Ora che le giornate si fanno più lunghe, più lunga è anche la mia attesa perchè la notte avanzi a prendermi sulle ginacchia e m'accarezzi il capo.
... e sono ancora più inquieta.
La luce rivela ogni cosa agli occhi dell'uomo ma la notte ha il fascino del mistero e accoglie a se tutto coprendo col suo manto di seta nera.
La signora in camice bianco dietro il banco della farmacia ha sorriso materna e mi ha dato un'età che non ho dimenticato ma mi prende in giro alle spalle, appaio così più giovane solo perchè ho cura della memoria, la coltivo ogni giorno e la mia pelle diafana quasi totalmente priva di rughe è solo il risultato della mancanza d'emozioni forti, d'espressioni estreme.
Non è una conquista perchè ciò significa che non ho goduto appieno la vita e avrei pagato per avere rughe segnate dalle risate, grida tracciate agli angoli degli occhi donate da amplessi sublimi, labbra ristrette dal cedimento procurato dagli infiniti baci e diapositive sulla fronte di luoghi ameni che non ho mai visitato.
Questo volto che appare sereno, lo sguardo vivace e aperto sul mondo, incorniciato dalla curiosa moltitudine di riccioli ribelli (unica ribellione visibile) è la giornata che si è fatta lunga, troppo lunga ed il tramonto è solo cominciato ed è difficile per chi mi guarda accorgersi dell'ombra dietro i miei occhi e il mio sorriso perchè sono come la notte accogliendo la memoria nascondendola alla luce perchè sia come appena venuta al mondo, priva della stanchezza degli anni e della rassegnazione senile alla separazione. Una memoria coraggiosa nella sua caparbietà d'insitere nel suo percorso alimentandosi dal solo scopo della sua esistenza.
Essere qui e nel tempo a venire.
Mic