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martedì 22 maggio 2012

SEI TUTTE LE MIE MUSE




Sei tutte le mie muse, il canto, la poesia, la musica, l'elegìa. Così io t'amo da lontano, nascosta tra le pieghe di un drappo rosso consunto dal tempo ma vigoroso e resistente quanto la passione che il ventre concupiscente smania ancora a pensarti carnale e bramoso per quegli antri del tuo sotterraneo mondo di sensi sui quali ti avventuri.


Pallida ed invisibile, un fantasma impercettibile, io femmina e mai donna vissuta a un palmo e mai toccata, quella di un passato secolare imperfetto e mai assolto, arrivo scalza sopra quel tuo sonno da fanciullo a sfiorarti con nuvole di fiato, attenta a non svegliarti dalla convinzione tua d'avermi dimenticato.

Bianca la mia pelle mondata dalle impronte digitali, quella stessa che per te portavo alla bocca per sfamarti ed oggi t'amo posseduta ancora dai tuoi occhi profondi che m'hanno ingoiata ed innamorata del tuo vigore roseo ed acre e se tu hai chiuso il mio cuore fuori dal tuo al contrario io ti ho chiuso dentro il mio, alzando paraventi setosi ornati di rimpianto perchè tu non veda gli stenti e l'oblio dei sensi che t'amano imprigionati sulla tue labbra piene e silenti.

Micol





painting author Lui Liu
ringraziamenti:http://ggalleryslo.blogspot.it/2012/05/lui-liu.html


domenica 13 maggio 2012

A MIA MADRE







Vorrei farti un dono e sto cercando di riordinare le idee.
Non me la sento di uscire per comprarti un fiore: sono apatica!
Mà da un pò va così e tu lo vedi e ascolti il mio silenzio.
Ogni festa per me è un dolore, mammina verrò da te a darti 
un bacio a dirti quanto sei bella, a stringerti al mio petto.
Mamma sei tu il dono più bello e io chiusa nel mio mondo
fatto di specchi infranti non faccio nulla per
valorizzare questa fortuna.
Perdonami!
con infinito amore
Tua figlia






ringraziamenti:http://ggalleryslo.blogspot.it/2012/05/francine-de-van-hove.html





venerdì 13 aprile 2012

CONFONDO I BATTITI DEL MIO CUORE CON I TUOI PASSI INESISTENTI




                              Ho avuto giorni pieni. La testa occupata così come le gambe.
                              Sono stati giorni buoni di cose che ho atteso e sono arrivate.
                              Ho una stanchezza buona di cose che hanno soddisfatto.
                              Parecchio è ritornato al suo posto dopo un lungo periodo
                              di stasi, con l'orecchio atteso se riuscivo a sentire provenire
                              da lontano il rumore delle cose che s'avvicinavano.
La mia vita è attesa. Alle volte un'attesa buona di quelle che
si è comprensivi se il tempo s'allunga perchè è certo che
arriva presto o tardi e comunque quando è sotto i tuoi occhi
hai già dimenticato d'aver trascorso giorni silenziosi e guardinghi
sulla pazienza. Una pazienza affettuosa che ti dice di calmare
la fretta che il pensiero corre sul possesso che si arriva ad essere
soddisfatti.             Ma c'è una pazienza morbosa che si è convinta che
                                l'attesa per una certa qual cosa sarà lunga; molto lunga.
                                Quell'attesa diventa ossessiva... nulla di buono. Lo capisco da come
                                mi bruciano gli occhi quando penso a quel qualcosa che non arriva.
Ho trascorso più di mille giorni, che dico ancora qualche centinaio
in più di mille ad aspettare e ho visto lune in tutte le loro fasi, stagioni
spogliarsi e vestirsi dei propri colori, ho atteso succhiando dita e
morsicandone le unghie. Ho trascorso giorni pensando che domani,
si forse domani, sarebbe arrivato a compiersi il sospirato desiderio.
Ho vissuto giorni pieni di niente e vuoti di tutto, piangendo, ridendo
di me, della pazza che sono. Tendo ogni giorno l'orecchio per sentire
se da lontano proviene il rumore di passi che s'avvicinano.
Certi giorni echeggiano sul mio cuore e li confondo con i battiti ed esulto
nell'idea che l'attesa sia finita.
                                 Sono stati giorni pieni, la mia testa è stata occupata dal fare e dal dire,
                                 guido la mia nuova macchina appena un pò incerta, alle cose ci si deve
                                 fare l'abitudine. Provo a venire verso di te, voglio prenderti per portarti
                                 ad ammirare tramonti che fino ad oggi ho visto da sola e magari portarti
                                 nella notte sotto un cielo stellato e rimanere lì con la faccia beota di chi
                                 guarda i propri sogni riflessi sulle lune che influiscono sulle maree.
Vorrei che quest'attesa fosse nuova priva d'abitudine allo sconforto
che quando arriva sera io ti attendo ancora. 


Micol








ringraziamenti:http://ggalleryslo.blogspot.it/2012/03/gale-antokal.html

venerdì 9 marzo 2012

CONTAMINAZIONE SINESTETICA




... ed ora che sono giunta sopra il monte che mi resta da fare?
scendere per il sentiero che di strada ne avrò da percorrere ma mi porterà dritta fra le braccia dei miei avi o resterò sdraiata in un sofà d'erba e farfalle a guardare il cielo che programmi trasmetterà?
Bevo un infuso fumante di unicorni bianchi che galoppano in riva ai mari del nord e il vento attiva un ricordo e concepisce un profumo di corpi avvinghiati uniti mai in lotta d'amore e potere e se la tua pelle non ho mai morso io ne conosco ugualmente il sapore.
Sinestetica magia d'appropriarmi di un respiro dal vetro che imprigiona la tua fotografia, d'averlo sul mio fiato, e i capelli foglie strette di palmette e mani rami dramatizzano sulla mia testa la loro verità e ho difficoltà a tradurrne i segni ed il labiale, parliamo due lingue diverse inverse e bislacche da tirare fuori dalle tasche quando andrai al cinema a sgranocchiare per svilire la noia o la tensione.
La corteccia caduta scricchiola sotto il tuo passo ma non so dove stai e sto ferma sotto vento annusando la contraddizione termica del tuo corpo che sventra l'aria circostante e attendo nell' attenderti avvolta in un adagio che filtra sul mio udito la sola unica nota acuta che affilata stalattite trafigge l'arteria. Solo ora comprendo dopo aver attraversato, accartocciato, intrecciato, abortito il mio pensiero con quello altrui, che questa non è poesia e mai lo sarà solo un drenare di materia emozionale e scorie d'impulsi elettrici cerebrali.
... e continuo a pretendere un Angelo che trasfiguri ancora e poi per sempre la mia Arte e la mia Ragione in una Bellezza il cui tocco della mano sulla mia non posso fare a meno di cercare, una creatura chiamata Nostalgia contaminata dall'inclinazione sinestetica di cui sono posseduta
... e corro sul pianoro in alternanza di fuga e inseguimento dove io sono la preda e ancora io la cacciatrice,  vigile sul volo del rapace che si nutre da principio di bulbi oculari per accecare la vittima perchè si arrenda all'evidenza che prima del tutto era il nulla e prima che fosse luce era la notte più cupa come nella vittima la cecità e l'oblio.
Micol


martedì 14 febbraio 2012

L'AMORE, QUELLO VERO

Juan MEDINA

Quante forme ha assunto questo rimpianto in tanto tempo non riesco neppure più a contarle.
Chissà se più d'ogni altra cosa io sia innamorata della solitudine che mi attende fedele compagna di una complicità mai sopita.
Ci guardiamo in faccia e ridiamo per quei dilettanti che usano una poesia di Prevert per pubblicizzare incontri e abbracci e quei baci da ipoglicemia.
L'amore, quello vero, deve sporcarsi per entrare nelle vene. 
Deve sgorgare come lava vulcanica dalle bocche dell'essere e deve creare una dipendenza sottomessa in continuo ribollio. L'amore quello vero s'alimenta di paura e di sospetto e sbatte contro il muro con violenza.
Deve disorientare far chiedere dove ci si trova, perchè nulla vive per quello che si ha davanti.
L'amore quello vero fa scrivere miliardi di parole, che abbiano senso o meno non ha importanza ma devono avere il sapore di sigarette fumate nell'attesa sperata anche delusa e poi di corsa con le dita su una tastiera che diventa pianoforte a salire per scale e diventare artefici di un'opera unica che nessun orecchio potrà mai udire.
Perchè l'Amore, quello vero ha sensi nelle dita e udito nel ventre, Si sfama di una passione cattiva che abbacina la mente. 
L'amore, quello vero è amaro con retrogusto di fiele, un sacrificio che non consuma le forze perchè chiede di ricominciare a vivere nella sublime consapevolezza della sua effimera bellezza.


Juan MEDINA







** Biografia **

Juan Medina è un latino-americano nato nella Repubblica Dominicana nel 1948. Si è laureato con lode presso la Scuola Nazionale di Belle Arti di Santo Domingo e da Studio murale del professor Jaime Colson. Dal 1974 è professore nella stessa scuola in carica della pittura nudo e post-laurea.È stato nominato direttore nel 2002. 
Come un giovane professionista è stato molto impressionato dai problemi sociali e politici del suo paese ed è stato inclinato verso il realismo sociale. Nel 1970 la città di Santo Domingo ha commissionato un grande dipinto murale affresco all'aperto dal titolo "Educazione". Fine degli anni '70 ha lavorato con tematiche esoteriche, principalmente in blu.Espone questi lavori nel 1979 in una mostra un uomo in Offerta Centro de Arte Cndido. Durante questo periodo ha anche partecipato a diverse mostre collettive nella Repubblica Dominicana.

Tra il 1982 e il 1992 Medina ha lavorato su dipinti e disegni commissionati per la commemorazione della scoperta ed evangelizzazione dell'America e del 150 ° Anniversario della Repubblica Dominicana. Queste opere si trovano nella cattedrale di Santo Domingo, il Museo della Casas Reales, Patronato de la Ciudad Colonial e il Pantheon Nazionale.Durante questo periodo ha presentato due spettacoli singoli: "Momenti storici" (1989) nel Museo di Casas Reales e"Chronicles of America" ​​(1992) nella sede della Commissione Dominicana per la celebrazione del V Centenario della scoperta ed evangelizzazione d'America. E 'autore dei disegni per l'esposizione più per commemorare il 150 °Anniversario della Repubblica Dominicana, "l'indipendenza nazionale, Il Processo" in forma di manifesti di grandi dimensioni, pubblicati in un libro.
Dopo un intenso periodo di lavoro in uno stile tradizionale arte Medina sentito l'esigenza di approfondire all'interno della moderna. Dal 1992 ha lavorato in tecniche miste dei media, la sperimentazione di colori, texture, effetti e la sua incisività elegante.La sua ultima mostra dal titolo "Euritmia" si è tenuto nel suo Estudio-Pinacoteca del 2003.
Non ha nessun conflitto tra arte tradizionale e arte moderna come lui si sentono attratti e confortevole con entrambi. Nelle sue parole : "Non c'è arte antica o nuova arte, ma solo buona o cattiva arte" .

 Sito Ufficiale Artista: http://www.medinajuan.com/

lunedì 12 dicembre 2011

QUELLA BIRBA DI MICOLDANIELS


 





A TUTTI VOI AMICI MIEI CHE ADORO PROFONDAMENTE!




ma... ma... mi seguirete anche quando le lucine verdi di questo luogo si spegneranno?
Non mi lascerete sola vero? Io sono piccola oltre che birba e fragile oltre che monellina, ma ho paura del buio e voi siete la mia luce!



Lve & Peace



VOSTRA FOREVER
Mic






 

mercoledì 30 novembre 2011

PER ME E' IMPORTANTE





Non è vero che le stagioni non sono più le stesse di un tempo
E' il nitido ricordo di un novembre
quattro anni fa
l'ultimo giorno nel calendario
era tepore e mattino
il trenta
Adesso sul display scivola la traccia
impressa sulla scheda telefonica
l'ultima chiamata, ancora scolpito il periodo di conversazione
senza dote quella terra sconosciuta
che striscerà serpentino rimpianto
.
minuti
.
attimi
sensazioni
l'inchiostro nero s'allargava invadendo il mio campo visivo
dovevo ascoltare più attentamente la voce,
non la mia
un sortilegio malvagio strizzava il mio cuore
.
arco di ciglio sul sorriso in tensione
muscoli tesi, fiato irregolare
niente di definito
foglia d'autunno altrove cadeva
non lasciava speranze
.
ed il sole dai vetri chiusi entrando sherniva la scena
perchè dall'alto poteva vedere il seguito di quella pellicola
danneggiarsi sotto i suoi occhi

e ridere dopo aver chiesto la testa
del regista maldestro coprire la disperazione
col senno del dopo
con quelle stesse mani
con cui pensò ad un finale terapeutico

.
.
vorrei riscrivere la storia
vorrei riavvolgere il nastro
vorrei cancellare le incomprensioni
le distanze
le attese
le rinunce
...
vorrei bucare la nebbia che ci vieta di guardarci
pensaci
è inconsistente, penetrabile, volatile
non è reale
... noi lo siamo...
per me è importante.

D*



 

venerdì 25 novembre 2011

AMA CHI TI VUOLE BENE!





Regala il sole a un davanzale 

da dove tutto sembra uguale 

regale il peggio che hai da dare 

giusto per ricominciare 

e fai quel gesto che sono 

anni che ti prometti di fare 

e vendi l'anima una volta 

che forse non c'è niente di male 


Dovremo conquistare 

nuovi punti di apertura 

si tratta solo di tornare 

indietro un po' alla volta 

e riconsiderare quanto 

è stata la distanza 

che tra i miei baci e le tue mani 

ha chiuso quella porta 

Continuo a camminare 

non sapendo dove andare 

si tratterebbe solo 

di aiutarci in questo mare 

ama chi ti vuole bene!! 





 

mercoledì 16 novembre 2011

LABBRO D'ALA D'ANIMA IN FRONTE


Per me non vale il detto che un posto vale un altro.



Vorrei, lo dico sinceramente, essere diversa... essere come gli altri, sempre distaccati da tutto. 



La gente non si affeziona a nulla... la gente da un altro metro di proporzione alle cose, agli eventi alle persone stesse con cui hanno rapporti.



Non riesco neppure a confessarlo per la paura di sentirmi ridicola, ma questa storia di dover perdere questo luogo, benchè sia virtuale, benchè la mia parte razionale mi voglia convincere che sto dando un peso eccessivo a questa chiusura della piattaforma... 



Io non sono legata a splinder in generale... è ovvio!



Io sono legata al mio angolo, alla mia stanzetta che ho cercato di curare, per il quale ho imparato delle cose io che non sapevo neppure muovermi con il mouse... Le mie foto, i miei template... e poi i miei affetti che qui hanno lasciato la loro orma... le impronte digitali, un respiro, un pensiero, un sorriso, un bacio.




Io non ce la faccio... soffro moralmente e fisicamente.



Sarà che è tutta una conseguenza di accadimenti in questo periodo, una serie di sconvolgimenti che ho bisogno di un punto fermo.



Di un raccordo di strade che puntino ad un centro.



Questo E' il mio centro.



Non è banale.



Qui mi sono analizzata, mi sono sfogata, qui ci sono le mie speranze e non so spiegarlo ma non serve "traslocare" per rendere inocuo il mio dolore.



E' spezzare qualcosa che ha la sua importanza.



Non mi piacciono gli altri luoghi.



Io voglio tutte le mie cosette al loro posto e mai più lo potranno essere.



Ho bisogno delle mie piccole sicurezze, ignare per gli occhi di chi non capirebbe, che mi diano un labile senso di equilibrio.



Mi si spezza il cuore.



Vi potrò apparire patetica... lo sono? Mi sembra di vedervi fingere un lungo e fisso sguardo su un punto impreciso del paviemento per non guardarmi in faccia, per non dirmi quello che vi passa per la mente su di me.



ma pensate: non ci sto dormendo la notte!
Come sempre da quando ero piccola le cose per me NON DOVREBBERO FINIRE MAI!
Quelle situazioni che in fondo sai che ti daranno quel tepore di braccia accoglienti, fosse anche illusorio... ma ricevere il sollievo dalle preoccupazioni e tutto il resto.



C'è un genere  di perdita che mi distrugge.
Ma è difficile spiegarlo, in fondo chi capirebbe?



Questo blog è il mio alter ego, vederlo un giorno scomparire sarà come morire per metà.
Camminerà una metà di me, si laverà, si vestirà, andrà a fr la spesa... una metà di me.



Immaginatevi una persona a metà... sa di macabro?



Non avete la fantasia che ho io... metà gallina che va per l'aia vi fa sorridere? è un esempio migliore?



Ok! allora sarò mezza gallina a stare su una zampa e cercare di tentare un equilibrio con quella sorta d' ala che il Buon Signore ha dato per uno scherzo: Ti do un'ala sola perchè con due potresti addirittura volare.



E' passato del tempo da quando avevo due ali.



Ora sono solo uno scherzo del destino.



... e chissà quanto se la riderà... lui ... lo scherzo a vedermi ridotta così!



Ora non riesco a controllare la mia follia, non riesco a superare con il ragionamento le mancanze, il silenzio con questo ulteriore cambiamento.
Ho paura... tanta paura... per un blog mi chiedereste voi? Tutto questo per un diario virtuale?



Non è un blog, vi rispondo io... questa è Anima ... avete avuto modo di leggerla e non vi siete accorti d'esserle stati tanto vicini, vi si è offerta, vi ha bagnato con le sue lacrime, vi ha illuminato con il suo sorriso, scaldato con il suo amore... e non vi siete resi conto d'aver accostato la vostra fronte alle labbra di un' Anima. IO!





LA SOFFERENZA APPARTIENE A CHI
ELETTO SI TROVA DIFFRONTE LA PROVA
DEL VARCARE LA SOGLIA EMPATICA
SENZA ALTRE ARMI CHE IL PROPRIO
DESTINO INVISIBILE
UNA FORZA CHE ACCORCIA DISTANZE
CURA FERITE
E POSSIEDE LA CONOSCENZA
DELL'INTRINSECO SIGNIFICATO
SCATURITO DALLA COMPASSIONE E IL PERDONO. 

MICOL



mercoledì 9 novembre 2011

FAI CIAO CIAO A PAPA'!





 



No mammotta mia non me lo posso ricordare, però sono sicura che in quel mentre che papà ci teneva in posa per immortalare quell'attimo tu l'hai detto, perchè nel tempo a venire te lo sentii dire ai miei bambini in quel gesto di guidare il braccino alzato a mimare il saluto: "Fai ciao ciao!"
La mia mamma! potrei stare ore a parlare di te e di noi e non basterebbe una vita per quanto ci sarebbe da dire e sorridere e purtroppo anche piangere, distacchi e rinunce, riabbracci e... tutto il resto.
Chissà se e quando penserai a me ti farai delle domande. Questa figlia che s'è fatta così silnziosa a cui hai visto spegnersi l'allegria, questa figlia che è diventata grande ma che ancora rimproveri perchè lo so che per una madre i figli in fondo non crescono mai.
La tua voce alta e piena di contentezza forse è la cosa tua che amo di più. 
Le mattine dei giorni di festa svegliarmi ancora come da ragazza, con te che al piano di sotto intoni una delle tue canzoni napoletane preferite:

"Tu che nun chiagne e chiagnere me faie,


tu, stanotte addò staie? Voglio a te! Voglio a te!

Chist' uocchie te vonno
n' ata vota vedè! 

oppure  Rose rosse per te e quante altre con mio padre che giù dalla cantina o nel cortile ti fa da controcanto fischiettando il motivo che tu fai vibrare nell'aria di volta in volta.


Amo quell'accordo, l'ho sempre amato e forse anche un pò invidiato, quell'esempio semplice anche nel sacrificio costante che avete dimostrato sempre uniti tu e papà, ed è quello che ho sempre cercato ma con poca fortuna.
Se sono stati commessi degli errori sono stati perdonati perchè l'Amore vince su tutto e io, e noi tutti, ti amiamo tantissimo.

BUON COMPLEANNO MAMMOTTA MIA
e non fare la furbina dire che non ricordi più quanti anni compi oggi
ma meno di trenta sicuramente io ti vedo ancora come allora nella foto.

TI AMO
TI STRITOLO DI ABBRACCI


MAMMA QUANTO TI PIACE CANTARE QUESTA?
PER TE!


 










sabato 5 novembre 2011

LACRIME DI FANGO







L'immagine del Grande Faber unisce due grandi realtà italiane, la Liguria e la Sardegna.
Lui genovese nato nel quartiere di Pegli con una ricca storia d'esperienze e sensibilità raccontata nei testi delle sue canzoni, un uomo di mare non poteva che scegliere di stabilirsi in un'isola nell'incantevole tenuta di Agnata verso Tempo Pausania.
De Andrè è l'immagine significante di un appello che circola da oggi su Twitter e Facebook. E' stato creato un gruppo per la raccolta di adesioni ed aiuti per le zone colpite tragicamente dalle alluvioni di questi giorni in Liguria e in particolarmodo a Genova.

http://www.facebook.com/fangosullemagliette




Mi piacerebbe con la divulgazione di quest'indirizzo contribuire con un'infinitesima parte ad aiutare una popolazione sconvolta che ha perso tutto e chi con il lutto nel cuore ha perso una famiglia. bambini che hanno provato il terrore e la peggior morte soffocate da un fango liquido portato dalla furia delle acque d'esondazione dei fiumi Fereggiano e Bisagno dopo ore di nubifragio, il mostro li ha imprigionati là dove credevano d'aver trovato rifugio, creature strappate dalle mani di una madre che credeva di proteggerle  tenendole strette a se, invece una furia devastatrice ha strappato portandosi via il loro respiro.

Come si può morire nel 2011 per un'alluvione per altro annunciata e allertata dai centri Meteo per giorni, morire in quelle strade così famigliari, che sono per chi ci vive vie abitudinarie, luoghi delle proprie residenze. dove sta casa quale tragedia scoprire che nulla è più sicuro.

Ritorna la memoria al terremoto all'Aquila, ricordo i racconti su quella casa dello studente che per giorni emetteva il suo intimo codice morse di morte, per giorni prima di quella terribile scossa del 6 aprile del 2009 alle 3.32 ha dato ragione a quei ragazzi che avevano capito, avevano denunciato, a quelli che avevano pressato per un controllo diagnostico dell'edificio che li aveva rassicurati. Loro in quelle stanze, nei loro piccoli mondi con i pochi arredi pieni delle loro storie personali, quei ragazzi non ascoltati cheper alcuni di loro la vita si è fermata a quella terribile mezz'ora dopo le 3 colti nei propri sogni di futuro.



Mi riallaccio alla tragedia ligure di ieri. L'allerta meteo non è cessata, si allarga al Piemonte e altre regioni anche se pur a zone e parte della Sardegna. 
Qui piove oramai da ore, dopo giorni di vento di levante, fortissimo e caldo umido un temporale con grandinata l'ha fermato. dopo di che la pioggia.


Le strade sono deserte, forse ciò che è accaduto ai nostri connazionali un pò ci mette apprensione.
Le strade si allagano facilmente e non drenano bene. I manti stradali idrorepellenti fanno scivolare l'acqua verso le cunette, gli apparati di scolo... non abbiamo fiumi importanti nelle vicinanze ma dei torrentelli, uno è stato circa vent'anni fa praticamente sotterrato per tirar su delle villette a schiera da una cooperativa edilizia.
Io mi ricordo quel fiume, il ponte. Lo attraversavo da ragazzina per arrivare a casa di mia nonna. Quando pioveva s'ingrossava non arrivava mai a livelli massimi, ma oggi che il cemento avrebbe voluto cancellare, ci sono storie che parlano di garage e scantinati allagati proprio in quelle villette a schiera costruite sul letto di quel fiume.



Poi non dimentichiamo l'alluvione che nel dicembre del 2008 a Capoterra si portò via case intere. Un fiume improvvisamente si riappropriò del suo naturale corso.


 


Lo Stato in tutti i casi ha sempre e solo fatto promesse, non ha nemmeno dato le giuste competenze e adeguato gli Enti e Servizi per la risistemazione e bonifica dei territori colpiti.


Pochi giorni fa un appello proprio da Capoterra, proprio da quella gente che è già stata colpita in previsioni di queste precipitazioni, chiedevano la pulizia dei fiumi e canali dove da tempo non si sono fatte più manutenzioni.


Accadeva questo quando i nostri nonni o i nostri padri avevano un patto con la natura?


Io ti lavoro, ti tengo sana e tersa e tu mi restituirai in cambio il frutto del mio lavoro, il pascolo per il mio bestiame, la legna per riscaldarmi, l'acqua piovana per le mie bestie e per i miei raccolti...


Sicuro che il rispetto dell'uomo verso la natura è mancato quando l'uomo ha sentito d'essere l'onnipotente ingegnere del cemento armato. 


La speculazione edilizia. L'impatto sulla natura di urbanizzazioni selvagge. La presunzione delle classi dirigenziali e dei vertici politici sul concedere autorizzazioni imprenditoriali eludendo analisi ed indagini geofisiche e geotecniche su quei specifici territori stanno facendo collassando l'italia.


Frane, smottamenti, la vulnerabilità delle città sotto le alluvioni, e se di certo un terremoto non può essere la causa di quanto detto sopra è vero che la concausa della distruzione avviene quando in un territorio soprattutto se geologicamente è sismico che almeno siano monitorati le abitazioni dei centri abitati, che vengano costruite con i criteri antisismici e non quelle quattro boiate su sistemi pneumatici antisismici che sono pure orribili da vedere, che quelle fanno un'impatto indecoroso sulla natura solo perchè il politico di turno (non voglio fare nomi e polemiche tanto chi mi frequenta sa già come la penso e quindi lascio... anzi passo) doveva dimostrare che "qualcosa per la ricostruzione" in una di quelle che fu tra le più belle Città storiche dell'italia, L'Aquila è stata fatta.



E' una spina nel fianco personale, la mia, per l'Aquila. Perchè il mio sogno era di andarla a visitare un giorno, mi aveva particolarmente colpito la storia che fosse il Centro di quel misterioso storico ed ideologico pensiero che avesse ospitato il Santo Graal.



Una storia che non è andata sicuramente perduta, ma che le mura possono testimoniare di essere state violentate prima dall'evento sismico e poi dalla mano di quell'uomo indifferente al patrimonio culturale e storico che essa si chiude in quel cuore grande di città ferita, non solo una mano speculatrice e capace solo di dare un'immagine di quella che fu una meravigliosa città di mura orgogliose, in quelle mura vedo solo l'immagine di un uomo decadente e spero che il buon Dio abbia misericordia delle sue miserie umane e di tutti i morti che si porta in quella coscienza che non ha.


 


Meglio il buon Faber.


Genova è una città generosa di talento, forza ed orgoglio. Si risolleverà. Con grande sacrificio ma ce la farà.


Spero che un'unica forza aiuti quella gente che in queste ore piange per non avere neppure un letto dove dormire o da mangiare per i propri figli.


In queste tragedie l'uomo, quello normale, quello che ha conosciuto il sacrificio e il dolore si fa in due, in tre e in quattro, si divide in tarti parti per dare se stesso in missioni d'aiuto verso i propri simili.
Per ricordare fra queste righe anche il sacrificio del volontario Sandro Usai di appena 40 anni, un eroe anche nostro che abbraccio, fratello nato in questa Terra che un giorno lo lasciò andar via come madre compassionevole perchè lui avesse l'opportunità di crearsi un futuro in quel confine di mare ligure. Così non è stato ma il coraggio della sua missione si è compiuto lasciando che il mare lo restituisse assieme a lacrime ed orgoglio.



Meglio Faber con le mani sporche di fango che un Cavaliere con l'elmetto da pompiere!

IL MIO ABBRACCIO A TUTTI I LIGURI A TUTTI I TOSCANI A TUTTI GLI ABRUZZESI A TUTTI COLORO CHE SOFFRONO IMPOTENTI PAGANDO UN GROSSO PREZZO CON LA VITA DEI SUOI UOMINI.

IO VI AMO!

mic


GENOVA O4/11/2011





 


p.s.
qualcuno mi conforti per favore.
Ho scritto il post ma poi per scrupolo sono andata a verificare se la foto in questione sia effettivamente un ritratto di Fabrizio de Andrè, dopo diverse googolate d'immagine questa pubblicata qui e sul profilo del gruppo: fango sulle magliette di FB, non appare. 
Condizionata dal pensiero che Faber è più volte citato e accostato per l'esperienza dell'alluvione in liguria del '70 e per il grande amore per la sua terra d'origine ho valutato istintivamente che quello fosse lui.
Se ciò non corrispondesse al vero sono pronta a correggere il mio "pezzo".
Grazie a chi vorrà rispondere.








 

venerdì 28 ottobre 2011

NON HO PIU' PAROLE PER ESSERE FIUME





Mi sto analizzando.
Rifletto.
Quando sono un fiume in piena di parole.
Quando non ho più parole per essere fiume.
Difficile trovare un'unica definizione che racchiuda tutti i miei stati d'animo.



Nonostante l'allenamento ogni nuovo giorno mi trova impreparata ad affrontarlo.
Non sento più la vita e ogni mio sogno come eretico è stato condannato al rogo.
Corpo e mente abbandonati a se stessi senza che uno mano pietosa
togli la polvere del tempo delle mancate carezze.
Di quanto tempo stiamo parlando? Ho perso il conto e la memoria.



L'età sta portando via tante cose e mi regala mani di fatica, filo spinato di rughe e rimpianto. Non ho più nessuna chance. 



Avete per caso sentito un rumore d'alti e bassi di cocci in frantumi?



E' andata distrutta quella donna di porcellana che sono stata.
Mic © 
^A^



 



 

sabato 22 ottobre 2011

venerdì 14 ottobre 2011

sabato 1 ottobre 2011

Lo spazio semplice tra un minuto è l'attimo







Non occorre che ci sia una logica, la musica nasce dal caos perchè sia metronomo ad impartire il tempo e non ho a disposizione nessuna verità, sono insofferente ai cambiamenti per questo preferisco pagine dove il pulviscolo dei significati si è mischiato alla porosità della carta.
L'odore delle radici è pungente per quella fedeltà alla sua zolla di terra che una mano ha deciso di strappare, ma il solco ha una nuova interpretazione prima della ferita era grembo ora è lo spazio semplice tra un minuto diverrà l'attimo del seme posato per rigermogliare.
Quell'attimo pieno di ogni cosa e vuoto di niente.
Con semplicità ho inamidato la liana che mi fa oscillare come un pendolo afferrata dai piedi a testa in giù io vedo un mondo che corre concitato sugli assi di un parquet e non sa per quale direzione.
L'unica certezza che ho è che io so dove andare. 

For my dream


Mic

giovedì 15 settembre 2011

MA CHE CARINA!





Così, piccolo muso acqua e sapone sei sempre meno topastra e più podista.
Questa mattina al suono della campanella noi genitori vi abbiamo seguito in aula per il benvenuto e l'augurio di buon auspicio per questo nuovo ciclo scolastico  ed eravamo lì con voi nel vociare allegro che tutto comprendeva.
Questa mattina abbiamo superato il cancello delle elementari e ti sei voltata fiera: Da qui non si entra più!
Il cancello in fondo alla salita, la corsa con lo zaino in spalla oggi ancora leggero, l'abbraccio con i tuoi compagni che quasi in massa siete rimasti coesi in una fratellanza che per alcuni vi vede insieme dall'asilo nido fino a qui alla scuola media.
... e noi madri a dire quanto siete diventati alti dopo solo tre mesi di queste vacanze, quanto vi siete fatti più belli e come (con nostalgia) abbiamo notato che sia nel fisico che nei vostri comportamenti l'infanzia è rimasta un cancello più giù.

BUON ANNO SCOLASTICO TOPASTRA

per noi sei e sarai sempre la MIGLIORE e non ci deluderai - vero?!

 

mercoledì 31 agosto 2011

MA_MAU AMIC(I)O MILO




Pensare che eri una creaturina così piccola rispetto a noi e hai lasciato un vuoto tanto grande.
Ci aggiriamo per casa disorientati e se ci incrociamo parliamo di te dei ricordi che ci hai lasciato.Ho scoperto che la Topastra ti aveva aperto addirittura un profilo su Face Book dove c'erano tante tue fotografie ed eri impegnato sentimentalmente con una micia.



Sono triste e stamattina prima d'andare al lavoro noi due ci siamo guardati lungamente negli occhi, sapevamo tutti e due che era il nostro ultimo saluto e tu hai preso a fare le fusa così forte che da giorni non sentivamo più perchè stavi male. In quel momento io e te ci comunicavamo tutto l'affetto e la gratitudine per il tempo passato insieme. Piccola creatura pelosa, quante volte ti ho trattato male e tu sei sempre ritornato senza rancore con il musetto furbo di chi sa che con qualche strusciatina rimediava un pasto a pranzo e a cena.
Ai tuo fratelli Feffo e Ale ho detto che sei stato un micione felice. E lo penso davvero. In otto anni hai fatto la vita da Aristogatto, questa era la tua casa in cui sempre tornavi e il mondo fuori era tuo per quella vita da felino semi-randaggio di cui eri padrone.
Milo, noi abbiamo imparato il tuo linguaggio, sapevamo quando miagolavi per fame o per sete.Quando salutavi per uscire e ci davi il buongiorno stiracchiandoti sulla porta.
Che gattone che sei stato. 
Quando sono rientrata da lavoro e ti ho visto sulle scale ho capito subito che il tuo sguardo era rivolto al portone perchè l'ultima cosa che hai fatto è stata quella d'aspettarci come facevi ogni giorno, tu avevi imparato le nostre abitudini e arrivavi da molto lontano solo a sentir il motore delle nostre auto.
Guardavi fisso con pupille ristrette e i tuoi occhi non parlavano più. Il tuo corpo morbido, caldo e peloso che tante volte avevo preso sulle gambe aveva assunto la rigidità e la sottigliezza dell'avventuto ciò che un giorno sei stato. 
Milo, me l'hai fatta anche oggi, sotto il tavolo della veranda.
Ma non mi sono arrabbiata.
Questa volta avrei voluto accarezzarti e dirti: fa nulla Milo,,, ma non farlo più!
Dove stai? sei a caccia di tortorelle e passerotti? Malandrino di un gatto. Ci manchi Micio.
e come ci salutavamo io e te quando arrivavi dai tuoi vagabondaggi e apparivi sulla porta? MA.mau!



 



MA.MAU AMIC(I)O MILO