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lunedì 27 febbraio 2012

UNDER CONSTRUCTION

Sono in costruzione. 
Progettista maldestra provo ad edificare plastici d'irrealtà sopra rimpianti e delusioni, fallimenti e demolizioni.
Macerie. 
Arresa sono caduta in mezzo alla polvere soffiata d' Achille semidio glorioso e vendicatore. 
Le braccia molli cadono sui dorsi di mani aperte verso un cielo livido dal colpo subito sui detriti e cocci di mattoni rossi erosi e si compiace il vento a spettinare la storia da cui sfogliare carta ecologica dove ho scritto che tu non ci sei e se tu non ci sei non c'è posto per nessun altro nella costruzione di una frazione d'ora e renderla importante e imponente, come quando volteggiando disegnavo con le mie braccia ad arco il tempo flessibile alla complicità e mi facevo cupola e molo perchè attraccassi.
Lo senti questo pianoforte? E' colonna sonora premio Oscar per la miglior interpretazione. 
Non fare il modesto un pò Maestro e un pò attore lo sei stato e ancora lo sarai in questo viaggio di miserie e lentezze dove ci vuole coraggio; per costruire insieme ci vuole coraggio.
Quella tranquillità domestica, addomesticata dalla voce dei padri, ho venduto per trenta denari da spendere al botteghino di un cinema d'essai,  mansueta mi vedeva l'occhio ma quel che c'era dentro ribolliva in attesa che l'avventura venisse a bussare alla mia porta, attendendoti e bramandoti prima ancora che ti rivelassi e mi chiedo ancora oggi qual'è stato il preciso istante in cui il machete ha colpito la canna e il gas ha cominciato ad invadere l'aria dal basso.
Ricostruire non è per niente facile. Non che non sappia da dove cominciare, ma sono troppo profonde le ferite, le mie carni: un tatuaggio di date. 
Torre o prigione: le mie memorie sottotitolate per chi non ode e non parla nonostante io ami la sua lingua muta e il desiderio acuisce il dolore per il distacco dagli oggetti smarriti e in mezzo ad essi quel sentimento legato ad una fune tesa sopra alla mia testa; spada di Damocle e della tua ira funesta.





mercoledì 16 novembre 2011

LABBRO D'ALA D'ANIMA IN FRONTE


Per me non vale il detto che un posto vale un altro.



Vorrei, lo dico sinceramente, essere diversa... essere come gli altri, sempre distaccati da tutto. 



La gente non si affeziona a nulla... la gente da un altro metro di proporzione alle cose, agli eventi alle persone stesse con cui hanno rapporti.



Non riesco neppure a confessarlo per la paura di sentirmi ridicola, ma questa storia di dover perdere questo luogo, benchè sia virtuale, benchè la mia parte razionale mi voglia convincere che sto dando un peso eccessivo a questa chiusura della piattaforma... 



Io non sono legata a splinder in generale... è ovvio!



Io sono legata al mio angolo, alla mia stanzetta che ho cercato di curare, per il quale ho imparato delle cose io che non sapevo neppure muovermi con il mouse... Le mie foto, i miei template... e poi i miei affetti che qui hanno lasciato la loro orma... le impronte digitali, un respiro, un pensiero, un sorriso, un bacio.




Io non ce la faccio... soffro moralmente e fisicamente.



Sarà che è tutta una conseguenza di accadimenti in questo periodo, una serie di sconvolgimenti che ho bisogno di un punto fermo.



Di un raccordo di strade che puntino ad un centro.



Questo E' il mio centro.



Non è banale.



Qui mi sono analizzata, mi sono sfogata, qui ci sono le mie speranze e non so spiegarlo ma non serve "traslocare" per rendere inocuo il mio dolore.



E' spezzare qualcosa che ha la sua importanza.



Non mi piacciono gli altri luoghi.



Io voglio tutte le mie cosette al loro posto e mai più lo potranno essere.



Ho bisogno delle mie piccole sicurezze, ignare per gli occhi di chi non capirebbe, che mi diano un labile senso di equilibrio.



Mi si spezza il cuore.



Vi potrò apparire patetica... lo sono? Mi sembra di vedervi fingere un lungo e fisso sguardo su un punto impreciso del paviemento per non guardarmi in faccia, per non dirmi quello che vi passa per la mente su di me.



ma pensate: non ci sto dormendo la notte!
Come sempre da quando ero piccola le cose per me NON DOVREBBERO FINIRE MAI!
Quelle situazioni che in fondo sai che ti daranno quel tepore di braccia accoglienti, fosse anche illusorio... ma ricevere il sollievo dalle preoccupazioni e tutto il resto.



C'è un genere  di perdita che mi distrugge.
Ma è difficile spiegarlo, in fondo chi capirebbe?



Questo blog è il mio alter ego, vederlo un giorno scomparire sarà come morire per metà.
Camminerà una metà di me, si laverà, si vestirà, andrà a fr la spesa... una metà di me.



Immaginatevi una persona a metà... sa di macabro?



Non avete la fantasia che ho io... metà gallina che va per l'aia vi fa sorridere? è un esempio migliore?



Ok! allora sarò mezza gallina a stare su una zampa e cercare di tentare un equilibrio con quella sorta d' ala che il Buon Signore ha dato per uno scherzo: Ti do un'ala sola perchè con due potresti addirittura volare.



E' passato del tempo da quando avevo due ali.



Ora sono solo uno scherzo del destino.



... e chissà quanto se la riderà... lui ... lo scherzo a vedermi ridotta così!



Ora non riesco a controllare la mia follia, non riesco a superare con il ragionamento le mancanze, il silenzio con questo ulteriore cambiamento.
Ho paura... tanta paura... per un blog mi chiedereste voi? Tutto questo per un diario virtuale?



Non è un blog, vi rispondo io... questa è Anima ... avete avuto modo di leggerla e non vi siete accorti d'esserle stati tanto vicini, vi si è offerta, vi ha bagnato con le sue lacrime, vi ha illuminato con il suo sorriso, scaldato con il suo amore... e non vi siete resi conto d'aver accostato la vostra fronte alle labbra di un' Anima. IO!





LA SOFFERENZA APPARTIENE A CHI
ELETTO SI TROVA DIFFRONTE LA PROVA
DEL VARCARE LA SOGLIA EMPATICA
SENZA ALTRE ARMI CHE IL PROPRIO
DESTINO INVISIBILE
UNA FORZA CHE ACCORCIA DISTANZE
CURA FERITE
E POSSIEDE LA CONOSCENZA
DELL'INTRINSECO SIGNIFICATO
SCATURITO DALLA COMPASSIONE E IL PERDONO. 

MICOL



domenica 13 marzo 2011

LIBERA IL MIO CANTO





Photo. ekaterina chausheva





La mia lingua legata in un silenzio che incombe dentro la testa, pulsano le tempie e bruciano gli occhi, colpa di questo vento impetuoso e cattivo, osservavo dalla finestra sprimacciava le piume alle tortore e i colombi e li sbatteva afferratti come stavano sui rami degli alberi.
Chino il capino dentro il piumaggio per ripararsi e il vento li faceva dondolare così forte che avevano paura di staccarsi e volare per un riparo migliore.
Forse anch'io sono inchiodata sopra un ramo a subire il tempo malvagio.
Cerco un riparo, un luogo che mi faccia sentire al sicuro.
Penso che vorrei riappropriarmi della poesia, anche lei mi scruta da lontano nascosta dietro a vetri invernali spessi di rimpianto.
Cosa ne è stato di me e di te amata Poesia?
Mi mancano le sensazioni raffinate, il gesto conosciuto che compie la mia mano quando ti posi sulla punta delle dita.
Poesia... poesia se avessi un pò più di coraggio e attraversassi le pareti di questa prigione, ti vedrei avanzare danzando, chiudermi gli occhi e bagnarmi il volto, pioggia di primavera confusa fra le lacrime nell'essenza pura dell'ispirazione.
Maestro ordina d'aprire il sipario e suona ancora per me spartiti di musica e poesia, mia elegiaca Musa libera il mio canto.





 

venerdì 4 marzo 2011

Non c'è più tempo

Non posso andare più veloce di così, non posso anticipare il futuro e prenderlo per la cintura guardarlo in faccia e chiedergli "fammi vedere la fine ORA!"
Scivolo ogni giorno di più fra la melma argillosa di un budello e sprofondo... sprofondo!
Scivolo mentre la gente intorno a me chiede ancora che mi sacrifichi e mi dimeno colta dal senso del dovere e responsabilità e poi mi volto ancora verso loro ma sono sola.
Prendere, è stato facile con me, è colpa mia e li ho lasciati fare, hanno preso tutto... ma proprio tutto e di me ora, per me, non rimane nulla...
... e intanto scivolo piano... lentamente... e non combatto più, mi lascio andare e apro i palmi le braccia tese sopra la testa per facilitare la corsa non cerco più di difendermi, non mi spaventa questo delirio, anche l'incubo non mi fa più paura, non mi dibatto a cercare un appiglio, non fiato cercando aiuto perchè sarebbe inutile non c'è mai nessuno che comprenda, che senta il mio bisogno... nessuno... cado...arresa e verticale...
... vado giù...
... sempre più a fondo ...
... verso la fine ...
... a volte le sento quelle mani spingermi il capo verso il fondo ...
... a volte piango perchè il fango ha coperto la mia bellezza ...
... a volte rido di scherno questo destino avverso ...
... a volte chiudo gli occhi per vedere la luce ...
... a volte non c'è più tempo per vederla la luce ...
... allora non resta che aspettare che s'arresti ogni pulsare vitale ...

venerdì 4 febbraio 2011

SINERGIE TRA MEDICINA ALLOPATICA E MEDICINA NATURALE


L'articolo è molto interessante:
(lo trovate qui)



http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=1652



 



in realtà cercavo un metodo naturale per farmi cessare istantaneamente l'emicrania che mi sta arrovellando le cervella!
Io so bene qual'è la cura, il problema è che non mi è possibile averla!
Probabilmente mi rasserenerebbe la corteccia cerebrale la visione di un girasole! Oppure di un mazzolino di margherite.
Ma la cura consiste nella sorpresa e nella gioia di riceverli, forse a qualcuno farebbe piacere offrirmeli allo sguardo... sarebbe bello!

p.s. se insieme ai fiori nella visione ci fosse anche uno sconfinato cielo azzurro sarebbe il massimo: Che goduria!

Mic in un'altra giornata lavorativa da incubo!


 




 



Dio è morto, Marx è morto e io non mi sento tanto bene! Woody Allen

martedì 28 dicembre 2010

VIA DA QUI


"Qui c'era un altro post!" 
Mi diverte l'idea - pensare chi ha commentato o silenziosamente ha letto e passato oltre non trovare più quelle parole.
Sono attimi, ancora le mie piccole e disubbidienti impulsività che corrono più veloci prima che io possa afferrarle, frenarle, tirarle per il vestito sulla schiena.
Parole che loro stesse mi mettono due dita in gola per farsi cacciare fuori.
Poi i ripensamenti, ritornano indietro comprendendo la faciloneria quella voglia che avevano d'andarsene in giro con quell'arroganza che non mi rispecchia e mi supplicano il colpo di spugna.
Ecco qua, ripulita la pagina da quello sfogo.

Però ora via da qui  prima di ricadere sotto una nuova richiesta di libera uscita.

GOODNIGHT
Mic


 



 





 




 

giovedì 23 dicembre 2010

DOVE SEI FINITA?


 



Giornata caotica quella trascorsa, uscita dall'ufficio e senza pranzare sono corsa a scuola dalla mia piccola che si sarebbe esibita alle 14.30 con l'inizio della recita di Natale. Trecentoventi bambini uno più uno in meno su un palco allestito per il "percorso di Gesù nei secoli".



Le due settimane precedenti sono state concentrate sull'organizzazione. I figuranti vestiti in abiti d'epoche diverse per raffigurare i momenti più salienti della storia della nostra Italia. Personaggi dell'Arte si sono avvicendati,Galileo Galilei ammantando la scenografia di un gioco di luci e stelle, Dante, Leonardo da Vinci, Garibaldi coi Mille (erano una quarantina con le giubbe rosse e i moschetti, ma sembravano tantissimi sul palco). La Breccia di Porta Pia, il 900 e via fino ai nostri giorni tra il Va Pensiero per concludere con l'Inno di Mameli invitando la platea a sollevarsi in piedi con la mano sul petto e cantare in coro.



La Topastra era in abito cinquecentesco, quando è salita sul palco con le sue compagne anch'esse in costume, mi è sembrata la più bella per portamento e grazia, orgoglio di mamma commosso alla vista dell'amata figura eretta e graziosa.



All'uscita della scuola ci siamo trovati fra genitori a scambiarci saluti, auguri in prossimità delle feste e le impressioni sulla teatralità della recita.



Accompagnata a casa la piccola sono tornata in ufficio dove avrei continuato a lavorare per un altro paio d'ore, solo un caffè ha confuso la sensazione di fame. Alle 18.30 ero ufficialmente in ferie per ciò che resta di quest' anno.



Sarei stata l'ultima a chiudere la porta della Sede e per un attimo ripulita la scrivania e messo tutto sottochiave ho provato improvvisa una morsa di sofferenza. E' come se fermandomi in quell'istante non più distratta dal lavoro e tutto quanto il resto avessi incontrato quello che veramente prova la parte più congenita di me stessa. Spegnendo le luci nei due piani il passo sembrava terribilmente stanco, mi sono allora seduta nella saletta d'attesa per il pubblico lasciando che nel buio la luce del distributore del caffè illuminasse dalla sua finestra invitando alla scelta di bibite e snack. Le tensioni sono cadute con le mie borse sul pavimento ho portato le mani sul volto e ripetendo con un filo di voce qualcosa che qualcuno incontrandomi mi aveva detto all'uscita di scuola ho pianto.
"Dove sei finita?"



Mic



martedì 14 dicembre 2010

THE POWER OF LOVE


Ho il fegato a pezzi, lo stomaco chiuso, la testa confusa, il viso emaciato, labbra incollate, nausea e tosse convulsa.
Le vene rigonfie sul dorso delle mani, unghie lunghe, limate e spezzate.
Una fede al dito che non portavo da anni, non entrava allora non esce adesso.
Ho il mal di mare sulla terra ferma, un sapore di ostriche e altri frutti di mare e ho voglia d'andare... d'andarmene per inabbissarmi in quel mare, madre dei derelitti e dei marinai.
Ho voglia di tela, di pizzo e di velo, bramo d'essere salvata da un Angelo in volo.
Ho guanti da sposa dentro una scatola di legno, faceva freddo il penultimo di dicembre e il bouquet era troppo delicato per una stronza come me
... e intanto butto giù sorsi di rubino, ogni notte è un bicchiere in più per sentire il calore che ho solo sognato circolarmi miscuglio di sangue alcolico e rido da sola, di me, di te di tutti quanti finchè reggo e poi sento la testa scoppiare prima d'andare a dormire e in quel letto sprofondo ma non dormo. Giro a gran ruota veloce di giostra con occhi chiusi e sento il vento sulla fronte e la punta del naso, mi arrotolo invece tra le coperte senza orientamento, quando sotto-sopra ecco che sono caduta ... "guarda come ti sei ridotta!"ho sospirato prima di scivolare nel più nero dei sonni
... e l'amore... l'amore... l'amore è andato perduto quel giorno stesso che l'ho scoperto, già io pensavo...l'amore... ah!! l'amour... ma s'era già perduto prima che fosse reale.
Ho chiesto perdono a tutti anche a Dio, al Cielo, all'Angelo dell'Ira e dell'Orgoglio, ma la Chiesa era vuota, non c'erano Santi nè Eroi, pregavo davanti un esercito di sordi.
Manca la forza al mattino e mi sollevo ancora pasticciata d' incubi, tutti quei colori sprecati e confusi stanno sulla mia faccia e mi lascerei andare ad un sano vomitare ma ho dignità ed un esempio da mostrare.
"Sei a pezzi" sale una voce dalla coscienza come una bambina maleducata faccio la linguaccia alla mia stessa faccia.
Ho quest'atteggiamento strafottente e disinibito, il mio linguaggio non più forbito è un cerchio chiuso di anatemi.
... eh l'amore! ... l'amore...the power of love...
...concorso per titoli, selezione naturale, l'amore è gratuito per questo è sleale.
Mic

lunedì 6 dicembre 2010

SUL VOLTO DI OGNI UOMO SI CELA IL MIO NEMICO





Quando ho chiesto a me stessa di cambiare, fra lacrime di delusione e sacrificio non era esattamente quello che sento da qualche giorno salirmi dentro che io volevo.
Non è un genere di pagina che si dovrebbe scrivere in un diario, i diari sono scarabocchiati da grafie infantili, spesso le pagine hanno dei post scriptum colorati quali smile, fiori e cuoricini, i TVB marcati una decina di volte con la biro fino a grattare la pagina di sotto perchè è un mondo speciale quello dei diari. Sono un mondo d'infanzia che sta lasciando libero il passo all'adolescenza.
Sono i diari di Sara e di Yara due mondi completamente lontani, vite differenti. Il sorriso immaturo dalla dentatura ancora da correggere dal vistoso acciaio dell'apparecchio di Yara nelle foto che la ritragono ancora bambina, la pelle del suo viso visibile capriccio ormonale dell'età, la passione per l'atletica, la neve del bergamasco e Sara occhi color cielo in un viso d'angelo, timidi sorrisi e corpo esile. Cos'avranno in comune queste due ragazzine? I loro diari cartaccei e virtuali violati dall'indagine spasmodica per carpire il segreto e fra tanti piccoli segreti innocenti di quelle età forse una traccia per arrivare a chiudere il capitolo tragico della parola FINE.
Cos'hanno avuto in comune Sara e Yara? Cos'avranno in comune con loro due decine e centinaia e migliaia di vittime di raptus sessuale.
Di Yara non si è ancora trovato il corpo ma oramai pare terribilmente definitiva la notizia del suo assassinio.
Come donna ma soprattutto come madre di una bambina conosco l'effetto che sfibra il minuscolo tarlo di preoccupazione che accompagna di giorno in giorno la crescita di queste nostre amate creature.
Questi accadimenti hanno spaventato mia figlia, forse è un bene dico tra me, la sua insicurezza naturale si è acuita, ha paura, ha incubi, vuole dormire con mamma e papà perchè ha paura di quel "mostro" che si nasconde nell'inconscio delle nostre bambine dalle sembianze brute.
"Mamma che vuol dire che è stata stuprata?!"... Bimba mia non ci riesco a spiegartelo, forse faccio male ti ho detto che le hanno fatto del male questo ti basti, voglio lasciarti ancora nel tuo mondo innocente di fantasia, anche se oggi come oggi per un genitore romantico come me è mera illusione, ma non credo lei sappia ancora, verrà il momento nel quale lei comprenderà il significato di questi orrori capitati a ragazze cui la disgrazia ha teso una mano d'inganno e irrefrenabile cattiveria, ma io non mi sento preparata a descriverle un atto così bestiale qual'è uno stupro. Dirle che "il lupo cattivo" è un uomo qualunque che ha una vita comune ma dentro di se è il serpente più viscido esistente nel creato, il demonio fattosi in sembianze umane, che si appropria indebitamente e con violenza della vergine da sacrificare per gratificare la sua sete demoniaca.
Ho troppa rabbia, paura e non ho più fiducia in nessuno e questo non può essere educativo per mia figlia, per tutte le nostre figlie che vorremmo sempre tenere strette e proteggere.
Non esistono maschi cattivi... esiste l'inestinta serpe ai piedi del melo: LA TENTAZIONE! - IL SESSO!
Non è un marocchino a cui dare la caccia... è al maschio che non riesce a correggere i propri istinti primitivi di  possesso sulla donna che considerano un essere inferiore, debole, oggetto per il proprio piacere rozzo e sozzo.
Non sono le tensioni razziste che riporteranno in vita la povera Yara. Ora si scatena la guerra razzista, senza neppure attendere che sia un'altra la verità (ma in questo caso fa comodo credere sia un uomo "venuto da fuori" piuttosto che uno di loro... che schifo! La verità è che l'intero mondo degli adulti dovrebbe potreggere e crescere i propri figli invece è spesso artefice di un comportamento corrotto, falsamente moralista e schifosamente perverso.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra!
Quante volte vedo sguardi lubrici scivolare sui corpi di noi donne, un istinto incontrollabile e qualche volta la sete diventa ossessione e questa riesce a trasformare uomini in esseri ignobili stupratori e omicidi.
Prego per le anime di Yara e di Sarah, prego per tutte quelle donne vittime di stupro e violenze. Prego per tutti quei corpi martoriati e offesi che non sono mai stati ritrovati e sono veramente tanti, purtroppo, anche se di questi casi non viene pubblicata un'ANSA.
Prego per le loro famiglie e per la nostra società, per le nostre bambine, per noi donne che non dobbiamo sentire la paura di camminare per strada, che tutte abbiano il diritto di crescere fiere dei propri corpi e della femminilità propria, senza il timore di alimentare insani pensieri su pervertiti d'ogni razza e genere.
E' un post che ha un suo perchè forse un pò disconnesso, forse non il genere di post che solo qualche tempo fa avrei pubblicato.
Mi allontano dal VOSTRO mondo piena di risentimento, con la rabbia che trasuda da ogni poro.
SUL VOLTO DI OGNI UOMO SI CELA IL MIO NEMICO!
Sul mio diario senza fiori e cuoricini stilizzati quest'ultima frase la ripasserò con il refil nero decine di volte fino a bucare la pagina che irreversibilmente non potrà più essere bianca!
MICOL


 

lunedì 15 novembre 2010

SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO

Ho trascorso una notte agitata, mi sono alzata nel cuore della notte in preda ad una delle mie sempre più frequenti crisi di panico... so gestirle, conosco i sintomi e le combatto. Quando mi sento minacciata dalla sensazione di pericolo se non di morte mi dico:"Vaffanculo tanto prima o poi devo morire... anzi prima arriva e prima ci togliamo il pensiero!"
Non gli do tregua e riesco a domare la psiche che vorrebbe fagocitare il corpo nelle spire fredde e rendermi succube della sua volontà. Così svanisce lentamente restituendomi calma e un pò stordita, generalmente mi riaddormento.
Al mattino però ho sintomi spiacevoli mi sento come un sacco vuoto e paradossalmente pesante, la mente è lucida ma il mio corpo si trascina e tutto diventa lento nonostante l'occhio attento all'orologio, così sono uscita da casa in perfetto ritardo.
Le strade erano intasate dal traffico e tutti i rossi li ho presi io, all'ingorgo della rotonda stavo comodamente in coda attendendo che riprendesse il flusso, così arrivo in ufficio con la sensazione di irreattività ad ogni stimolo esterno, come dentro una bolla d'aria.
Sono così pesta che faccio tutto automaticamente senza neppure dar troppo pensiero alle cose, chiusa nel mio angolo e nel mio silenzio... tutto sommato in calma apparente.
Tutta questa premessa per ragionare sul fatto della mia reazione all'ingresso di un collega che già è urticante per la sua screanza, la sua invadenza e quell'aria da soggetto affetto dalla sindrome di Peter Pan che tutto gli si deve perdonare, ma io riesco a tollerarlo fino ad un certo limite. Un metro e novanta d'imbecillità impacchettata in un fisico e una faccia d'attore porno!
E' sono certa che sente che l'ho misurato e mantengo debitamente le distanze, che la sua presenza m'indispone ma in condizioni normali riesco ad avere un rapporto professionale "normale" questa mattina no, decine di volte gli ho detto di bussare prima di entrare nella mia stanza, tanto che una volta l'ho invitato ad uscire e ripresentarsi bussando, lui lo prese come scherzo e lo fece, ma io non stavo scherzando.
Questa mattina insisteva su un determinato compito burocratico d'ufficio che andava fatto come diceva lui, ma non ho ceduto, più insisteva più mi sentivo offesa perchè l'approssimazione o il crearsi una regola a proprio vantaggio solo per lavorare il meno possibile mi è insopportabile soprattutto da un miracolato che non ha nè arte e nè parte solo "padrini" o "santi" che gli hanno fatto questo regalo per consentirgli un futuro dignitoso.
E' stata una coincidenza io tesa come una corda di violino di prima mattina con nessuna intenzione di vedere e sentire nessuno che non mi garbi e questo prepotente che ha un'esperienza lavorativa di due giorni con domani e viene a fare il saccente con me.
Com'è andata? Probabilmente avevo necessità di sfogare un bel pò di rabbia repressa non mi sono risparmiata... ecco ora dovrei urlare a quest'altro che occupa la scrivania difronte alla mia, si può sopportare uno che da circa dieci minuti urla al cellulare con un amico su chi ha ragione o meno sulla formazione dell'Inter? Sul "braccino corto" dell'allenatore... sullo storico della squadra, previsioni sul Campionato attuale e via discorrendo. Ecco ora sembra che si salutino e si danno appuntamento su Face Book per continuare la discussione, no continuano, fa pure le vocine in falsetto: AIUTATEMIIIIII!!!!.
Se il buongiorno si vede dal mattino, non voglio neppure immaginare quello che sarà il resto della giornata!
Meglio che mi sbatta sul lavoro, collega permettendo che con vocetta in falsetto si sta esibendo in lettura di articolo fresco di stampa sulla sua squadra del cuuu...ore dal Corriere dello Sport.
VOGLIO TORNARE BAMBINAAAAAA!!!!
Mic

venerdì 12 novembre 2010

IN UN PARCHEGGIO





Pioveva ed io così insofferente alle convenzioni non ho mai con me neppure un ombrello.
Ferma in un parcheggio osservavo la pioggia cadere. Pensavo a come certe cose accadono e non ci facciamo caso come la pioggia, chi se ne cura? Certo se ti trovi sotto un acquazzone pensi a trovare riparo e se la tua casa è sotto tre metri d'acqua maledici quelle precipitazioni continue e disastrose, ma se come me quell'altra sera ti fermi a respirare un pò di più sotto l'affanno condensato sul parabrezza e le mani ancora bagnate, i capelli gocciolanti puoi desiderare di aprire il finestrino e annusare l'odore che esala l'asfalto bagnato, gli scarichi delle auto che pesanti cadono a terra, puoi ascoltare i passi frettolosi delle persone e il ritmico rumore sul metallo dell'auto può cullare il cuore rasserenarlo o al contrario rendere ancora più pesante.
Così ho congelato in uno scatto l'assordante silenzio che riempe l'abitacolo intimo del mio essere fragile e sensibile, un silenzio più forte di quel rumore che batteva dall'esterno, che come pioggia precipita da un cielo per schiantarsi sull'asfalto e le pozzanghere non sono altro che lacrime di quella pioggia battente che non ha appiglio nè arresto solo precipizio.

Mic

 

mercoledì 1 settembre 2010

EMPASSE









La musica scivola con voce calda di messaggi subliminali.
La sigaretta si consuma fra le dita, sono immersa nel foglio bianco di questa pagina elettronica.
Vorrei riuscire a far emergere le emozioni e tradurle in parole, è il mio mestiere in nero so bene come fare per evadere tasse ed intascare memorie.
Ma questa notte ho un'incertezza, forse scrivere non mi aiuterà a sentirmi meglio, ho una timidezza dopo tanta sfrontata invasione di versi mai costretti o imprigionati.
Non ho colpa, ho un viso segnato d'esperienza, remissiva o disobbediente sono quella che sono ed ho imparato anche ad accettare tutti quei difetti che vergano il mio carattere, ma fa male aver smesso di vibrare e porto addosso l'ombra nera di quest' irremovibile empasse.

GOODNIGHT MIC








 


 

sabato 17 luglio 2010

Piccolo Aereo giocattolo






 



Ho la sensazione d'essere l'equivalente di un piccolo aereo giocattolo telecomandato.
Ho questa sensazione d'essere sotto il capriccio di una mano che ha potere su di me
mi fa decollare, avvitare e precipitare per poi riprendermi ad un pelo dal suolo 
per farmi nuovamente impennare con il muso verso il cielo, cambiare la traiettoria
e proiettarmi in una virata che fa vibrare tutta l'ala che taglia l'aria per non cadere
e poi ancora verso su e poi giù facendo rombare i motori al massimo.
Non c'è nulla di divertente ho la nausea e i miei organi interni si sono dati la mano
per rimanere saldi nelle loro sedi d'origine.
La mano silenziosa ed amata continua a guidare il mio destino
potessi avere la volontà di esplodere in volo colorerei il cielo di fuochi d'artificio
e lasciare ai suoi occhi la magnifica visione di una magia senza eguali.

Micol

p.s. le mie parole sono semplici perchè l'Amore per essere compreso ed elargito
ha bisogno d'essere tale.

 

sabato 12 giugno 2010

C.E.D.(Centro Elaborazione Dati)




 



Trascorro numerose ore a dormire, trascino il passo senza un vero stato di lucidità una volta in piedi.
Mi guardo intorno annebbiata con la vista destabilizzata dai fattori REM post veglia ancora in circolo.

Possiedo trenta miliardi di neuroni interconnessi tra loro ma è solo per contratto, la connessione da un pezzo ha problemi di gap junction.



Definirmi sognatrice è sottostimarmi.
Sono una centrale d'elaborazione dati
più è sostanziale e necessaria 
una valutazione della realtà
più si eleva il bisogno di ristrutturazione
attraverso lo stato di allucinazione onirica.
Contrattazione.
Costipazione Cerebrale.
Contraddizione.



Stasi elettroencefalotica. Stato di fermo biologico. Sinapsi elettrica attiva propulsione allucinogena, dove sono stata quel che ho fatto, si trasforma in immagini, suoni e voci dove cado in stato di illusione ipnagogica, un film in prima visione.



Ora sono stanca, il flusso energetico e vitale per rimanere sveglia sembra essersi improvvisamente esaurito dopo la concentrazione posta in questo scritto.



Vado a distendermi. Imposterò il programma sul ritorno al passato. Lo rivivrò captando elettromagnetismo che si propagherà nello spazio mio onirico trasportando quell'energia sottomarina d'onde theta e delta a cullarmi fra quelle braccia immense di un dio immaginifico concepito dall'amore d' Ipno e Notte - Stella fattasi Uomo - in lucido sogno pianeta d'altro Mondo dal quale mai vorrei tornare.
 



Micol©

lunedì 17 maggio 2010

Tra quelle cose buone



 




Dovrei trovare parole, parole che ora non ho. 
Parole che avevano un senso e oggi non so.
Dovrei cercarmi dentro le madie depositi di provviste,
tra cumuli di farina e semola grezza.
Sono tra quelle cose buone che vien voglia d'impastare
sporcarsi il naso ed il sorriso.

Micol

 




domenica 2 maggio 2010

Sogni di alghe naufragate





Immersa nella confusione di un fine settimana tra noia e polvere d'aspirare.
Lui non mi sente più ha smesso di rispondere alle mie domande o semplicemente di rivolgersi a me se non per chiedere notizie su camicie da stirare.
Non è ostilità la sua, solo abitudine alla mia presenza che in modo naturale quanto tragico, rotola giù dalla scala dei valori.
Apro il frigorifero: gesti automatici. Riempo il tavolo delle solite stoviglie: ho voglia di infrangere la ceramica dei piatti contro il pavimento appena lavato.
Supererò ancora questo giorno. Speculare privo d'anarchico commento.
Non nascondo l'irritazione, sotto il mio grido di ribellione soffocata sbattono le porte sottraendo le stanze dallo spazio in cui mi muovo.
Non sono le correnti d'aria. Chiudi. Chiudi tutto! Che nulla entri... che null'altro esca.
Soffocante!
Nastro corsorio!
... ed io muoio d'insofferenza, d'incompletezza.
Una parte di me vaga lontano.
Nessuno la cerca. Nessuno ha denunciato la sua scomparsa.
Ha bisogno d'aiuto, forse ha fame, sete, avrà freddo. Oppure no! Si gode la libertà di chi ha dormito su un letto di chiodi e camminato su pezzi di vetro.
Si gode la libertà di chi in quell'altrove non verrà cercato mai da chi non ha parole da rivolgerle.
Nel finale di un tramonto traccerà sogni di alghe naufraghe, derive su isole di ghiaccio.

Micol

sabato 10 aprile 2010

Mentire





Ho in mente qualcosa d'indefinibile che non riesce a prendere forma.
L'acqua e la sete sta al sale come al mare. Non mi piego  sulla faglia dell'irreparabile pur mentendo con la gola serrata d'aver paura.
Mentire a me stessa fa meno male, perpendicolare sulle punte cammino di lato sfidando la vertigine.
Qualcuno non comprenderà la mia contorsione, l'espressione e la nudità dell'esibizione.
Ho quest'innocenza di me che veste di velo e copre gli occhi .
Non maturerò mai la caduta ma vibrerò sempre del brivido del volo che ha lasciato la menzogna.


Micol



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