Identifichiamo come centro dei nostri sentimenti ed emozioni il cuore, tutto convergerebbe su questo organo nemmeno tanto esteticamente romantico a vederlo nella sua anatomia, pugno e scrigno che fa da chiusa e custodisce un regno di pulsazioni, pulsioni, flussi, vibrazioni, sistole ed extrasistole e dilatazioni, contrazioni, sintomi e attività vitali, telaio di ingranaggi pulsanti per mantenere inalterato un equilibrio necessario per sopravvivere.
Ma è lì che le emozioni hanno potere più del cibo che alimenta e dell'aria che si respira.
Una gioia lo fa sussultare lasciando che segua ritmi sincopati e diventa maestro che dirige il corpo in orchestra di fiati e corde.
Un dolore lo chiude in una morsa esalando tristezza in ogni vaso, fa sfiorire la primavera e sgorga mutandosi in lacrime.
Il rimpianto è un pittore maledetto che sporca il vivo del rosso, costringendolo ad un battito lento segnando un tempo che non gli appartiene.
Il cuore di cui si abusa e si estremizza, che catalizza gli influssi negativi e positivi di un'esistenza e gli elabora in sentimento.
E' il cuore il centro della nostra emotività? Responsabile o complice di un universo parallelo tra realtà e idealizzazione.
... e non so più dire TI AMO perchè il mio cuore è silenzioso, fugge dalla realtà e si nasconde per non pronunciare promesse vane e non consente di nutrirsi di parole d'amore per cui non ha orecchio e bocca per ricambiare.
Più non dico TI AMO, perchè il mio cuore non scende a compromessi e non contraddice lo sguardo verso la meta lontana, se il vento della notte più non risponde col soffio sopra la mia isola allora sarò terra arida abitata dalle ombre del passato e non riposa il cielo senza sole nè lune, sopra il mio costato ferito dalla punta della lancia di chi non ha perdonato.
Mic