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mercoledì 20 giugno 2012

ETERNO PLENILUNIO FEMMININO


Cristopher Pew


Coreografie d'alter ego popolano l'antro configurato dalla convergenza dei poli nordici e quelli sudici.
Mantra placebo quieta l'imbroglio di vele annodate da venti che percossero vascelli fantasma, inabissando il pesante destino della memoria, ingoiata e accecata dal melmoso buio di tunnel onirico:
Intercettata,invidiata da eco(ego)goniometro ad impulsi ultrasonanti che riemergere fanno l'impudica e sadica, vibrante d'euforica eccitazione, vivace femmina tonda di lune piene.
Corpi, insieme di ventri e seni, acquitrini di ninfee e bambù erti si stagliano su per il paesaggio che fluttua in danze a ritmo sinusale ma capaci di riflettersi in quegli specchi appesi su pareti mnemoniche, allora si erge metallica e duttile la goccia di mercurio, culminata nel principio deflorante l'ampolla del desiderio catalizzatore per quell'eterno plenilunio femminino e licantropia.
Misura e disparità chi ha puntato sul rosso ha aperto le gambe, segnale per l'Adamo estraniato dalla colpa d'essere lui il baro e degli umori liquidi e caldi, pietanze servite a banchettare amplesso.
Conquistata la terra si onora il sacro scroto alla profana dipendenza  e d'onnipotenza divina. Non di maree lunari il mascolino accoglie a se il fato, scritto per lui e sottomesso, ma l'assonanza fallace risponde con la rima baciata che lambisce e circuisce inesorabile e lenta su per il sesso.
Micol










martedì 22 maggio 2012

SEI TUTTE LE MIE MUSE




Sei tutte le mie muse, il canto, la poesia, la musica, l'elegìa. Così io t'amo da lontano, nascosta tra le pieghe di un drappo rosso consunto dal tempo ma vigoroso e resistente quanto la passione che il ventre concupiscente smania ancora a pensarti carnale e bramoso per quegli antri del tuo sotterraneo mondo di sensi sui quali ti avventuri.


Pallida ed invisibile, un fantasma impercettibile, io femmina e mai donna vissuta a un palmo e mai toccata, quella di un passato secolare imperfetto e mai assolto, arrivo scalza sopra quel tuo sonno da fanciullo a sfiorarti con nuvole di fiato, attenta a non svegliarti dalla convinzione tua d'avermi dimenticato.

Bianca la mia pelle mondata dalle impronte digitali, quella stessa che per te portavo alla bocca per sfamarti ed oggi t'amo posseduta ancora dai tuoi occhi profondi che m'hanno ingoiata ed innamorata del tuo vigore roseo ed acre e se tu hai chiuso il mio cuore fuori dal tuo al contrario io ti ho chiuso dentro il mio, alzando paraventi setosi ornati di rimpianto perchè tu non veda gli stenti e l'oblio dei sensi che t'amano imprigionati sulla tue labbra piene e silenti.

Micol





painting author Lui Liu
ringraziamenti:http://ggalleryslo.blogspot.it/2012/05/lui-liu.html


giovedì 19 aprile 2012

DELIRIUM

Gregory Thielker - Vortex  2008  oil on canvas

Ho una spregiudicata tentazione verso l'acqua.
Liquido ambiguo nell'innocenza della purezza avversa alla forza della devastazione.
Specchio distorto d'immagine capace di capovolgere la visione del mondo e non ho memoria della mia vita intrauterina ma ho un sapore di sangue, liquido così diverso, corposo e denso, vitale scarlatto, metamorfico.


Mic






ringraziamenti: http://www.gregorythielker.com/index.html


n.d.author (me)
http://gabrielmorenoillustrating.blogspot.it/
http://artrageitalia.forumfree.it/

mercoledì 28 marzo 2012

PARTIRE E' UN PO' MORIRE



property image - Autor Alexander Jansson
http://www.alexanderjansson.com/


"... Allora pensi di concludere entro la mattinata?" La domanda mi riportò bruscamente alla realtà annuendo con un mal celato imbarazzo, vidi il mio capo settore lasciare il fianco della mia scrivania per poi chiudersi la porta della stanza alle spalle non prima di avermi dato uno sguardo dubbioso e diretto.
Presi il lavoro che chiedeva d'essere terminato ma dopo pochi minuti una forza contraria alla volontà di operare mi bloccava. Le mie dita sulla tastiera divennero pesanti e prive di ritmo, la vista sembrava subire un ulteriore miopia. 
Mi sforzavo d'andare avanti, ma di fatto mi sentivo in impasse.
"... la verità è che sono stanca! Stanca fisicamente e moralmente... stanca... stanca!"
M'alzai e mi diressi al bagno delle signore.
Allo specchio l'immagine di me non era di certo la faccia che avrei voluto incontrare per strada e gli occhi affossati e le occhiaie che erano riemerse dal mare di creme coprenti, correttore e fluido fondotinta, aveva vinto il mio umore, livido come due linee sotto gli occhi.
Voglio andare via! Mi farebbe bene un viaggio, sono tanti i luoghi che vorrei visitare e conoscere. Non ho mai viaggiato nella mia esistenza solo per un breve periodo per lo più viaggi verso dimore familiari con qualche sosta turistica nel tragitto, così nulla di più il tempo di una foto ricordo ma quando si è bambini il ricordo sfugge, anche se mi rivedo in una piazza enormemente grande con i piccioni in mano mentre gli offro del mangime, oppure la foto panoramica su una città stando sopra una torre. 
Il viaggio più lungo che ho fatto è quello dentro di me, quando per anni ed anni ho percorso sempre la stessa strada, mai una deviazione neppure per andare a pisciare.
"... dove vorresti andare?!" domando a me stessa mentre mi svesto giusto il tanto dei jeans e degli slip per sedermi sul freddo sedile che ricopre il water della cabina cieca.
"... dove vorresti andare?!" ripeto a me stessa mentre la rumorosa ventola d'aspirazione attira a se anche i miei pensieri risucchiandoli nel vortice insieme ai presunti cattivi odori.
Chiudo gli occhi appoggio i gomiti sulle ginocchia e il mento sui palmi aperti a leggio.
Forse mi addormenterò in questa scomoda posizione, ha qualche importanza. L'importante è viaggiare non è necessario un mezzo di locomozione è tutto nella mia testa, bagaglio compreso già stivato nel vano.






ringraziamenti: per l'immagine
 http://bochesmalas.blogspot.it