio. 
Ho ripreso l'idea di entrare e scrivere ma poi era la musica in sottofondo che distrubava la concentrazione. 
Ritornavo persuasa e con un' incipit vincente: questa volta avrei messo su un bel pezzo ma mi accorgevo che l'orologio segnava che s'era fatto tardi e avrei sicuramente trovato modo l'indomani più fresca ed energica la strada per versarmi sul mio nuovo affascinante diario virtuale.
Invece no!
La verità è che sto prendendo tempo, perchè qualcosa è accaduto e non è l'eccezionale ondata di maltempo che ci ha investito. 
E' un lutto, una perdita che non riesco ad elaborare e non ho nessuna intenzione di farlo.
Non provo alcuno stimolo per avviarmi ad una riabilitazione, la realtà è troppo scomoda e non mi nascondo che fuggo da essa cercando rifugio e consolazione in quel piano superiore di una coscienza al limite della razionalità benchè, se pur anche questa realtà parallela non ha nessuna via d'uscita dal dolore.
Una protesi a spirale è l'organo meccanico che un potere alienante ha innestato tra la mente e un punto imprecisato del quale non si ha verifica sulla veridicità, ma l'umanità da sempre ne osserva il beneficio del dubbio asserendone l'esistenza su un punto incorporeo chiamato Anima.
Ora non so se il mio sguardo sia caduto sul posacenere romboidale color ambra per puro caso o sia invece la protesi che si è attivata come di solito del tutto autonomamente creando degli scoordinamenti comprensibilmente innaturali alla postura, ai gesti, così alle espressioni del mio volto, stringendo il campo visivo e dilatando visioni improvvise, inoculando ora voci , ora volto amato, e mischiando talvolta come un baro sadico i ricordi come fossero carte al tavolo verde distribuendo e lasciando al caso l'idea che io sia un burattino nelle mani di un improbabile ingegnere del male o più probabilmente un sarcastico manovratore del culto della fede che ho sposato e legatami al palo invocando un'esecuzione che non arriva.
Questa sua strategia m'impone a tratti un'apatia oltre misura concepibile e falli d'attenzione su quello che sono i miei compiti da farsi sul momento e forse scrivo ma non so se lo scrivente è ciò che chi leggerà penserà che sia oppure un'intrusione fenomenale data la mia modesta ma sofisticata follia del genio incompreso.





lunedì 30 gennaio 2012

SI RICOMINCIA DA QUI







Ascolta e tieni il ritmo
Stai con me
Mic



LE COSE CHE NON HAI FATTO - B. FERRERO

 fotografia proprietà e pubblicazione tratta da:


Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l'ammaccai? 

Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l'hai fatto.

E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve?

Credevo che avresti esclamato: "Te l'avevo detto!". Ma tu non l'hai fatto.

Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito?

Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l'hai fatto.

Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina?

Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l'hai fatto.

E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans?

Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l'hai fatto.

Sì, ci sono tante cose che non hai fatto.

Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.

C'erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non l'hai fatto.

Ma tu non sei tornato.



Una regola d'oro: passeremo nel mondo una sola volta. Tutto il bene, dunque, che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli subito.

Non rimandiamolo a più tardi, né trascuriamolo, poiché non passeremo nel mondo due volte.

BRUNO FERRERO






from:micoldanielsforever.iobloggo.com  25/01/2012  08.40 AM

QUANDO "RI" PROVARE STERZA LA DIREZIONE

     

QUANDO "RI" PROVARE STERZA LA DIREZIONE
Ferma sul titolo come ad un incrocio osservo la precedenza, mi oriento sulla direzione. Sono abbastanza abile in ciò che è pratico, guido con risolutezza e attenzione, ma qui la posta è un'altra.

Un gioco di luci, una concentrazione sull'esposizione. Non mi occorre molto se il motore è in buone condizioni. Sono i dossi e le curve ad imporre forza d'attrazione a richiedere di piegarsi e fuggire in accelerata sul rettilineo, di sotto il passo la strada si srotola creandosi dal nulla, inventandosi ed inerpicandosi. Non sempre è qualcosa di cercato, voluto, organizzato.

L'irrequietezza e l'attesa sono il peso compresso nel bagagliaio e poi tutto un impacchettarsi d'altro per cui non c'è molto spazio che di nulla mi disfo e il moto perpetuo della propulsione spinge, qualche volta segnala l'avaria un sonoro rosso_led nostalgia. 
Quale orizzonte introspettivo catalizza in parallele prospettiche l'occhio della mia anima? E' commovente quel destino lontano che fedele incalza l'inseguimento, è di una bellezza impareggiabile così il navigatore insiste sulla strada da percorrere davanti a me ma l'occhio senza tregua è posizionato sullo specchietto laterale ed è inutile ogni tentativo di persuasione senza remore freno la corsa sull'ignoto che vorrebbe conquistarmi voglio riprovare a sentirmi addosso quell'angolo di mondo, un destino di distanze che imbatte sul belvedere l'incontro di due ventri.
Micol

Il contributo fotografico è stato tratto da: www.partireper.it/2009/07/13/foto-contest-di-viaggio/
   



from micoldaniels.ioblogg.com 11/01/12  09.43 A.M.

mercoledì 30 novembre 2011

PER ME E' IMPORTANTE





Non è vero che le stagioni non sono più le stesse di un tempo
E' il nitido ricordo di un novembre
quattro anni fa
l'ultimo giorno nel calendario
era tepore e mattino
il trenta
Adesso sul display scivola la traccia
impressa sulla scheda telefonica
l'ultima chiamata, ancora scolpito il periodo di conversazione
senza dote quella terra sconosciuta
che striscerà serpentino rimpianto
.
minuti
.
attimi
sensazioni
l'inchiostro nero s'allargava invadendo il mio campo visivo
dovevo ascoltare più attentamente la voce,
non la mia
un sortilegio malvagio strizzava il mio cuore
.
arco di ciglio sul sorriso in tensione
muscoli tesi, fiato irregolare
niente di definito
foglia d'autunno altrove cadeva
non lasciava speranze
.
ed il sole dai vetri chiusi entrando sherniva la scena
perchè dall'alto poteva vedere il seguito di quella pellicola
danneggiarsi sotto i suoi occhi

e ridere dopo aver chiesto la testa
del regista maldestro coprire la disperazione
col senno del dopo
con quelle stesse mani
con cui pensò ad un finale terapeutico

.
.
vorrei riscrivere la storia
vorrei riavvolgere il nastro
vorrei cancellare le incomprensioni
le distanze
le attese
le rinunce
...
vorrei bucare la nebbia che ci vieta di guardarci
pensaci
è inconsistente, penetrabile, volatile
non è reale
... noi lo siamo...
per me è importante.

D*



 

venerdì 25 novembre 2011

AMA CHI TI VUOLE BENE!





Regala il sole a un davanzale 

da dove tutto sembra uguale 

regale il peggio che hai da dare 

giusto per ricominciare 

e fai quel gesto che sono 

anni che ti prometti di fare 

e vendi l'anima una volta 

che forse non c'è niente di male 


Dovremo conquistare 

nuovi punti di apertura 

si tratta solo di tornare 

indietro un po' alla volta 

e riconsiderare quanto 

è stata la distanza 

che tra i miei baci e le tue mani 

ha chiuso quella porta 

Continuo a camminare 

non sapendo dove andare 

si tratterebbe solo 

di aiutarci in questo mare 

ama chi ti vuole bene!! 





 

mercoledì 23 novembre 2011

FUOCO SOPRA LA RICORRENZA - 23 NOVEMBRE







Questo Social splinderiano non lo sa ma io sono una donna caparbia e munita di una pazienza infinita e se ci mette mezz'ora a farmi entrare io attenderò una mezz'ora più una ma alla fine entrerò.



Mi sono chiesta se era il caso scrivere oggi questo post che si aprirà davanti a chi leggerà per tanti motivi ma uno per tutti perchè oggi è il 22 novembre una di quelle date interiori che ho profondamente radicate in me, vigilia di un evento speciale che da qualche giorno celebro intimamente con tutto l'affetto possibile, momento nel quale mi preparo con piccoli riti propriziatori per chi donare il mio dono astratto e il pensiero si è fatto lieve, così la commozione nel recuperare ricordi, parole, momenti perchè non c'è dolcezza più grande della celebrazione di un natale anche se in un percorso di perdita.



Così ho vissuto questi ultimi giorni, questo pensiero è l'unico che mi ha distolto da una realtà pesante, impegnativa, responsabile, fatta di orari, di incovenienti, di corse al minuto e ritardi di quarti d'ora.



Molte volte ho lasciato sfogare la mia triste nostalgia, i miei umori non proprio ottimistici al pianto... in solitudine, quando tutti dormono, al buio con un bicchiere di vino e una sigaretta.



Così dicevo tra me: "lascia defluire il dolore e la frustrazione, fa che sia come l'acqua che scorre a pelo di una corrente... andrà via anche oggi, ti sentirai meglio, ti sentirai più libera!"



Ovviamente all'indomani tutto si ripresenterà perchè questo è il ciclo in cui sono imbrigliata, conosco ogni particolare della mia giornata senza alcuna novità, scossone emotivo, piacere invasivo d'anima e corpo.



Conosco ogni passo e quando dico di conoscerlo è perchè ho sempre le stesse scarpe, anche quelle non cambiano se non per ovvi motivi stagionali, per cui so della pressione che il tacco farà sull'asfalto sotto il peso del mio corpo, so come metterò il piede per sollevarmi sul marciapiede, quanti passi occorrono per arrivare nei soliti luoghi, quante scale e di quanti gradini sono fatte.



Poi un giorno di questi ultimi trascorsi ricordo d'essermi seduta e aver pensato: "Che strano scherzo mi ha fatto il destino? Mi ha fatto credere di poter accedere alle mille possibilità e non me ne ha data che una, dove sono finite le altre novecentonovantanove?" - "Che idea assurda se penso di proiettarmi nel futuro ho la certezza che sarò esattamente in questa stessa posizione, con lo stesso sguardo perduto nel vuoto e la sensazione d'esser viva solo per il dolore che mi porto dentro, sento solo quel dolore... è tutto ciò che provo. Un dolore che non uccide ma paradossalmente ha ucciso la mia vitalità, il mio orgoglio, la mia sete di sapori, di creatività!"

Qualche notte fa ho ripreso in mano delle cose che scrivevo nemmeno tanto tempo addietro,  anche se oggi mi sembra d'averle vissute un'altra me tanto mi sembra assurdo ciò che avvenne poi, ma quelle parole mi cullavano come una corrispondenza dettata da due cuori a tratti all'unisono.



Ricordo che mi fu detto che scrivevo tanto, bastava darmi un là e io andavo spedita con la mia scrittura. Mi fu chiesto perchè non pensassi seriamente a fare la scrittrice. Oggi mi domando cosa significa per me divenire una  scrittrice.



Non certo pubblicherei  un libro nel senso fisico del termine, il libro è stato pubblicato, forse più d'uno. Un'autobiografia, un'istantanea introspettica che ha sottolineato il carattere accondiscendente contro le avversità, amabile, spontaneo, dotata di spirito di sacrificio e non so che dire di me oltre quello che non ho già scritto.



Questa sera parecchio tempo dopo essere uscita dall'ufficio mi trovavo questa volta ad uscire   dallo studio del mio medico non soltanto con le prescrizioni terapeutiche ma soprattutto con la dimostrazione che il serbatoio quale io sono del mio dolore ha mostrato le sue falle, non ce la fa più a contenere tutto. Il mio corpo ha urlato quello che i miei sorrisi non dicono, quello che il mio modo affabile e generoso non mostra. 



Non è stato un insetto a pungermi sopra l'arcata sopracigliare, mi è stato diagnosticato il cosidetto "fuoco di sant'Antonio".



Stavo in ufficio e sentivo le ghiandole linfatiche del collo ingrossarsi, le mie ossa erano doloranti, sentivo la febbre e la stanchezza nel sorreggere lo sguardo, ma non ho avuto preoccupazione, ansia o che, sentivo il movimento interno che il mio organismo faceva per combattere e difendersi, ho un gran bell'esercito.



Le mie difese immunitarie si sono abbassate a causa del forte stress psico.fisico che da mesi, da anni sono sottoposta.



Ok sono qui che devo fare? Finalmente il mio corpo ha urlato, finalmente ha dato voce al dolore che mi inocula il silenzio, mi danno le assenze, l'amore mancato, sospeso, spezzato.



Finalmente è qui visibile, posso dare forma e sembianza al volto appartenente al mio dolore la tumefazione si è allargata e la sua conformità assomiglia ad un vulcano in miniatura con la sua bocca che esercita l'eruzione rossastra e molle.



Il medico è preoccupato per l'occhio che non venga interessata la cornea. 



Sinceramente non me ne frega nulla! Desidero intensamente soltanto che mi venga offerta la cura per questo dolore che ho dentro o brucerà tutto il mio corpo.

Che una mano accarezzi i miei pensieri e mi faccia sentire la consistenza della gioia.




Nella notte chiederò in prestito ad un Angelo soprano la voce per un canto rivolto al Cielo novembrino e perchè si propaghi in trilli e suoni nel buio oltre i confini dell'etere, voglio che in questa notte ogni bene raggiunga a lambire ogni fronda, stelo, petalo, fiume, monte, mare e città e voglio ali per la mia voce perchè possa con la tenerezza e la purezza sciogliere ogni distanza e orgoglio e da soffici nuvole desidero che una pioggia che sappia di primavera scenda leggera a riempire bocche aperte in sorrisi di stupore e per ogni goccia un augurio che festeggerò dentro il mio cuore.

Mic per sempre! 


 

sabato 22 ottobre 2011

mercoledì 17 agosto 2011

I LIKE IT



 Il mondo è una montagna russa 
e io non ho messo la cintura di sicurezza 
forse dovrei tenermi forte, con attenzione 
ma le mie mani sono libere, nell'aria 
sto dicendo... 

vorrei che tu fossi qui 


"WISH YOU WERE HERE"
ICUBUS

 







... ed ora vorrei essere seduta al tavolino di una terrazza all'aperto con vista sul mare, sorseggiare un aperitivo che abbia tutti i colori del sole. Rilassarmi davanti ad un tramonto che si allarga liquido all'orizzonte dopo tanta arsura, dopo tanto caldo.
La mia anima nera freme a ritmo di una crudele poesia e l'assenza si tinge di note rock possenti come furia d'oceano.
Mic


 

mercoledì 3 agosto 2011

UNDICI



Sto accanto a te mentre dormi, caduta in un sonno profondo che profumi ancora di mare come questo mese che ti ha dato a noi dea venuta dalle onde.
Emozionata ti ho scostato le ciocche dalla fronte ti ho accarezzato piano senza disturbare i tuoi sogni di bimba che svanisce piano per specchiarti nel mattino che sarai diventata più grande.
Accosto la mia guancia sulla tua rosata dal sole, quanto sei bella Amore Grande sento il velluto della tua pelle e chiudendo gli occhi cerco il ricordo di te appena nata.
Ritrovo la sensazione del nostro primo contatto quando venisti posata sul mio seno e affatticata ma felice ti accarezzai la schiena timorosa di farti male e tu avida con gli occhietti ancora chiusi trovasti la fonte del tuo nutrimento d'amore e succhiasti la mia linfa vitale.
Dio mio! ora ti guardo e non posso credere siano trascorsi undici anni da quel pomeriggio afoso e assolato in cui venisti al mondo.
Stella, Anima, Vita mia!



 




SOGNA ANCORA BAMBINA MIA C'E' ANCORA TANTO TEMPO PRIMA DEL RISVEGLIO - RIPOSA E RAFFORZA LE TUE DIFESE PER AFFRONTARE IL FUTURO - NOVITA' GIA' STANNO ALLA PORTA
CHE APRIRAI CON IL TUO IMMENSO SGUARDO CON QUEL GENUINO SORRISO CHE L'AMORE TI HA DONATO. RICORDA DI USARE LA LEGGE DEL RISPETTO SOPRATTUTTO VERSO TE STESSA!





BUON COMPLEANNO!!!
TOPASTRA

SAPRAI SEMPRE CON CERTEZZA D'ESSERE AMATA!


MAMY
(TI AMO)



 


Dall'album dei ricordi:

TORTA DI COMPLEANNO
Alessia: "Ragazze il sorriso di Justin è mio...  lo VOGLIO io!
Le ragazze dietro di lei attendendo il taglio della torta in tripudio di strillini per dividersi il resto dei resti del "povero" Justin...
"a me dammi l'occhio destro... " "a me quello sinistro..." noooo quello sinistro lo voglio io!"
Io sempre più divertita: "ragazze rimane il naso ... a chi il naso?" 
I maschietti dall'altro lato in coro: "buuuuuuh ma quello è uno scemo: scemo - scemo - (a mo di tifo da ultras dalla curva calcistica)!"  Si annusa come i gatti che marcano il territorio odor di feromone, sciò il maschio, anche quando questo è ospite sotto forma di un sottile film d'ostia stampata sulla torta della compagnetta undicenne.
Ieri sera ho visto cose che voi umani non avete visto, mozzarella filante dalla pizza dentro le narici, maionese miscelata nella cocacola e a scommessa chi la beve tutta d'un fiato, scappare con la scusa d'andare al bagno verso la piazza esterna al locale che solo la mia intuizione e responsabilità ha bloccato in fragranza si reato i delinquentelli, ho visto l'agitazione delle femminucce che ricevevano sms dei compagnetti dal bagno degli uomini perchè li raggiungessero che uno di loro stava vomitando... Ma la femminuccia grazie alla sua sensibilità è all'adulto che si rivolge trovando i giovincelli nel bagno con la faccia di piccoli pervertiti in attesa di chissà quale scherzo da prete alle amiche.
Insomma non è stato facile sedare l'argento vivo della curva nord dei maschietti, mentre le femminucce stavano tranquillamente sedute a spettegolare sulle assenti, parlare di fotografia, Facebook, trousse di trucchi e cosmetici, moda, pacatamente si godevano la serata fra sorrisi e socializzazione. Mentre chiudevo la serata avevo un gran mal di piedi ma ero soddisfatta che la mia topastra er



a felice, con il suo carico di dimostrato affetto e pacchettini colorati e poi... era in visibilio che fossi riuscita a farle fare la torta con sopra JUSTIN!

CHI E' LA PASSIONE DELLA MIA TOPASTRA?
ECCOLO:





4'U MY SWEET BABY

FOTO DI GRUPPO

 



lunedì 30 maggio 2011

SOGNO ERETICO








 



N.d.A.



di parole se ne sono spese, se ne stanno spendendo e se ne spenderanno su questi ultimi ballottaggi elettorali interessanti città d'importanza strategica come Milano e Napoli e altre città in territorio nazionale.
Io mi lascio accarezzare da quest'aria di bisogno di riscatto e di cambiamento e non dirò una parola di più.

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!


 

sabato 21 maggio 2011

SATURDEI


 




 



 



La giornata si prospetta lenta.
Piove.
La mia macchina parcheggiata sotto casa é un relitto di lamiera corrosa.

Sono al volante ho venticinque anni l'autoradio spara la voce di Bono Vox e siamo in quattro tutte ragazze che cantano con lui IN THE NAME OF LOVE.

Il mare superato l'incrocio.
Non apro la finestra per guardare i ricordi piove e l'umido entra nelle ossa.

La televisione parla parla, quanto parla, fa solo rumore io non l'ascolto.
Qualcuno è intimorito dalle bandiere rosse, pensa che bello tutti vestiti di rosso, colore che richiama alla passione vera, quella viscerale, autentica il rosso sinonimo di sangue è vita, il tuorlo, il nucleo, il centro, denso il rosso è denso, è inchiostro  per sottolineare, per evidenziare.
RIVOLUZIONE!
(Ho bisogno d'AZIONE - tutto è fermo - tutto è spento)

Come la mia macchina da più di un mese: EMPASSE!

Il rosso (già) come le rose ricevute a San Valentino.
Le ho essicate e non sono più rosse.
Sono bordeaux bordate di un risvolto nero fino come contorno, il limite e il presagio della loro non-vita esibite in un vaso avvolte in un drappo rosso a reticolo fitto, legate fra loro da un nastro di tulle anch'esso rosso, ma fuori è grigio piombo.
Penso a come mi sarei organizzata per iniziare quest'oggi, poi la pioggia, anche se era prevista.

Ho sonno, sara' questo cielo pesante, verrebbe voglia di rimettermi a dormire, forse in sogno potrei trovarmi davanti al mare distesa sulla sabbia rovente con il sole sulla pelle, un ghiacciolo al lampone, sorridere a quell'eta' ignara dove tutto ancora poteva accadere.

BUON WEEK END
(In tHe nAm3 of Lov3)

 





 






... e comunque io ero innamorata di The Edge!!!
 

sabato 16 aprile 2011

SULLE LABBRA E NEL PENSIERO




little wing an Angel







E poi silenzio all'improvviso
c'è tutto il mondo sul tuo viso
col mare mosso dal sorriso

e tu mi leggi nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

E io non penso a cosa penso
la tua presenza è il solo senso
in questo mondo di silenzio

e tu mi leggi nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

E ho le mani che non sanno
precisamente cosa fanno
vanno e non so se torneranno

e tu mi leggi nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

E ti sento respirare
come se non lo sapessi fare
e stiamo per dimenticare
tutto quello che non era amore
e sembra che mai
non siamo stati amati mai

E voglio solo sperperare
e dissiparmi e consumare
e come l'acqua riversare

e tu mi leggi nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

E ti sento ritornare
dopo che ti sei lasciata andare
e quasi ti fa disperare
la sfrenata quantità d'amore
sembra che mai
non siamo stati amati mai

E nel mio corpo corre il cuore
il cuore corre e vuole uscire
e vuole uscire dal mio cuore

e tu ti espandi nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

tu prendi il posto del pensiero
sulle labbra e nel pensiero

e scoppia il cuore nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero 

Riccardo COCCIANTE
testo Pasquale Panella



DA ASCOLTARE TRATTENENDO IL RESPIRO

GOODNIGHT


venerdì 25 marzo 2011

TUTTA COLPA DEL DESTINO


Questa mattina ho messo a prova il mio apparato vocale, liberata dalla tracheite per la quale con la sua complicità da giorni non accendo una sigaretta, fatti i mattutini gorgheggi con il fido Iodosan Collutorio, ho ingaggiato una gara compettitiva con Lara Fabian... porca paletta me l'ha fatta anche questa volta, un pelino e ci arrivavo, ma quanto è brava e quanto è bella questa canzone!



Spero il vicinato non si sia risentito, ma un bel canto è sempre apprezzato: cuore allegro il Ciel ti aiuta, canta che ti passa, la gallina canta la capra crepa, mica sto qui a pettinar le bambole... azz si è oscurata la vallata, vuoi vedere che il buon Signore dopo avermi sentito fa piovere? 











lunedì 21 febbraio 2011

Metti in circolo il tuo Amore!



Voglio volere 
io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho 



Voglio volere 
voglio deciderlo io se mi basta o se no 

Voglio volere 
voglio godermela tutta fin quando si può 



 






Mi capita spessissimo trovare nei testi delle canzoni qualcosa di me o che avrei voluto scrivere o dire!
"Lui" ci riesce benissimo!

Buona serata!

Mic




 

martedì 28 dicembre 2010

VIA DA QUI


"Qui c'era un altro post!" 
Mi diverte l'idea - pensare chi ha commentato o silenziosamente ha letto e passato oltre non trovare più quelle parole.
Sono attimi, ancora le mie piccole e disubbidienti impulsività che corrono più veloci prima che io possa afferrarle, frenarle, tirarle per il vestito sulla schiena.
Parole che loro stesse mi mettono due dita in gola per farsi cacciare fuori.
Poi i ripensamenti, ritornano indietro comprendendo la faciloneria quella voglia che avevano d'andarsene in giro con quell'arroganza che non mi rispecchia e mi supplicano il colpo di spugna.
Ecco qua, ripulita la pagina da quello sfogo.

Però ora via da qui  prima di ricadere sotto una nuova richiesta di libera uscita.

GOODNIGHT
Mic


 



 





 




 

venerdì 17 dicembre 2010

LA BELLEZZA




[... eppure ci manca sempre qualcosa...]

Non fioccano parole
in questo inverno inverso
dal mio cuore che sfida
un bianco sotto zero
sul panorama il dorso
di rovesciate barche
 ai confini di soffice rena
distante da qui.

E' soltanto una fotografia 

eppure mi strazia per quella bellezza 
che non concede altra opportunità.



Una bellezza algida e bianca
 bianco bagliore custode.




Mic


foto dal web


(... e intanto si avvicina Natale!)

 

lunedì 30 agosto 2010

ACCENDI LE CASSE





Un ritorno, anche se non è mai andata via, ma le ferie sono fatte per staccare dalla solita routine ed è normale che ci si dedichi ad altro e si approfitti del tempo libero per tutto quello che un pò si trascura nel restante tempo dell'anno.
Oggi ho trovato il suo messaggio che mi augurava il buongiorno come qualche settimana fa e ho sentito propulsiva la gioia, il sorriso allargarsi, la mia camicia leggera muovere i delicati fiori sul seno che si è fatto d'ansimo allegro!
Ed è stato così che ho capito pur sentendo in queste settimane la sottile malinconia che quei passaggi negati mi davano, se pur giustificati, ho sentito ciò che è accaduto MI SEI MANCATA TANTISSIMO!
Amica, Madre, Sorella posso enfatizzare al massimo questo momento?
Posso gridare sono felice che tu sia tornata a dividere con me il pane dei giorni? Nell'aria si spargono note e voce, una piccola passione che abbiamo in comune, una delle tante che ci rendono uniche ed unite... so che ti sarà gradita, per questo la dedico:


 



MARISA DOLCEZZA MIA
ACCENDI LE CASSE!
IMMENSO RENATO PER TE E PER ME!

tua fanciullina