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mercoledì 14 settembre 2011

ANDIAM ANDIAM ANDIAMO A FIRM


Referendum per cambiare la legge elettorale, si puo' firmare nei Comuni

http://articolo21.org/3729/notizia/referendum-per-cambiare-la-legge-elettorale-si.html


Articolo da Il Blog del Trio Medusa 
http://iltriomedusa.blog.deejay.it/2011/09/14/libera-scelta/

Immaginate la scena. Siete al ristorante. Un cordiale ed elegante cameriere vi porta il menu. Vi lascia il tempo di decidere. Dopo un po’ torna da voi. “Benissimo, prenderei degli spaghetti alle vongole e un’insalata di mare”. “Benissimo” fa lui “una bistecca alla fiorentina poco cotta e del tiramisu”. “Mi perdoni: vorrei degli spaghetti alle vongole e un’insalata di mare”. “Avevo capito: ma qui decido io per lei”. Stacco. State passeggiando e vedete esposte un paio di scarpe che vi piacciono. Entrate, le mostrate alla commessa, chiedete un 42. Dopo poco la simpatica ragazza ritorna. Apre la scatola e vi dice: “Ecco i suoi anfibi numero 46″. “Io le chiedevo le altre, in vetrina, 42″. “Non penserà di entrare in un negozio e scegliere cosa comprare?”. Stacco. Adesso siete allo stadio. State andando a vedere la partita della vostra squadra del cuore. Anche qui scoprite che non solo non c’è la partita ma un concerto di un cantante che detestate. Assurdo vero? E’ quello che accade ogni volta che entrate in una cabina elettorale. Potete scegliere il luogo (il partito che più vi rappresenta o dovrebbe rappresentarvi) ma non quello che vi piace (la persona che fisicamente dovrebbe rappresentarvi in Parlamento). Ho guardato le agenzie dell’ultimo mese. Non c’è un politico di spicco di qualsiasi orientamento che non abbia detto: “la legge elettorale va cambiata”. Con una sincerità tra l’imbarazzante e il commovente, chi l’ha pensata l’ha definita “una porcata”. Ora, visto che siamo tutti d’accordo, ma evidentemente chi siede in Parlamento è distratto da altre priorità, è il caso che ci pensiamo da soli. Fino al 30 settembre si raccolgono le firme per un referendum che vuole abrogare questa “porcata”. Diamoci da fare. Perché, non so voi, ma io voglio un piatto di spaghetti, le scarpe della mia taglia e vedere lo spettacolo per cui ho pagato.


 

giovedì 7 aprile 2011

THE LONG SHADOWS













Consorzio bonifica basso Sulcis:
incontro con i sindacati all'assessorato dei Lavori pubblici

 


"Valuteremo assieme all’assessorato all’Agricoltura, direttamente competente, un’ipotesi di reperimento di eventuali risorse soprattutto per consentire di avviare la stagione irrigua", ha detto Pisano.


 


CAGLIARI, 6 APRILE 2011 - Massima disponibilità ad affrontare tutte le problematiche in campo è stata manifestata stamane dal capo di Gabinetto dell’assessorato dei Lavori pubblici, Sergio Pisano, nel corso dell’incontro con una folta delegazione del Consorzio di bonifica Basso Sulcis. Nella sede dell'assessorato erano presenti amministratori locali, delegati sindacali e personale del Consorzio, in gestione commissariale da oramai 18 anni.

"Valuteremo assieme all’assessorato all’Agricoltura, direttamente competente, un’ipotesi di reperimento di eventuali risorse soprattutto per consentire di avviare la stagione irrigua", ha detto Pisano. E ha aggiunto: "Sebbene la vertenza del Consorzio non sia certamente risolvibile con interventi tampone, l’assessorato ai Lavori pubblici si impegna ad avviare un confronto con altri organismi regionali coinvolti a pieno titolo e responsabili della riforma di settore, tenuto conto che la struttura del Consorzio di bonifica non può più sopravvivere nella condizione di precarietà denunciata oggi con chiarezza dai sindacati e dagli amministratori".



FONTE: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=163650&v=2&c=395&t=1

REPORTAGE FOTOGRAFICO: Daniela S.


 


 


 

lunedì 20 dicembre 2010

MAL DI NATALE



Il rimpianto per l'infanzia perduta, l'ansia per gli incontri indesiderati, l'obbligo di mostrarsi felici: non sempre il Natale è davvero la festa dei buoni sentimenti. Senza contare che sotto l'albero addobbato cresce il rischio di cardiopatie e aumentano i suicidi. Un'indagine inedita rivela che il disagio di Natale non è legato all'eccesso di cibo o allo stress da regali, ma ha a che fare soprattutto con aspettative tradite e promesse mancate. Di Paola Emilia Cicerone Buon Natale? Non esageriamo. La festa più attesa dell'anno non suscita solo buoni sentimenti. Il disagio è palpabile, si percepisce per le strade affollate, nelle corsie del supermercato dove si scontrano carrelli colmi di cibo, nelle tavolate familiari dove una patina di buona educazione non basta a mantenere sereni gli animi. E soprattutto si coglie il giorno dopo, quando ci risvegliamo con gli avanzi da finire e le carte regalo da buttare via. Dicendoci che, anche per quest'anno, Natale è passato. Lasciandosi dietro una sensazione di rimpianto per ciò che non si è avuto. Perché Natale, o ancora meglio il periodo natalizio, che oggi si «spalma» per esigenze commerciali su diverse settimane, è soprattutto un periodo di attesa. Ma attesa di che cosa? «La festa del bambino Gesù dovrebbe essere il modo per celebrare il bambino che c'è in ognuno di noi», osserva Renato Rizzi, medico e psicologo. Ma intorno alla festa si agitano altre emozioni: l'ansia per gli incontri indesiderati, il rimpianto per chi non c'è, il dovere di mostrarsi felici e anche quello di fare un bilancio dei mesi trascorsi e disegnare un catalogo di buoni propositi. E su tutto, inevitabile, lo stress. «Gli studi sulla relazione tra stress e depressione inseriscono il Natale tra gli eventi stressanti per gli stimoli emotivi legati a questa ricorrenza», spiega Stefano Pallanti, professore di psichiatria all'Università di Firenze. «Natale è la festa dell'amore, e non c'è sentimento più crudele dell'amore».

articolo da fonte:
http://lescienze.espresso.repubblica.it



 

mercoledì 6 ottobre 2010

NEL QUAL CASO AVRETE MIE NOTIZIE.





E' sconvolgente apprendere quante persone scompaiano senza lasciar tracce dietro di se. Solo in Italia

[... per mancanza di tempo dovrò riprendere il post in un momento più opportuno*]
...
...
07/10/2010 09:40:05

In sintesi quello che il ragionamento articolato delle mie parole voleva sviluppare su questa pagina nella mattinata di ieri, si sarebbe basato su certificazioni statistiche sui numeri delle persone scomparse in Italia nell'ultimo bienno e dei risultati ottenuti dietro le indagini svolte dalle varie Istituzioni, Commissioni, Forze Pubbliche e anche solo la caparbia forza di volontà di famiglie, amici o semplici testimoni sul filo del ritrovamento di coloro che in un attimo il loro destino cadrebbe nel buco nero della sparizione.
Avrei tessuto un discorso intorno all'ultima "sparizione" della giovanissima Sara Scazzi, ma ieri notte la prima connessione fatta sul web m'informava già di un possibile ritrovamento dei suoi poveri resti, notizia confermata più tardi. Mi sono così bloccata su tutta una serie di considerazioni fatte sulle circostanze di quest'ultimo ed ennesimo fatto cruento perpetrato su un'adolescente che mi hanno indignato, amareggiato, colpito profondamente.
La prima impressione personale all'annuncio della sua scomparsa fu di contraddire a priori l'esame di ritenere plausibile il suo allontanamento come volontario.
Questo sopraggiungeva dalle descrizioni fatte sulla sua personalità (anche forte dell'esperienza di essere madre di due adolescenti) mi stonava veramente tanto che quel visino d'angelo, quegli occhi timidi e insicuri avessero fatto una scelta simile.
Al terzo giorno dalla scomparsa, trascorso un tempo limite a che ne caso fosse una "ragazzata" e fosse ricomparsa, ripassando attraverso le cronache i suoi ultimi movimenti prima della scomparsa "nel vuoto" ero fermamente convinta che dovessero cercare il suo assassino nella famiglia.
Nell' 88% dei casi è uno zio.
Sono statistiche, sono i fatti che parlano, avremmo voluto che questo caso fosse un'eccezione, ma alla luce di questo terribile giorno per la famiglia di Sara e per tutti quelli che l'hanno amata oggi non resta che chiedersi "perchè" le è capitata una sorte simile e purtroppo non ci sarà mai un'adeguata risposta.
Quell'angelo meritava di vivere, di crescere nelle esperienze della sua età, invece la sua vita è stata interrotta dalla mano della violenza e la furia omicida di un uomo respinto che più non riconosceva nella persona famigliare.
Il MOSTRO è tra le pareti domestiche (quasi) sempre.
La cecità dei genitori per l'assurdità del solo pensiero, per la fiducia che si pone ad un famigliare lasciando spesso in custodia il bene più prezioso che sono i figli, i figli che vanno a scuola, che passeggiano in un parco, certo il caso, l'errore la'anomalia può celarsi ovunque e in chiunque, oggi più che mai siamo tutti esposti molto di più a tutto.
Penso comunque che alla base di tutto i segnali soprattutto per i casi famigliari sono evidenti, il campanello d'allarme trilla nella coscienza di una madre se la propria figlia è in pericolo, se sta subendo molestie, se questa indifesa creatura si trova in una situazione di disagio. Madri e figlie devono ASSOLUTAMENTE avere un rapporto di massima stima e fiducia, queste situazioni avvengo nella maggior parte dei casi in famiglie in cui si avvertono rotture, in cui la vittima viene identificata come solitaria, schiva e bisognosa di qualcuno con cui confidarsi, ricevere affetto... spesso inesperta sull'effetto che hanno certi comportamenti su una persona che travisa la ricerca di un consiglio, un pò di protezione e scatena incolpevolmente aspirazioni purtroppo come in questo tristissimo caso maniacali e persecutive fino al gesto incolsulto e nel più tragico dei casi, all'omicidio per un rifiuto.
Stendo un velo pietoso sul fatto che la madre abbia avuto notizia del possibile ritrovamento del corpo della sua amata "bambina" attraverso una trasmissione quale "CHI L'HA VISTO"...
Non oso esprimere completamente la critica feroce che farei a questo genere di intromissione mediatica di cui oramai siamo abusati tutti indistintamente ma perchè piace tanto stare in tv, essere dentro la notizia...
Le indagini erano in atto e mi da un enorme senso di frustrazione e fastidio che le telecamere siano entrate dentro quell'attesa spasmodica di una madre ancora convinta di ritrovare il sorriso della propria creatura.
Ma il mio odio contro la tv "luce della ribalta" è noto... Per CHI L'HA VISTO fenomeno in cui ognuno si può sentire protagonista tramite una telefonata in trasmissione di un avvistamento il più delle volte falso e mitomane.
Odio questa forma di comunicazione, critico la stampa e qualsiasi mezzo che lede la privacy delle famiglie solo per congestionare la mente delle persone in una morsa tra tragedia e gossip per allontanare l'intelletto da altre ben più significative considerazioni su quello che è un sitema politico che ci vuole Italiani pizza e mandolino allegri convittuali alla tavola di un re fedigrafo e blasfemo.
... e anche alla luce di quest'ultimo periodo che sottolinea pienamente la mia insoddisfazione come ITALIANA lascio qui un rigo dopo un bacio alato alla piccola dolce SARA che non le è stato concesso di scrivere di più sul suo diario scarabocchiato di cuoricini e fiori, pensieri di una quindicenne e sogni per un futuro tarpato.
Qui lo scrivo e qui lo nego: se mai dovessi "scomparire" non cercatemi a "CHI L'HA VISTO!" nel qual caso avrete mie notizie - vivo o morto - X





CIAO DOLCE SARA,
FIORE BIANCO RECISO,
NON LASCERA' NEL BUIO,
LA LUCE DEL TUO SORRISO!
Mic




bacio alato Piccola!




 

sabato 28 agosto 2010

Lidia Ravera - LE LACERAZIONI INVISIBILI

Ho bisogno di capire quale violenza carnale ha subito l'attitudine mentale
all'abbandono in discariche abusive dei nostri corpi
estasi di poeti, sublimazione per gli scultori, brama d'opera per musicisti,
febbre per gli amanti.
Mic

Ispirata dall' Articolo di Lidia Ravera
Le Lacerazioni Invisibili
su: IL FATTO QUOTIDIANO

martedì 28 aprile 2009

FEBBRE PAN_ICO_DEMICA


Sin dalla prima notizia relativa all'epidemia scoppiata in Messico di detta febbre pandemica suina mi sono chiesta qual'era il risvolto della medaglia.
Non mi fermo mai alla prima notizia, soprattutto non mi fermo mai davanti a ciò che CI VOGLIONO PROPINARE i media.
Come successe per l'HIV o la SARS  e l'influenza aviaria

Mi limito a segnalare questo articolo, che è in sintesi ciò che sono riuscita attraverso diverse fonti in rete a mettere in correlazione per dati e argomentazione le quali mie opinioni trovano soddisfazione.
Mic











di Marco Cedolin



"Prima la SARS, poi l’influenza aviaria, infine la febbre suina. Dall’inizio del secolo l’incubo della pandemia continua a riproporsi evocando i fantasmi di un lontano passato fatto di pestilenze e bubboni marcescenti, da leggere attraverso le lenti del presente che parla il linguaggio della guerra batteriologica, degli esperimenti con virus mutanti, dei laboratori segreti all’interno dei quali gli agenti virali vengono manipolati.
Come accaduto con la SARS e con l’influenza aviaria, anche l’epidemia di febbre suina che avrebbe già fatto un’ottantina di vittime in Messico e contagiato alcune persone negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, si manifesta fenomeno estremamente difficile da interpretare. Sia per quanto riguarda le conseguenze che l’epidemia potrebbe avere a livello mondiale, sia per quanto concerne gli intrecci politici ed economici che sempre si muovono sullo sfondo di “allarmi globali” come questo, destinati a traumatizzare pesantemente l’opinione pubblica.

Stando alle ultime notizie la situazione a Città Del Messico, dove l’epidemia avrebbe avuto inizio, risulta piuttosto grave. Le vittime accertate sarebbero 81 e le autorità hanno deciso la chiusura delle scuole e delle università, oltre alla sospensione delle messe in tutte le parrocchie cittadine a tempo indeterminato. Il Messico ha inoltre stanziato un fondo di 450 milioni di dollari per fare fronte all’emergenza.
Anche negli Stati Uniti, dove ancora non ci sono vittime ma si riscontrano 11 casi accertati di contagio, la questione sembra venire affrontata molto seriamente, dal momento che nel pomeriggio è stato dichiarato lo Stato di emergenza sanitario nel corso di un briefing convocato alla Casa Bianca per valutare l’evolversi della situazione.
La Commissione Europea ha finora negato la presenza di casi di contagio all’interno della UE, anche se alcuni casi sospetti sono stati riscontrati in Spagna e in Francia.
In Italia la Farnesina si è finora limitata a sconsigliare i viaggi in Messico e il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio ha rassicurato gli italiani dai microfoni di Radio Capital, affermando che il nostro paese ha dosi di farmaci antivirali in misura sufficiente per fare fronte a qualsiasi sviluppo dell’epidemia.

Sul fronte degli intrecci politico/economici che potrebbero nascondersi dietro l’epidemia, le ipotesi che stanno prendendo corpo, non solo sul web, sono svariate. Molti leggono nella vicenda la volontà si scatenare un’ondata di allarmismo ingiustificato, finalizzato a sostenere l’acquisto di farmaci e vaccini a beneficio del fatturato delle grandi industrie farmaceutiche. Altri mettono sotto accusa le ricerche militari sui virus nell’ambito delle quali l’epidemia di febbre suina potrebbe essere un banco di prova. Altri ancora, soprattutto negli Stati Uniti, guardano ad un’eventuale pandemia come ad un mezzo che potrebbe essere usato dal governo per imporre lo stato d’emergenza, ormai inevitabile di fronte al crollo economico che sta facendosi sempre più grave.

Senza dubbio la connessione fra le presunte pandemie (si pensi alla SARS e all’influenza aviaria) e le fortune finanziarie delle grandi industrie farmaceutiche è qualcosa di assodato al di là di ogni ragionevole dubbio. A questo riguardo risulta quanto mai interessante focalizzare per un attimo l’attenzione sulla multinazionale francese Sanofi - Aventis, presente in più di 100 paesi nei cinque continenti, che nel 2007 ha realizzato un fatturato di 27 miliardi di euro. Sanofi – Aventis risulta essere in Italia la prima azienda farmaceutica a livello nazionale, con un centro di ricerca a Milano e 5 stabilimenti (di cui uno a Scoppito in provincia dell’Aquila) sul nostro territorio ed è risultata fra le multinazionali del farmaco che maggiormente hanno incrementato i propri profitti in conseguenza dell’epidemia d’influenza aviaria. Basti pensare che nello scorso mese di aprile 2008 ha ricevuto dal governo USA un ordinativo di vaccino contro l’aviaria per il valore di 192,5 milioni di dollari.
Per una strana ironia del destino la multinazionale Sanofi – Aventis, lo scorso 9 marzo 2009 ha annunciato, tramite un comunicato stampa, la decisione d’investire 100 milioni di euro nella costruzione di un nuovo impianto per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica, che verrà situato proprio in Messico, in virtù di un accordo firmato a Mexico City alla presenza del Presidente francese Nicolas Sarkozy. Nel comunicato si fa inoltre espressamente riferimento alla “preparazione a possibili pandemie influenzali.” Questo scherzo del fato non è però rimasto isolato, dal momento che neppure un mese dopo, lo scorso 2 aprile 2009, la multinazionale Sanofi - Aventis ha annunciato di avere acquistato il produttore di farmaci generici messicano Laboratorios Kendrik, con un giro d’affari annuo di 26 milioni di euro, al fine di migliorare la propria posizione nei paesi emergenti. Acquisizione che consente oggi a Sanofi - Aventis di controllare circa il 15% dell’intero mercato dei farmaci generici messicano.


Il mese di aprile 2009 non è ancora terminato e proprio a Città Del Messico l’epidemia di febbre suina ha iniziato a mietere le prime vittime, scatenando il panico fra la popolazione, resta solo da decidere se credere o meno alle coincidenze.
Marco Cedolin






http://marcocedolin.blogspot.com/2009/04/
sale-la-febbre-suina-insieme-ai.html

*aggiornamento:
notizie ANSA.IT il numero dei decessi è salito a 152 morti in Messico l'OMS alza l'allerta.
Casi sospetti in Cina.
In Europa 1 caso in Spagna e 2 in Scozia.
Da Ginevra "Nessun Paese può dichiararsi immune"