segui i miei passi

Photobucket
Visualizzazione post con etichetta poeti e cantastorie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poeti e cantastorie. Mostra tutti i post

lunedì 30 agosto 2010

ACCENDI LE CASSE





Un ritorno, anche se non è mai andata via, ma le ferie sono fatte per staccare dalla solita routine ed è normale che ci si dedichi ad altro e si approfitti del tempo libero per tutto quello che un pò si trascura nel restante tempo dell'anno.
Oggi ho trovato il suo messaggio che mi augurava il buongiorno come qualche settimana fa e ho sentito propulsiva la gioia, il sorriso allargarsi, la mia camicia leggera muovere i delicati fiori sul seno che si è fatto d'ansimo allegro!
Ed è stato così che ho capito pur sentendo in queste settimane la sottile malinconia che quei passaggi negati mi davano, se pur giustificati, ho sentito ciò che è accaduto MI SEI MANCATA TANTISSIMO!
Amica, Madre, Sorella posso enfatizzare al massimo questo momento?
Posso gridare sono felice che tu sia tornata a dividere con me il pane dei giorni? Nell'aria si spargono note e voce, una piccola passione che abbiamo in comune, una delle tante che ci rendono uniche ed unite... so che ti sarà gradita, per questo la dedico:


 



MARISA DOLCEZZA MIA
ACCENDI LE CASSE!
IMMENSO RENATO PER TE E PER ME!

tua fanciullina



martedì 20 aprile 2010

che schifo l'invidia!!!/sostituzione con video e poesia J.Morrison




"MORRISON vs PLANT"-VIRGIN MOTEL-Spot






COMPLETAMENTE IMMACOLATI:



 




   Ti dirò che...


   Nessuna eterna clemenza potrà mai perdonarci, ora


   Per avere rovinato l'alba


 


Riandando a quei giorni, ogni cosa era più semplice e più confusa


Una sera d'estate, andando al molo


Mi imbattei in due ragazzine


La bionda si chiamava Libertà


La scura, Avventura


Parlammo, e mi raccontarono questa storia


Ora ascolta un po'...


Ti parlerò di Radio Texas e del grande ritmo


Ad andamento lieve, lento e folle


Come una sorta di nuovo idioma


Che colpisce la tua mente con la fredda, improvvisa furia di un messaggero divino


Lascia che ti parli delle angosce e della perdita di Dio


Delirando, delirando nella notte senza speranza


Qui fuori nel perimetro non ci sono stelle


 


   Qui fuori siamo completamente


   Immacolati


 


 


                                                   


                                                 COMPLETAMENTE IMMACOLATI


                                                            (Jim Morrison, 1943-1971)


GRAZIE MARISA
AMICA MIA NEL BENE E NEL MALE,
NELLA LIBERTA', NEL RAPPORTO
TRA EMOZIONE E LEALTA'
IN QUEL CHE SIAMO E CHE DIAMO
SENZA RISERVE.
IO E TE CHE AMIAMO LA BELLEZZA
DELLA SEMPLICITA'
E L'AMORE CANTATO DAI POETI
CHE NESSUNA IMMONDIZIA
PUO' SFIORARE.

TI AMO AMICA MIA
TI AMO SORELLA E ANIMA

(per chi potrebbe fraintendere l'amore alla massima potenza anche nell'amicizia io la esprimo così)


 



mercoledì 29 luglio 2009

DIMITAR VOEV - ANGELI (ANGHELI)




Moreno Bondi - Donna Angelo - olio su tela




ANGELI (ANGHELI)

Nei tempi dell’amore sintetico
è venuta una ragazza
dalle gambe da pubblicità,
ho visto tra le gambe,
dolorosamente divaricate,
la vita in cui non c’ero io.

Come stai, circondato da pareti?
Dentro di te ­ un dolore
e una via d’uscita non hai.

Sono direttore all’opera
e dirigo una paura sinfonica,
mentre dai violini stilla sangue,
mi separo per sempre da essi.

Come stai, circondato da pareti?
Dentro di te ­ un dolore
e una via d’uscita non hai.

Angeli in lutto bianco volano,
la neve cade e cade e cade
su questo addormentato e stupido mondo.



("Zavinagi" - 1991)




 


Dimitar Voev, leader del gruppo musicale bulgaro "Nova Generatzia", autore di testi e musiche può essere senza dubbio annoverato tra i poeti contemporanei bulgari più interessanti. Nel breve periodo della loro attività, tra la fine degli anni '80 ed i primi anni '90, periodo di cambiamenti epocali in tutto l'Est europeo, il gruppo ha cantato dei valori umani distrutti dalla società e dell'incontro scontro dei giovani con il mondo dei grandi.
grazie al prezioso contributo di Antonia Tzenova, per la prima volta in italiano i versi di Dimitar Voev


...inchino Mic


giovedì 18 giugno 2009

LASCIAMINONMILASCIARE

Quando le parole di una canzone portano la melanconia
di chi non vuole staccarsi da un faticoso Paradiso!











LASCIAMI NON MI LASCIARE - Marco Masini




Lasciami, che cosa cambia?
Che ci facciamo in questo pomeriggio,
con gli occhi chiusi come una finestra
davanti al mare azzurro e giallo di Viareggio?
Lasciami in questo albergo
di specchi strabici e di tende consumate,
ad ascoltare l'infinito tango
del tempo che da inverno ridiventa estate.

Lasciami
un po' per giorno, un po' così,

piccoli
presentimenti di un addio,

oppure lasciami
tutto d'un colpo, adesso e qui,

dillo tu
quello che sto pensando io.


Perché gli uomini sono vigliacchi
e si fanno lasciare, lo sai,
e non sanno guardarti negli occhi
quando tutto è finito oramai.


Tu invece strappami come un cerotto
e la ferita non farà più male,
adesso lasciami su questo letto,
solo un cratere bianco sul guanciale.

Che aspetti? Vattene sei cosi' bella,
fammi vedere come sai volare,
perché io penso che hai sbagliato stella,
perché io penso che hai sbagliato amore!

Lasciami,
tu che sei forte più di me,

staccami
da questo faticoso paradiso, te,

oppure cambiami
se ci riesci, amore mio,

fallo tu
quello che non son mai riuscito a fare io!


Perché gli uomini sono insicuri
e si lasciano spesso da sé
e poi piangono e imbrattano i muri
di rimorsi, rimpianti e perché...

***

Va bene, lasciami tre sigarette,
senza fiammiferi, senza rancore,
e questa strana luna senza notte,
e questa nuvola di dispiacere...

***

Adesso lasciami che c'ho da fare,
non so che cosa, come, dove e quando,
ti prego lasciami ricominciare,
lo so benissimo che sto sbagliando!

Amore lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare!

Amore lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare!

Amore lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare..


... mamma mia!!!  Che dire... beh ha una bella forza questo personaggio
Ad essere sincera lui non è uno dei miei cantanti preferiti, ma devo ammettere che talvolta ha incontrato i miei gusti, come in questo caso che ha saputo sposare bene le parole in musica e allora ho scelto un'altro pezzo: questa notte si fa a modo mio e ho voglia di avvicinare il cuore al suicidio!
goodnight Mic



sabato 8 novembre 2008

DOLCISSIMA M_elodia!







PFM - DOLCISSIMA MARIA




Sabato mattina, la casa piena di voci, suoni, presenze e di tutta quella confusione risultato di una settimana lavorativa.
Gli occhi pieni di sonno davanti ai biscotti tuffati nel cappuccino, appena il giusto per gustarli.
Occhi pieni di sogni che non sono arrivati a riempire di corredo da sposa, le casse chiuse, stipate negli scaffali delle mie notti.
Quelle nuvole di pizzi e organze dal profumo dolciastro, confetti bianchi leccati sulle pareti di dura glassa ad arrivare al cuore di mandorla, in contrasto con il dolcissimo zuccheroso candore.
Questa è il senso della vita, questo il senso dell'Amore.


... e non mi lascerà mai la musica!

good luck
Mic


... lui non lo ha mai saputo, ma da ragazzina volevo sposarlo!!!  





PFM Maestro della voce- Live in Japan 2002



 FRANZ DI CIOCCIO

Artista poliedrico, oltre alla musica e al cinema si dedica al giornalismo collaborando con alcune testate nazionali. È il primo a presentare in televisone i videoclip con la sua trasmissione "Punk e a capo", diventata subito un cult. Durante gli anni 80, ha presentato sulle reti allora Fininvest, "So to speak" una trasmissione dove veniva insegnata la lingua inglese prendendo spunti da interviste e viaggi all'estero.


È autore del libro "Due volte nella vita" (Mondadori), un affascinante viaggio attraverso i concerti ed i tour mondiali della PFM.


È direttore artistico di due etichette discografiche; FermentiVivi (di area rock) e Immaginifica (di area progressive).


Il 27 dicembre 2006, Franz Di Cioccio è stato insignito del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica, onorificenza attribuita dal Presidente della Repubblica a personalità che si sono particolarmente distinte nel campo della scienza, delle lettere, delle arti e dell´economia. Di Cioccio inoltre è il primo artista dell´area rock a ricevere questo importante riconoscimento. L'attestato di Commendatore è stato consegnato il 20 aprile 2007. Di Cioccio è inoltre Cittadino Benemerito della Città di Pratola Peligna e Cittadino Onorario di Provvidenti.


(fonte Wikipedia - query Franz Di Cioccio)

venerdì 7 novembre 2008

In uNa noTTe CoSì



In Una Notte Così


Conosco la noia del mare intravisto dai vetri di un bar,

nel cuore il ridicolo e un cane che abbaia in continuità,
capire in un lampo di non possedere nessuna certezza:
so tutto su questa tristezza,
questo teatrino meccanico.

So bene che quando si è soli si dice sempre qualche bugia,
si cena sperduti nelle cronache regionali, ci si sente una spia,
che poi si vorrebbe anche telefonare a un compagno di scuola,
cantare insieme a squarciagola,
lontani da tutti e da qui,
ma voglio credere ancora
in una notte così
che per gente per bene, normale, se vuoi,
gente un po' come noi,
esista ancora un amore e, per questo cammino,
in qualche punto del nostro destino,
un altro sole nascosto nel cielo o più su
qualcuno a cui dire:
non mi lasciare più.

Conosco quel vuoto che ci spinge a comprare stravaganti dolciumi,
e la sensazione di non essere niente, di cadere in frantumi,
perché poi si rida e ci si allacci le scarpe con così grande cura,
so tutto su questa paura,
che in qualche modo è anche qui,
ma voglio credere ancora
in una notte così
che per gente per bene, normale, se vuoi,
gente un po' come noi,
esista ancora un amore e, per questo cammino,
in qualche punto del nostro destino,
un altro sole nascosto nel cielo o più su
qualcuno a cui dire:
non mi lasciare più,
non mi lasciare più,
non mi lasciare più.
Mimì




Girovagando per il web cercando notizie sulla vita di Domenica Bertè in arte Mia Martini, ho trovato una  recensione che mi ha colpito per quello che ritengo sia la versione veritiera della personalità e di quelle verità nascoste ai più sull'artista. Suppongo sia tutto scritto da qualcuno che l'abbia conosciuta molto da vicino.
Riporto qui, fra le mie buone cose da conservare, l'articolo:

L’album ‘Macramè’ di Ivano Fossati, pubblicato nel 1996, l’anno dopo la scomparsa di Mia Martini, non conteneva nessuna dedica da parte del cantautore nei confronti di Mimì. Forse per una forma di pudore o forse perché alcuni ricordi, quelli che fanno più male, si tende a dimenticarli. Ma inconsciamente, qualche traccia rimane e viene fuori, nonostante e malgrado tutto. In quel lavoro, basta ascoltare i due brani contenenti due frammenti tratti da lettere portoghesi, recitati da Mercedes Martini, per evidenziare i richiami e i riferimenti ad un tormentato amore, sia per i contenuti (‘ho dimenticato le mie afflizioni e il mio piacere’ ), sia per la coincidenza del cognome dell’attrice in questione, sia per l’accostamento fin troppo evidente alle atmosfere di ‘Oltre la collina’. Ma siamo sicuri anche che Fossati a questa osservazione direbbe, com’è nel suo stile, che non è così e liquiderebbe l’argomento. Lo ha fatto in altre occasioni, quando ha ribadito che ‘La costruzione di un amore’ è un brano universale, in forte contraddizione con quanto dichiarato da Mimì :“Ivano lo ha dedicato a me”. L’incontro tra i due è stato uno scontro frontale tra la freccia del nord e quella del sud. Fossati probabilmente non ha sopportato in questo rapporto l’idea che potesse essere relegato al ruolo di principe consorte dell’artista famosa, considerata da lui, all’epoca della loro storia, soltanto una splendida voce e basta. Nel ’94 , dieci anni dopo la fine del loro rapporto, nella sua prima biografia ‘Per niente facile’, sentenziò che era la più grande interprete che avessimo in Italia e non solo. Che avrebbe ripreso dal vivo, e non l’ha ancora fatto, ‘Canto alla luna’, contenuto nell’album ‘Danza’. E nello stesso periodo, la stessa Mimì si sfogò con il club affermando che avrebbe dovuto però evitare di dirlo anche nei confronti di Fiorella Mannoia. Nel 2004, in una intervista a Radio Capital afferma, in preda della rimozione, che l’unica artista che si è calata maggiormente nella comprensione di ciò che ha scritto è stata la Mannoia, dimenticando che, dopo aver sentito nel ‘94, in studio di registrazione, in compagnia di Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi, la versione emozionante de “I treni a vapore” realizzata da Mia Martini, non aveva esitato a decantare la sua capacità di non cantare solamente ma di dipingere quadri con la sua voce. In questi mesi sono stati pubblicati due libri su di loro “La regina senza trono” e “Il volatore”, nei quali ognuno di loro parla dell’altro. Mimì lo fa in maniera appassionata, sincera, senza veli, Fossati mostra una (in) solita reticenza, quasi a volere glissare l’argomento , ben sottolineata dall’autore Andrea Scanzi : “…le rare volte che abbiamo parlato di “Danza “, Ivano ha gentilmente cambiato discorso. Si è solo limitato a dire ‘contiene buone cose’. Credo che esistano, per lui, tre tipi di ricordi. Quelli che ama rivivere. Quelli che vorrebbe dimenticare. E quelli che fanno male….” Probabilmente, i ricordi della storia con Mia Martini appartengono al secondo e terzo tipo. Fatto curioso è che da qualche anno vive insieme a Mercedes Martini, della quale afferma: “E’ arrivata come una benedizione inaspettata e forse anche immeritata, ma sto facendo del mio meglio”. Buon per lui… L’unico aspetto in cui Fossati sembra sciogliersi un pochino di più è legato alla jella e all’ostracismo: “ …Sentivo la forza immensa di questa donna che era veramente un’artista, con tutte le lettere maiuscole. Penso di avere imparato moltissime cose da lei. I musicisti erano molto attenti a lei, ma la gente non l’ha mai afferrata nella sua pienezza. Era di una bravura dirompente, a livelli non italiani. Ha lottato per rendere internazionale la musica italiana, si è sforzata in maniera sovrumana, ed è stata ripagata con un atteggiamento criminale. Sarebbe stata degnissima di una carriera internazionale e avrebbe fatto benissimo… …come si potesse esercitare una tale crudeltà e idiozia insieme su Mimì, non l’ho mai capito. Era una cosa molto brutta, molto italiana, inclassificabile. Un comportamento criminale dell’ambiente e di una parte di pubblico. Un caso tipico di cattiveria umana che si sviluppa contro altre persone. La teoria del branco, tutti contro uno. E’ stata una vicenda pesante, generata dalla parte più oscura dell’animo umano e al tempo stesso mescolata a certe nostre abitudini mentali latino-cattoliche e italiane in particolare, perché nemmeno in Sud america ho visto usare una tale tendenza a usare la cattiveria in questo modo… …Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui”. Il capitolo del libro "Il volatore", dedicato a Mia Martini, dal titolo “Buona notte, dolce notte”, si conclude con un riferimento dell’autore a questo brano: "Il momento più bello di ‘Danza’ è la traccia numero sei. Buona notte, dolce notte. Fossati la riprenderà per ‘Ventilazione’, ma non suonerà così bene. In ‘Danza’ sono voci che si sposano. ‘Per capirlo dovrei cantare/ una vita in più/ Ma la vita va/ quieto amore mio/ niente, niente che non va.’ Niente che non va".

Il blog interamente dedicato all'artista è:

http://questimieipensieri.blogspot.com/

Buonanotte girovaghi e saltimbanchi
musici e poeti!
Mic







domenica 31 agosto 2008

Un applauso lungo una notte



foto D.S.

In religioso silenzio.
Completamente concentrata su di un sogno durato c.ca due ore.
Lui è Francesco De Gregori. Con indosso la sua redingotte 7/8 su jeans consunti e comicia grigio canna di fucile, il cappello che fa parte unica con il suo ritratto, la barba incolta da cantautore di strada. Mani agili da musicista, portamento sobrio ed elegante... un pò d'ironia quando all'apertura del concerto saluta dicendo: "Signori, noi siamo in forma e siamo qui per farvi divertire" e chiude con "... ve lo avevo detto che ci saremo divertiti. Buonanotte"! e si toglie il cappello e ci fa un inchino... commovente! Una band di musici professionisti lo ha accompagnato senza deludere mai. Repertorio atteso ma che forza sapere che era lì, sentirlo dal vivo. Il mio cuore si spezza sulle note de "La donna cannone" lasciato il palco nel buio della notte dove solo le stelle facevano da scenario per illuminarsi gradualmente sulla sua voce. Grazie Francesco! un applauso lungo una notte, un inchino al Maestro! Mic

sabato 30 agosto 2008

Il Maestro, il Poeta, il Cantastorie

.





La mia vita formata da tanti piccoli ciottoli chiamati desideri... tantissimi sono rotolati verso il fiume dell'esistenza e trasportati lontano da me, irrecuperabili... altri li ho tenuti nelle tasche... sarà questo che mi rende così pesante nell'incedere lento.
Ma qualche sassolino non si è dimenticato che un giorno lo presi fra le mani e accarezzandolo come fosse la lampada di Aladino, esclamai ascoltando una poesia abbellita da un maestoso spartito: "questo è un Maestro, un Poeta, un Cantastorie mi piacerebbe un giorno poterlo vedere in concerto!"
No, questa volta un sassolino mi ha ascoltato e non si è scordato facendo di tutto per realizzare il mio piccolo desiderio.
Ho un ciottolino in meno dentro le tasche, ma due biglietti per una serata in Concerto!






30 AGOSTO 2008
FRANCESCO DE GREGORI






Sempre e per sempre

 Pioggia e sole
cambiano
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore
e passano
e tornano
E non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
Ricordati
dovunque sei,
se mi cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte
mi troverai
Ho visto gente andare,
perdersi e tornare
e perdersi ancora
E tendere la mano
a mani vuote
E con le stesse scarpe
camminare
per diverse strade
O con diverse scarpe
su una strada sola
Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano,
 lasciano il tempo che trovano
 E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte
 mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte
mi troverai

Francesco De Gregori


for a Angel!


giovedì 10 luglio 2008

FERRO E CARTONE





FERRO E CARTONE

Ricordi
lontani e lo sai
non pensarti stanca
non pensarti mai
è tardi
e forse non vuoi
anche se ti cerco
non mi sentirai

coprirò le distanze per venire da te
misurando le forze, quando vento non c'è
in un giorno di sole volerò via da qui
sono ferro e cartone queste mie nuove ali.

I giorni,
non passano mai
uno dopo l'altro
dimenticherai
ritorni
a volte lo fai
anche se ti sento
non risponderai

coprirò le distanze per venire da te
misurando le forze quando vento non c'è
in un giorno di sole volerò via da qui
sono ferro e cartone le mie ali e così

farò in modo che il viaggio sia il piu' breve che so
e trovato il coraggio da te tornerò
dovrò fare attenzione per non cadere giù
tra rimorso e dolore e non perderti più

(sono ferro e cartone le mie ali e così)

respiro
diventerò
 
(sono ferro e cartone le mie ali e così)

in volo
mi librerò
leggero in bilico

(sono ferro e cartone le mie ali e così)

respiro
diventerò

(sono ferro e cartone le mie ali e così)

Francesco RENGA



giovedì 29 maggio 2008

UNA POESIA FATTASI CANZONE





LA COSTRUZIONE DI UN AMORE



La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se, se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un'altare di sabbia
in riva al mare

La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole

Ed io ci metto l'esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lí
e che non fa male

E ad ogni piano c'è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare

Dietro una porta un po' d'amore
per quando non ci sarà tempo di fare l'amore
per quando farai portare via
la mia sola Fotografia

E intanto
guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono io e sono qui
e mi meraviglia
stretto fra le mie braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l'ho fatto per fare
ma era per non morire

Si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un'altare di sabbia
in riva al mare

E intanto
guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
qui stretto fra le mie braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa grande fino al cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

Sì.


Ivano Fossati


martedì 24 ottobre 2006

JACK FOLLA . DONNE IN RINASCITA






DONNE IN RINASCITA

"Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa
meravigliosa in assoluto è
una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la
caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci
crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da
mina anti-uomo che ti fa
la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che
ti stai giocando
l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è
un esame, peggio che a
scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come
il tuo capo ti guarderà
deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di
dormirci, con un uomo; che sei
terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non
flirti con nessuno perché
hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri
come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi
giustificare, che ti vuole
cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo
stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli
con le altre: "Io sto bene
così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai
abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è
passato tanto tempo, e ne hai
buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci
a cercarti dentro
lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un
momento che hai guardato
giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia,
nel tuo lavoro, nella tua
solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata,
alla fermata della metro,
sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato
per ore, perché l'aria
buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate,
ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei
metri che dia un senso al tuo
dolore.
"Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso
schema? Sono forse
pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia,
a due, a quattro mani, e
saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle
inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti
così, scomposta in mille
coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un
istinto che la trascinerà
sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova
forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di
presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della
ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la
prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore
delle tende o dal taglio
di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo
meraviglioso modo di
gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o
con un fresco ricciolo
biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il
cantiere è aperto, stiamo
lavorando anche per voi.
Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è
la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti..."

Jack Folla


dedicata a tutte le mie Sorelle dell'Anima e anche a me!