segui i miei passi

Photobucket
Visualizzazione post con etichetta emozioni sussurrate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta emozioni sussurrate. Mostra tutti i post

domenica 13 maggio 2012

A MIA MADRE







Vorrei farti un dono e sto cercando di riordinare le idee.
Non me la sento di uscire per comprarti un fiore: sono apatica!
Mà da un pò va così e tu lo vedi e ascolti il mio silenzio.
Ogni festa per me è un dolore, mammina verrò da te a darti 
un bacio a dirti quanto sei bella, a stringerti al mio petto.
Mamma sei tu il dono più bello e io chiusa nel mio mondo
fatto di specchi infranti non faccio nulla per
valorizzare questa fortuna.
Perdonami!
con infinito amore
Tua figlia






ringraziamenti:http://ggalleryslo.blogspot.it/2012/05/francine-de-van-hove.html





venerdì 9 marzo 2012

CONTAMINAZIONE SINESTETICA




... ed ora che sono giunta sopra il monte che mi resta da fare?
scendere per il sentiero che di strada ne avrò da percorrere ma mi porterà dritta fra le braccia dei miei avi o resterò sdraiata in un sofà d'erba e farfalle a guardare il cielo che programmi trasmetterà?
Bevo un infuso fumante di unicorni bianchi che galoppano in riva ai mari del nord e il vento attiva un ricordo e concepisce un profumo di corpi avvinghiati uniti mai in lotta d'amore e potere e se la tua pelle non ho mai morso io ne conosco ugualmente il sapore.
Sinestetica magia d'appropriarmi di un respiro dal vetro che imprigiona la tua fotografia, d'averlo sul mio fiato, e i capelli foglie strette di palmette e mani rami dramatizzano sulla mia testa la loro verità e ho difficoltà a tradurrne i segni ed il labiale, parliamo due lingue diverse inverse e bislacche da tirare fuori dalle tasche quando andrai al cinema a sgranocchiare per svilire la noia o la tensione.
La corteccia caduta scricchiola sotto il tuo passo ma non so dove stai e sto ferma sotto vento annusando la contraddizione termica del tuo corpo che sventra l'aria circostante e attendo nell' attenderti avvolta in un adagio che filtra sul mio udito la sola unica nota acuta che affilata stalattite trafigge l'arteria. Solo ora comprendo dopo aver attraversato, accartocciato, intrecciato, abortito il mio pensiero con quello altrui, che questa non è poesia e mai lo sarà solo un drenare di materia emozionale e scorie d'impulsi elettrici cerebrali.
... e continuo a pretendere un Angelo che trasfiguri ancora e poi per sempre la mia Arte e la mia Ragione in una Bellezza il cui tocco della mano sulla mia non posso fare a meno di cercare, una creatura chiamata Nostalgia contaminata dall'inclinazione sinestetica di cui sono posseduta
... e corro sul pianoro in alternanza di fuga e inseguimento dove io sono la preda e ancora io la cacciatrice,  vigile sul volo del rapace che si nutre da principio di bulbi oculari per accecare la vittima perchè si arrenda all'evidenza che prima del tutto era il nulla e prima che fosse luce era la notte più cupa come nella vittima la cecità e l'oblio.
Micol


domenica 19 febbraio 2012

ANATOMIA DI UN SENTIMENTO




Identifichiamo come centro dei nostri sentimenti ed emozioni il cuore, tutto convergerebbe su questo organo nemmeno tanto esteticamente romantico a vederlo nella sua anatomia, pugno e scrigno che fa da chiusa e custodisce un regno di pulsazioni, pulsioni, flussi, vibrazioni, sistole ed extrasistole e dilatazioni, contrazioni, sintomi e attività vitali, telaio di ingranaggi pulsanti per mantenere inalterato un equilibrio necessario per sopravvivere.
Ma è lì che le emozioni hanno potere più del cibo che alimenta e dell'aria che si respira. 
Una gioia lo fa sussultare lasciando che segua ritmi sincopati e diventa maestro che dirige il corpo in orchestra di fiati e corde.
Un dolore lo chiude in una morsa esalando tristezza in ogni vaso, fa sfiorire la primavera e sgorga mutandosi in lacrime.
Il rimpianto è un pittore maledetto che sporca il vivo del rosso, costringendolo ad un battito lento segnando un tempo che non gli appartiene.
Il cuore di cui si abusa e si estremizza, che catalizza gli influssi negativi e positivi di un'esistenza e gli elabora in sentimento.
E' il cuore il centro della nostra emotività? Responsabile o complice di un universo parallelo tra realtà e idealizzazione.
... e non so più dire TI AMO perchè il mio cuore è silenzioso, fugge dalla realtà e si nasconde per non pronunciare promesse vane e non consente di nutrirsi di parole d'amore per cui non ha orecchio e bocca per ricambiare.
Più non dico TI AMO, perchè il mio cuore non scende a compromessi e non contraddice lo sguardo verso la meta lontana, se il vento della notte più non risponde col soffio sopra la mia isola allora sarò terra arida abitata dalle ombre del passato e non riposa il cielo senza sole nè lune, sopra il mio costato ferito dalla punta della lancia di chi non ha perdonato.

Mic



lunedì 30 gennaio 2012

FRIABILE INTONACO DI PIXEL


CADE FRIABILE INTONACO
  DI PIXEL E LOGARITMO
  GUARDAMI ORA
  GUARDAMI ANCORA
  FINO ALL'ULTIMO SECONDO
  IN UN'AGONIA DIGITALE
  D'ILLUSORIA REALTA'
  ANGELO E DEMONE
  FOLLE E IRRAZIONALE
  ICONA IN ROVINOSA
  DESTRUTTURAZIONE
  D' AVATAR INGHIOTTITO
  NELLA VORACE DINAMICITA'
  DI UN BUCO NERO

TEMPESTA ELETTRICA

DEFOULT SERVERIZZATO

STACCATA LA SPINA

AMEN
MICOL FOREVER


THANK YOU FOR A GIVEN ME AN ANGEL!!!

I LOVE 'U



vivo concentrata nell'eutanasia del mio piccolo angolo virtuale

l'isola che mi ha visto felice, il cuscino assorbente delle mie lacrime, 
il mio giochino antistress, il liquido nero delle mie notti insonni
....
http://micolforever.splinder.com/



LE COSE CHE NON HAI FATTO - B. FERRERO

 fotografia proprietà e pubblicazione tratta da:


Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l'ammaccai? 

Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l'hai fatto.

E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve?

Credevo che avresti esclamato: "Te l'avevo detto!". Ma tu non l'hai fatto.

Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito?

Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l'hai fatto.

Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina?

Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l'hai fatto.

E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans?

Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l'hai fatto.

Sì, ci sono tante cose che non hai fatto.

Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.

C'erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non l'hai fatto.

Ma tu non sei tornato.



Una regola d'oro: passeremo nel mondo una sola volta. Tutto il bene, dunque, che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli subito.

Non rimandiamolo a più tardi, né trascuriamolo, poiché non passeremo nel mondo due volte.

BRUNO FERRERO






from:micoldanielsforever.iobloggo.com  25/01/2012  08.40 AM

venerdì 2 dicembre 2011

SENZA IMMAGINAZIONE


... E RINNEGANDO LA NATURA D'ESSER SOGNATORI



NON FAREMO CHE PRIVARE DELLA SOLERZIA DELL'ARTISTA



QUELL'OPERA CHE E' IL SENSO DEL NOSTRO ESISTERE.



mICol 

 






 

mercoledì 30 novembre 2011

PER ME E' IMPORTANTE





Non è vero che le stagioni non sono più le stesse di un tempo
E' il nitido ricordo di un novembre
quattro anni fa
l'ultimo giorno nel calendario
era tepore e mattino
il trenta
Adesso sul display scivola la traccia
impressa sulla scheda telefonica
l'ultima chiamata, ancora scolpito il periodo di conversazione
senza dote quella terra sconosciuta
che striscerà serpentino rimpianto
.
minuti
.
attimi
sensazioni
l'inchiostro nero s'allargava invadendo il mio campo visivo
dovevo ascoltare più attentamente la voce,
non la mia
un sortilegio malvagio strizzava il mio cuore
.
arco di ciglio sul sorriso in tensione
muscoli tesi, fiato irregolare
niente di definito
foglia d'autunno altrove cadeva
non lasciava speranze
.
ed il sole dai vetri chiusi entrando sherniva la scena
perchè dall'alto poteva vedere il seguito di quella pellicola
danneggiarsi sotto i suoi occhi

e ridere dopo aver chiesto la testa
del regista maldestro coprire la disperazione
col senno del dopo
con quelle stesse mani
con cui pensò ad un finale terapeutico

.
.
vorrei riscrivere la storia
vorrei riavvolgere il nastro
vorrei cancellare le incomprensioni
le distanze
le attese
le rinunce
...
vorrei bucare la nebbia che ci vieta di guardarci
pensaci
è inconsistente, penetrabile, volatile
non è reale
... noi lo siamo...
per me è importante.

D*



 

mercoledì 9 novembre 2011

FAI CIAO CIAO A PAPA'!





 



No mammotta mia non me lo posso ricordare, però sono sicura che in quel mentre che papà ci teneva in posa per immortalare quell'attimo tu l'hai detto, perchè nel tempo a venire te lo sentii dire ai miei bambini in quel gesto di guidare il braccino alzato a mimare il saluto: "Fai ciao ciao!"
La mia mamma! potrei stare ore a parlare di te e di noi e non basterebbe una vita per quanto ci sarebbe da dire e sorridere e purtroppo anche piangere, distacchi e rinunce, riabbracci e... tutto il resto.
Chissà se e quando penserai a me ti farai delle domande. Questa figlia che s'è fatta così silnziosa a cui hai visto spegnersi l'allegria, questa figlia che è diventata grande ma che ancora rimproveri perchè lo so che per una madre i figli in fondo non crescono mai.
La tua voce alta e piena di contentezza forse è la cosa tua che amo di più. 
Le mattine dei giorni di festa svegliarmi ancora come da ragazza, con te che al piano di sotto intoni una delle tue canzoni napoletane preferite:

"Tu che nun chiagne e chiagnere me faie,


tu, stanotte addò staie? Voglio a te! Voglio a te!

Chist' uocchie te vonno
n' ata vota vedè! 

oppure  Rose rosse per te e quante altre con mio padre che giù dalla cantina o nel cortile ti fa da controcanto fischiettando il motivo che tu fai vibrare nell'aria di volta in volta.


Amo quell'accordo, l'ho sempre amato e forse anche un pò invidiato, quell'esempio semplice anche nel sacrificio costante che avete dimostrato sempre uniti tu e papà, ed è quello che ho sempre cercato ma con poca fortuna.
Se sono stati commessi degli errori sono stati perdonati perchè l'Amore vince su tutto e io, e noi tutti, ti amiamo tantissimo.

BUON COMPLEANNO MAMMOTTA MIA
e non fare la furbina dire che non ricordi più quanti anni compi oggi
ma meno di trenta sicuramente io ti vedo ancora come allora nella foto.

TI AMO
TI STRITOLO DI ABBRACCI


MAMMA QUANTO TI PIACE CANTARE QUESTA?
PER TE!


 










sabato 22 ottobre 2011

sabato 1 ottobre 2011

Lo spazio semplice tra un minuto è l'attimo







Non occorre che ci sia una logica, la musica nasce dal caos perchè sia metronomo ad impartire il tempo e non ho a disposizione nessuna verità, sono insofferente ai cambiamenti per questo preferisco pagine dove il pulviscolo dei significati si è mischiato alla porosità della carta.
L'odore delle radici è pungente per quella fedeltà alla sua zolla di terra che una mano ha deciso di strappare, ma il solco ha una nuova interpretazione prima della ferita era grembo ora è lo spazio semplice tra un minuto diverrà l'attimo del seme posato per rigermogliare.
Quell'attimo pieno di ogni cosa e vuoto di niente.
Con semplicità ho inamidato la liana che mi fa oscillare come un pendolo afferrata dai piedi a testa in giù io vedo un mondo che corre concitato sugli assi di un parquet e non sa per quale direzione.
L'unica certezza che ho è che io so dove andare. 

For my dream


Mic

mercoledì 31 agosto 2011

MA_MAU AMIC(I)O MILO




Pensare che eri una creaturina così piccola rispetto a noi e hai lasciato un vuoto tanto grande.
Ci aggiriamo per casa disorientati e se ci incrociamo parliamo di te dei ricordi che ci hai lasciato.Ho scoperto che la Topastra ti aveva aperto addirittura un profilo su Face Book dove c'erano tante tue fotografie ed eri impegnato sentimentalmente con una micia.



Sono triste e stamattina prima d'andare al lavoro noi due ci siamo guardati lungamente negli occhi, sapevamo tutti e due che era il nostro ultimo saluto e tu hai preso a fare le fusa così forte che da giorni non sentivamo più perchè stavi male. In quel momento io e te ci comunicavamo tutto l'affetto e la gratitudine per il tempo passato insieme. Piccola creatura pelosa, quante volte ti ho trattato male e tu sei sempre ritornato senza rancore con il musetto furbo di chi sa che con qualche strusciatina rimediava un pasto a pranzo e a cena.
Ai tuo fratelli Feffo e Ale ho detto che sei stato un micione felice. E lo penso davvero. In otto anni hai fatto la vita da Aristogatto, questa era la tua casa in cui sempre tornavi e il mondo fuori era tuo per quella vita da felino semi-randaggio di cui eri padrone.
Milo, noi abbiamo imparato il tuo linguaggio, sapevamo quando miagolavi per fame o per sete.Quando salutavi per uscire e ci davi il buongiorno stiracchiandoti sulla porta.
Che gattone che sei stato. 
Quando sono rientrata da lavoro e ti ho visto sulle scale ho capito subito che il tuo sguardo era rivolto al portone perchè l'ultima cosa che hai fatto è stata quella d'aspettarci come facevi ogni giorno, tu avevi imparato le nostre abitudini e arrivavi da molto lontano solo a sentir il motore delle nostre auto.
Guardavi fisso con pupille ristrette e i tuoi occhi non parlavano più. Il tuo corpo morbido, caldo e peloso che tante volte avevo preso sulle gambe aveva assunto la rigidità e la sottigliezza dell'avventuto ciò che un giorno sei stato. 
Milo, me l'hai fatta anche oggi, sotto il tavolo della veranda.
Ma non mi sono arrabbiata.
Questa volta avrei voluto accarezzarti e dirti: fa nulla Milo,,, ma non farlo più!
Dove stai? sei a caccia di tortorelle e passerotti? Malandrino di un gatto. Ci manchi Micio.
e come ci salutavamo io e te quando arrivavi dai tuoi vagabondaggi e apparivi sulla porta? MA.mau!



 



MA.MAU AMIC(I)O MILO 





 

mercoledì 17 agosto 2011

I LIKE IT



 Il mondo è una montagna russa 
e io non ho messo la cintura di sicurezza 
forse dovrei tenermi forte, con attenzione 
ma le mie mani sono libere, nell'aria 
sto dicendo... 

vorrei che tu fossi qui 


"WISH YOU WERE HERE"
ICUBUS

 







... ed ora vorrei essere seduta al tavolino di una terrazza all'aperto con vista sul mare, sorseggiare un aperitivo che abbia tutti i colori del sole. Rilassarmi davanti ad un tramonto che si allarga liquido all'orizzonte dopo tanta arsura, dopo tanto caldo.
La mia anima nera freme a ritmo di una crudele poesia e l'assenza si tinge di note rock possenti come furia d'oceano.
Mic


 

martedì 9 agosto 2011

STRUMENTO FALLACE





 


Mero strumento fallace, la luce.



Immerge dimensione fra senso e suono che induce, 
persuade ed indugia  sulla trasparenza dell'onda

ipnosi tessile 



attraenti rifrazioni filtrano dal manifesto occhio riflesso.



Il senso sospeso di pulsioni d'abisso.




Micol©



 





     


   "INCOLMABILE" poesie di Micol



 



   (immagine ipertestuale)*

 

sabato 30 luglio 2011

RAMMENDO D'ORLO D'ONDA



ABITO CHE VENTO INCRESPA
INDOSSA IL MARE 
INCASTONATO DI CORALLO
IL FONDALE CRISTALLINO
LENTE D'INGRANDIMENTO
SOTTO IL CERULEO OCCHIO
DEL CIELO.

MICOL 29.07.2011

 





 
































 






































martedì 19 luglio 2011

FARDELLO







Fardello di me 
quattro lembi
legati l'uno sull'altro
nodi stretti in un pugno 
per sempre ricordare.

Micol©

giovedì 14 luglio 2011

NUVOLE DENSE DI P.ANNA




Sentire in lontananza il rumore leggiadro
di piccole cose come di manine rosee
che curiose pescano nella spuma dell'onda
favole di principesse e gioielli di conchiglie.
Perle cangianti i suoi sorrisi riflettono
lo specchio d'infanzia in gorgheggi d'echi gai
e tutt'intorno profumo di frutti di bosco frullati
per mischiare il dolce sapore di nuvole dense di p.AnnA.

Micol 

Auguri stellina
BUON COMPLEANNO!!

(4)



 

lunedì 6 giugno 2011

lunedì 9 maggio 2011

... E LA GIORNATA SI E' FATTA LUNGA ...





Ora che le giornate si fanno più lunghe, più lunga è anche la mia attesa perchè la notte avanzi a prendermi sulle ginacchia e m'accarezzi il capo.



... e sono ancora più inquieta.



La luce rivela ogni cosa agli occhi dell'uomo  ma la notte ha il fascino del mistero e accoglie a se tutto coprendo col suo manto di seta nera.



La signora in camice bianco dietro il banco della farmacia ha sorriso materna e mi ha dato un'età che non ho dimenticato ma mi prende in giro alle spalle, appaio così più giovane solo perchè ho cura della memoria, la coltivo ogni giorno e la mia pelle diafana quasi totalmente priva di rughe è solo il risultato della mancanza d'emozioni forti, d'espressioni estreme.



Non è una conquista perchè ciò significa che non ho goduto appieno la vita e avrei pagato per avere rughe segnate dalle risate, grida tracciate agli angoli degli occhi donate da amplessi sublimi, labbra ristrette dal cedimento procurato dagli infiniti baci e diapositive sulla fronte di luoghi ameni che non ho mai visitato.



Questo volto che appare sereno, lo sguardo vivace e aperto sul mondo, incorniciato dalla curiosa moltitudine di riccioli ribelli (unica ribellione visibile)  è la giornata che si è fatta lunga, troppo lunga ed il tramonto è solo cominciato ed è difficile per chi  mi guarda accorgersi dell'ombra dietro i miei occhi e il mio sorriso perchè sono come la notte accogliendo la memoria nascondendola alla luce perchè sia come appena venuta al mondo, priva della stanchezza degli anni e della rassegnazione senile alla separazione. Una memoria coraggiosa nella sua caparbietà d'insitere nel suo percorso alimentandosi dal solo scopo della sua esistenza.
Essere qui e nel tempo a venire.

Mic