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domenica 28 marzo 2010

mercoledì 13 maggio 2009

La gatta pezzata

Sono sveglia dalle cinque del mattino.
Cercavo la posizione giusta per alleviare la crisi.
Seduta sul letto anche dopo la dose.
Non posso riprendere il sonno, il sibilo e l'affanno, con quel comporta cercare aria e non trovarla, l'autotrening per non cadere nel panico, mi spingono ad alzarmi.
Così ho salutato il nuovo giorno prima ancora che si svegliasse la sveglia.
La cucina era già invasa da una lingua di sole, da settimane il nastro della tapparella si è rotto e quella rimane chiusa un pò meno della metà o aperta un pò più della metà dipende dal punto di vista e da quanto si necessita di luce o di privacy.
La caffettiera svettava sul fornello pronta dalla notte prima, aspettava solo di essere accesa e il sibilo con insieme l'aroma si propagano per annunciare il liquido denso e scuro che avrei versato di lì a poco nella tazza. Sorseggio con il telecomando in mano.Ancora stordita dalla levataccia non comprendo bene le notizie. La Ferrari minaccia la ritirata dalla F1 - Dove sta la crisi? non ci sta nessuna crisi - Il Papa davanti al Muro del Pianto - Clandestini e sbarchi, sì e clandestini e sbarchi, no! - Città più sicure, un pensionato viene trovato privo di vita dopo che viene derubato nella sua abitazione...
Terremoto Abruzzo - Notizia non pervenuta.
Dopo la stampa cambio canale per ascoltare musica.
Tecno e gambe vertiginose sono in primo piano.
HO mal di testa, ma dopo l'antistaminico e il cortisone, un antidolorifico mi sembra eccessivo e passo.
Poi mi affaccio alla finestra e le rondini che puntano verso di me spaventate dalla mia presenza, cambiano repentine la traiettoria, il loro nido sta sopra la mia testa fra il cornicione e la finestra.
Gridano i piccolini e sui loro becchi teneri e aperti sorrido un pò acceccata dalla luce ancora non del tutto definita del sole che spacca sul monte.
Poi guardo sulla strada la vita che già si è avviata per raggiungere i posti di lavoro, le scuole, la messa del mattino.
E' allora che vedo la gatta pezzata.
Così era stata soprannominata, arrivava nel nostro cortile da chissà dove per nutrirsi dal piatto dei nostri gatti di casa.
Ora la vedevo con la schiena poggiata sul bordo del marciapiede e parte del suo corpicino peloso nascosto dalla mia auto.
Sul marciapiede passa qualcuno e la guarda.
Le rondini e le tortore cantano la lode alla loro giornata d'ali e cibo.
La gatta pezzata è immobile.
La gatta pezzata non ruberà più gli avanzi del pranzo e della cena dai piattini di plastica e vaschette d'alluminio destinati ai gatti del cortile.
Ora è una rondine, una tortora, un verdone... fra i rami degli ulivi, dei mandorli e dei peschi... ora è quell'uccellino che istintivamemnte cercava di cacciare.
E' contenta delle sue nuove ali, lo capisco quando scendo per salire in macchina e vedo sul suo muso il sorriso del sogno eterno.
Al cospetto della vita e della morte tra le quali sto nel mezzo col grembiulino profumato d'ammorbidente e seduta sul banco di un'aula piena di libri,  dimentico il mio affanno in mezzo al petto e vado per quella strada che ogni giorno si apre a nuovi disegni e lezioni.



martedì 28 aprile 2009

FEBBRE PAN_ICO_DEMICA


Sin dalla prima notizia relativa all'epidemia scoppiata in Messico di detta febbre pandemica suina mi sono chiesta qual'era il risvolto della medaglia.
Non mi fermo mai alla prima notizia, soprattutto non mi fermo mai davanti a ciò che CI VOGLIONO PROPINARE i media.
Come successe per l'HIV o la SARS  e l'influenza aviaria

Mi limito a segnalare questo articolo, che è in sintesi ciò che sono riuscita attraverso diverse fonti in rete a mettere in correlazione per dati e argomentazione le quali mie opinioni trovano soddisfazione.
Mic











di Marco Cedolin



"Prima la SARS, poi l’influenza aviaria, infine la febbre suina. Dall’inizio del secolo l’incubo della pandemia continua a riproporsi evocando i fantasmi di un lontano passato fatto di pestilenze e bubboni marcescenti, da leggere attraverso le lenti del presente che parla il linguaggio della guerra batteriologica, degli esperimenti con virus mutanti, dei laboratori segreti all’interno dei quali gli agenti virali vengono manipolati.
Come accaduto con la SARS e con l’influenza aviaria, anche l’epidemia di febbre suina che avrebbe già fatto un’ottantina di vittime in Messico e contagiato alcune persone negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, si manifesta fenomeno estremamente difficile da interpretare. Sia per quanto riguarda le conseguenze che l’epidemia potrebbe avere a livello mondiale, sia per quanto concerne gli intrecci politici ed economici che sempre si muovono sullo sfondo di “allarmi globali” come questo, destinati a traumatizzare pesantemente l’opinione pubblica.

Stando alle ultime notizie la situazione a Città Del Messico, dove l’epidemia avrebbe avuto inizio, risulta piuttosto grave. Le vittime accertate sarebbero 81 e le autorità hanno deciso la chiusura delle scuole e delle università, oltre alla sospensione delle messe in tutte le parrocchie cittadine a tempo indeterminato. Il Messico ha inoltre stanziato un fondo di 450 milioni di dollari per fare fronte all’emergenza.
Anche negli Stati Uniti, dove ancora non ci sono vittime ma si riscontrano 11 casi accertati di contagio, la questione sembra venire affrontata molto seriamente, dal momento che nel pomeriggio è stato dichiarato lo Stato di emergenza sanitario nel corso di un briefing convocato alla Casa Bianca per valutare l’evolversi della situazione.
La Commissione Europea ha finora negato la presenza di casi di contagio all’interno della UE, anche se alcuni casi sospetti sono stati riscontrati in Spagna e in Francia.
In Italia la Farnesina si è finora limitata a sconsigliare i viaggi in Messico e il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio ha rassicurato gli italiani dai microfoni di Radio Capital, affermando che il nostro paese ha dosi di farmaci antivirali in misura sufficiente per fare fronte a qualsiasi sviluppo dell’epidemia.

Sul fronte degli intrecci politico/economici che potrebbero nascondersi dietro l’epidemia, le ipotesi che stanno prendendo corpo, non solo sul web, sono svariate. Molti leggono nella vicenda la volontà si scatenare un’ondata di allarmismo ingiustificato, finalizzato a sostenere l’acquisto di farmaci e vaccini a beneficio del fatturato delle grandi industrie farmaceutiche. Altri mettono sotto accusa le ricerche militari sui virus nell’ambito delle quali l’epidemia di febbre suina potrebbe essere un banco di prova. Altri ancora, soprattutto negli Stati Uniti, guardano ad un’eventuale pandemia come ad un mezzo che potrebbe essere usato dal governo per imporre lo stato d’emergenza, ormai inevitabile di fronte al crollo economico che sta facendosi sempre più grave.

Senza dubbio la connessione fra le presunte pandemie (si pensi alla SARS e all’influenza aviaria) e le fortune finanziarie delle grandi industrie farmaceutiche è qualcosa di assodato al di là di ogni ragionevole dubbio. A questo riguardo risulta quanto mai interessante focalizzare per un attimo l’attenzione sulla multinazionale francese Sanofi - Aventis, presente in più di 100 paesi nei cinque continenti, che nel 2007 ha realizzato un fatturato di 27 miliardi di euro. Sanofi – Aventis risulta essere in Italia la prima azienda farmaceutica a livello nazionale, con un centro di ricerca a Milano e 5 stabilimenti (di cui uno a Scoppito in provincia dell’Aquila) sul nostro territorio ed è risultata fra le multinazionali del farmaco che maggiormente hanno incrementato i propri profitti in conseguenza dell’epidemia d’influenza aviaria. Basti pensare che nello scorso mese di aprile 2008 ha ricevuto dal governo USA un ordinativo di vaccino contro l’aviaria per il valore di 192,5 milioni di dollari.
Per una strana ironia del destino la multinazionale Sanofi – Aventis, lo scorso 9 marzo 2009 ha annunciato, tramite un comunicato stampa, la decisione d’investire 100 milioni di euro nella costruzione di un nuovo impianto per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica, che verrà situato proprio in Messico, in virtù di un accordo firmato a Mexico City alla presenza del Presidente francese Nicolas Sarkozy. Nel comunicato si fa inoltre espressamente riferimento alla “preparazione a possibili pandemie influenzali.” Questo scherzo del fato non è però rimasto isolato, dal momento che neppure un mese dopo, lo scorso 2 aprile 2009, la multinazionale Sanofi - Aventis ha annunciato di avere acquistato il produttore di farmaci generici messicano Laboratorios Kendrik, con un giro d’affari annuo di 26 milioni di euro, al fine di migliorare la propria posizione nei paesi emergenti. Acquisizione che consente oggi a Sanofi - Aventis di controllare circa il 15% dell’intero mercato dei farmaci generici messicano.


Il mese di aprile 2009 non è ancora terminato e proprio a Città Del Messico l’epidemia di febbre suina ha iniziato a mietere le prime vittime, scatenando il panico fra la popolazione, resta solo da decidere se credere o meno alle coincidenze.
Marco Cedolin






http://marcocedolin.blogspot.com/2009/04/
sale-la-febbre-suina-insieme-ai.html

*aggiornamento:
notizie ANSA.IT il numero dei decessi è salito a 152 morti in Messico l'OMS alza l'allerta.
Casi sospetti in Cina.
In Europa 1 caso in Spagna e 2 in Scozia.
Da Ginevra "Nessun Paese può dichiararsi immune"







mercoledì 22 aprile 2009

*Alessandro Bergonzoni - Sagace Parologiocoliere

SCIOPERO NAZIONALE DEI TELESPETTATORI







Ho avuto una visione,una visione senza tele!




Di Alessandro Bergonzoni


Ho avuto una visione, una visione senza tele! gente che invadeva un campo da calcio andava verso le telecamere toglieva le tele a chiudeva nelle camere tutti i calciatori e i tifosi per un anno a parlare tra se e se quindi in uno spazio molto ridotto...; i palinsesti si riassestavano sul nulla a tutte le ore, le trasmissioni di intrattenimento non trattenevano più nessuno, anzi tutti uscivano da se stessi e non ci facevano più ritorno; la prima serata era oscurata dalla seconda e la terza oscurava quella prima, e tutto era chiaro finalmente chiaro; il sabato sera era sostituito da Venerdì e Venerdì insieme a Robinson Crosuè portavano tutti in mezzo a un mare di guai e guai a loro se non ci restavano...; i conduttori venivano condotti dove potevano tenere una condotta più consona alla loro natura: diventavano cavi elettrici e finalmente capivano cosa vuol dire darsi una scossa... Le ospitate creavano emicranie tali da non riuscire a esser curate nemmeno con cachet miliardari; i casi umani di certi disumani venivano risolti da cani, cioè male e a morsi e rimorsi, (il rimorso di non aver smesso prima di fare trasmissioni bestiali); ballerine venivano imballate per poi danzare più spedite; annunciatori e annunciatrici boomerang (che erano diventati giornalisti per il vento che tirava), ritornavano annunciatori e annunciatrici; miriadi e miriadi di simpatici a se stessi che diventavano finalmente antipatici a noi stessi; "teleaspettari" che non aspettavano più e decidevano di andare a Ramengo ,a quel paese, o anche chissà dove, piuttosto che starsene con chissà chi a vedere chissà cosa per chissà quanto e chissà come; comici che ritornavano in teatro o al cinema o in radio o al citofono piuttosto che tornare in tv; giovani fan che presi da stima in se stessi smettevano d'esser presi per il catodo, leccavano meno gelati meno telefoni e meno idoli, e soprattutto, perchè essendo veri "fan", li mandavano a "fan" culò; cuochi che tornavano in cucina a lessare i marroni; concorrenti a caccia di soldi che sparavano idiozie e poi si sparavano anche tra di loro e nessuno in quel caso manifestava contro la caccia; direttori di rete che cominciavano a pensare; nessuno che si alzava più in piedi se premiavano un cretino alla carriera o una finta donna vestita da finta pantera; nessun giornale che scriveva più di chi ha fatto la storia della tv, anzi sembrava qualche critico cominciasse a togliersi dalla tv e ci raccontasse che storia è questa non quella della tv; pensatori che si accorgevano che non potevano far niente dall'interno perché la tv dentro non ha niente; sceneggiati reality e sit comedy interrotte dalla buon costume, dal buon gusto, di buon grado, dal bel tacer, dal buon padre di famiglia, dal bell'imbusto, dai Nas, dalla bella addormentata, dal buon samaritano, dal Buon Dio......
Ho avuto una visione, una visione senza tele! Sogno o bisogno?
Dipende sempre da quanto siam complici e conniventi di certi ambiti da deficenti! Da solo chi scrive di tv o fa tv non va avanti!!! Togliamo la nostra benzina, a forza di andare avanti solo a spinte si fermeranno...
Crescete e moltiplicatevi. Cresciamo e moltiplichiamoci.
Sempre vostro
Alessandro Bergonzoni


... FINALMENTE QUALCOSA D'INTELLIGENTEMENTE FOLLE!
UTOPIA... UTOPIA PURA!!
Mic

lunedì 20 aprile 2009

## in costruzione## una montagna di balle!



Una montagna di balle tratto dal sito: http://docutrashfilm.noblogs.org/

L'idea di scrivere sulle eco/balle - eco/mafia - che cosa ci sarà di eco-logico sulla spazzatura e il differenziato, mi riesce difficile crederci a parte la grande eco-moneta cash - ciclo e riciclo di malafare e mai come in questo caso parlare di puzzo pizzi e trini assume ramage allegorici.
Così da link a link di balzo in balzo ho visto e letto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare.
La Campania, Regione simbolo dello sfascio ambientale, (ma anche altre Città non sembrano essere da meno), che non fa altro che vivere un disagio or ga niz za to, per il tira e molla di garanzie mancate dallo Stato e poi Regione, Comuni e altri Enti pubblici e privati che capitalizzerebbero non sul materiale tangibile di scorie la cui origine è ben poco controllata e a dire il vero DOC in base a materiale di rifiuti tossici che inquinerebbero la catena alimentare per arrivare ad un altro bersaglio, forse una scheggia partita inavvertitamente, ma chi se ne frega se ad essere alimentate saranno anche le parcelle di medici oncologi e veterinai.
Sono quasi inorridita davanti alla testimonianza fotografica di capi di bestiame abbattuto che mostrava deformazioni anatomiche indescrivibili.
Agnellini con teste simili a conigli, animali con deformazioni agli arti, sullo scheletro.
Si parla di diossina.
Ma la diossina, se si consulta un quasiasi manuale scientifico di per se sembra non essere la responsabile di numerosi casi di cancro avvenuti nelle zone più esposte.
Però l'esposizione prolungata e costante,nonchè l'assunzione attraverso la catena alimentare provoca sia negli animali che nell'uomo patologie come l'azione perturbante della diossina sul metabolismo degli ormoni tiroidei della madre e nel feto, provocando anche disturbi dell'apprendimento. Ancora, caduta della fertilità, diabete e tossicità del sistema immunitario nei casi estremi molto simile al virus HIV.
L'aumento dei casi di tumori in alcune zone circoscritte della Campania, destano sospetti ma non clamore.
Si tende a nascondere tutto questo. Come i badili di rifiuti tossici sotterrati dagli anni '80 in vaste aree che a detta di chissà chi esse siano state "bonificate" e per questo reintrodotte nell'ambiente a disposizione di chiunque compreso l'utilizzo di queste aree in pascolo.
Intanto la storia di qualche tempo fa ci racconta che le ubicazioni dello stoccaggio per la mole di spazzatura siano state individuate, alcune Regioni, tra  cui la Sardegna, offre siti  per l'approdo di scarti, ma al porto di Cagliari è indimenticabile il blocco dello scarico delle merci il cui afrore invase la città, da parte di un bel numero di cittadini, compresi esponenti della politica locale
. Sottovoce si diceva che non si assicurava che ci fosse solo spazzatura "condominiale", non era stata certo differenziata nè controllata, qualsiasi materiale poteva essere fra quegli scafi fosse pure scoria nucleare.
..(continua)./..

venerdì 17 aprile 2009

LADIES AND GENTLEMAN

Anno Zero, un'altra puntata dedicata alla situazione d'urgente e massima priorità al reperimento di fondi statali per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto in Abruzzo. In scaletta  fatti e misfatti, inciucci, verità nascoste, piani di prevenzione calamità, responsabilità e irresponsabilità, destra e sinistra, "qui carta canta" dello stimatissimo Antonino Di Pietro, i ragazzi della "Casa dello Studente" dell'Aquila... i genitori e famigliari con le foto in grembo dei ragazzi che non ci sono più della "Casa dello Studente", crollata su tesi di lauree, borse di studio, sogni e progetti, giovani vite spezzate, futuro imprenditoriale della nostra Italia malata conclamata.
le mie lacrime sulle loro storie, sulla richiesta di giustizia da parte di tutti, vivi e morti, offesi e beffati.
Le vignette di Vauro, la via crucis di Vauro... Le nonnine centenarie nelle tendopoli, i falò per le notti trascorse sotto lo spettro della paura del lupo terremoto...
la signora Responsabile della Protezione Civile, il pubblico che applaude, il pubblico che annuisce, il pubblico che si perplime... il pubblico siamo noi.
I soldi pubblici sono i nostri.
le tasse le paghiamo noi.
Ma torniamo alla trasmissione e in particolare sul momento che personalmente ritengo sia stato il clou
Questa sera finalmente, se prima non avevo ben compreso nella sua totale consistenza il significato della tanto discussa New Town proposta dal nostro Presidente del Consiglio ,questa sera dicevo per me è giunta la rivelazione.
Siori siori venghino, da questa parte, PREEEGO, potrete ammirare l'esemplare a dire il vero ancora da definire, un primo abozzo che già ci piace:


LADIES AND GENTLEMAN
THE
NEWWWW TOOOOWNN!!!!




Intanto vado su Wikipedia e chiedo di darmi un'idea più precisa su chi e che cosa sono le new town (anche se  nella Milano 2 ci andai per far visita ad una zia diversi anni fa).
Bene, bene... andiamo a leggere:
Le new towns, dette anche "città giardino" (in realtà "figlie" della città giardino), sono sorte in Inghilterra a partire dal 1947 per controllare la crescita preoccupante di Londra. Le new towns inglesi sono ben collegate con la capitale tramite servizi ferroviari ed autostradali provviste di tutti i servizi, dai cinema alle università. Vi vivono attualmente circa un milione di persone.
Le new town seguono generalmente lo stesso schema urbanistico: al centro si trova un'area amministrativa-commerciale, circondata interamente da quartieri residenziali, separati da parchi e piccole aree agricole caratterizzati da colorate villette a schiera con il tradizionale giardino (da cui il nome; in verità Ebenezer Howard, inventore della "città giardino", intendeva, usando tale termine, qualcosa di più sostanziale e complessivo). Le new towns hanno conosciuto un successo internazionale e il loro modello è stato esportato in tutto il mondo.

Le new town in Italia
Negli anni del boom economico per frenare la crescita incontrollata delle grandi città (Roma, Napoli, Milano, Torino) vennero proposti progetti di new town da realizzare anche in Italia. Si parlò molto della costruzione di due new town, una a nord e una a sud di Roma, collegate alla capitale tramite due superstrade ma poi il progetto cadde nel vuoto. Oggi, l’unico esempio di new town italiana è Milano 2 costruita negli anni Settanta dalle imprese edili di Silvio Berlusconi, mentre un tentativo (fallito) in tal senso è rappresentato da Librino, quartiere satellite di Catania.

Pro e contro le new town
Oggi, i pareri degli urbanisti e degli architetti sono discordanti riguardo il modello delle new town. Gli ideatori e i suoi sostenitori hanno sempre sostenuto che le "new town" garantiscono ai suoi abitanti un ambiente ideale perché uniscono le comodità cittadine (presenti nella new town e comunque sempre vicina e ben collegata alla metropoli) all’amenità e alla pulizia della campagna, in quanto buona parte del territorio della new town è tenuto a parchi e giardini. Ma per molti architetti le new town rappresentano una sorta di ghetti moderni con edifici di scarso valore architettonico e soluzioni urbanistiche banali.


Il progetto ancora embrione mostrato in trasmissione aveva le seguenti caratteristiche:
La città si svilupperà in due piani, uno sotterraneo per i parcheggi  auto perchè all'esterno non ne dovrà comparire una per dare l'immagine di città ecologicamente pura... altissima e levissima!
Sarà alimentata da pannelli solari per l'energia, ci sarà molto verde e si svilupperà in una sorta di aree circolari con al centro tutte le strutture essenziali al governo della città.
Fin qui abbastanza coerente con il concetto di new town.

Sì, ok! tutto molto bello e funzionale... mi sfugge un particolare... ma prima della New Town non sarebbe meglio spendere energie, sia in comunicazione che ovviamente finanziarie per progettare e ricostruire ciò di cui quella popolazione ha urgente bisogno?
In dieci giorni si sono tirate su tendopoli e si è già pagato un team di esperti per lo studio e la progettazione di qualcosa di avveniristico.
Ma mi allaccio ad un articolo del Corriere della sera.it

Ricostruire lontano. Nella new town



L’Aquila e l’idea lanciata da Berlusconi. Il sindaco: parliamone Il no degli ambientalisti: meglio recuperare il centro storico



L’AQUILA— L’idea di una città nuova, tra questa gente devastata dal sisma, non passa inosservata. Berlusconi usa il termine inglese, new town, ma il messaggio che passa è quello della traduzione letterale italiana: e una nuova città qui, in queste ore, significa una nuova speranza, quasi una nuova vita. Tanto che circolano già ipotesi, anche se a dir poco premature, sul luogo: c’è chi dice Coppito, frazione vicino all’aeroporto. Ma in ogni caso perfino il sindaco Massimo Cialente, allo stremo dopo giorni ininterrotti di dolore e lavoro, perfino lui, primo cittadino del Pd, non se la sente di chiudere, di dire no, di sbattere la porta in faccia agli investimenti. Ha molte perplessità, certo, ma ripete «valuterò», dice che «è da tenere in considerazione, da capire bene».



Le parole del presidente del Consiglio annunciavano «la prima new town del Piano casa» vicino «all’Aquila vecchia». Ma poi che ne sarebbe del centro storico? Si svuoterebbe? Finirebbe per essere abbandonato? Il dibattito fa discutere architetti, urbanisti, ingegneri. E politici, ovviamente: dicono tutti no, o quasi, dai Comunisti italiani all’Udc, dai Verdi al Pd. Berlusconi ha detto poche parole, l’altra sera: la new town «può essere costruita vicino all’Aquila vecchia, un insediamento da far sorgere accanto al centro storico così da dare continuità alla realtà abitativa e alle radici del posto». L’idea, urbanisticamente parlando, «è vecchiotta— come spiega uno degli architetti più affermati di questo territorio, il settantaseienne Giuseppe Santoro — e può essere considerata purché nel rispetto della storia, che non può essere né abbattuta né sostituita».


l'articolo prosegue al link

http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_08/
alessandro_capponi_ricostruire_lontano_nella_new_town_
8e2dcbd6-23fd-11de-a75a-00144f02aabc.shtm

la mia umile opinione è quella che probabilmente in questo momento la necessità maggiore come tutti d'altronde chiedono e spiegano che sia prioritario ricostruire dove la mano del terremoto ha distrutto per riconsegnare le radici a questa gente sfortunata.
Concludo con l'appello finale del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente estratto dall'articolo succitato:
 «Non c’è neanche una chiesa agibile per la Pasqua, e a noi servono aiuti, aiuti, aiuti ».

C'è molta confusione e lo spettro troppo spesso menzionato della "piovra" che si dice stia già assumendo ragionieri per compilare i propri registri di cassa su possibili vincite al terno secco 27 79 90.
(se li giocate e vincete sul serio contattatemi, è un terno che ho tirato su in questo istante io!)

... e anche per questa notte, fra il ticchettio della mia amica tastiera,e la luce del monitor, tendo un pensiero a chi sta peggio di me e un abbraccio affettuoso a quei cuori sofferenti.
Goodnight
Mic



ops... dimenticavo che si è parlato anche di scudo fiscale per aiutare l'Abruzzo, ma già si dice che il "costo del rientro" di capitali anzitempo estradatti per isole felici, subirà oscillazioni fra il 2 e il 4% ben poca cosa rispetto a quanto si legge su quest'altro articoletto tratto www.tio.ch il portale della svizzera italiana:

SCUDO FISCALE
Il terremoto nell’Abruzzo fa tremare le banche elvetiche


LUGANO - Le prime stime valutano in 8-10 miliardi di euro il costo della ricostruzione e dei lavori necessari per evitare che in futuro un nuovo sisma, in un area ad alto rischio come l’Abruzzo, causi una tragedia analoga a quella che ha colpito in queste ore L’Aquila, Onna e molti altri paesi della regione. Le onde sismiche registrate anche dai sismografi rossocrociati potrebbero causare larghe crepe negli istituti bancari svizzeri; la notizia di un nuovo scudo finanziario, appare oggi sui maggiori media italiani.



L'importanza di reperire soldi per l'Abruzzo - In un momento molto delicato, sia dal punto di vista economico, sia da quello sociale, l’importanza per il governo italiano di reperire i fondi necessari al risanamento della regione travolta dal terremoto e dell’economia tricolore rappresenta senza dubbio una priorità. Il ministro Giulio Tremonti si è sempre dichiarato contrario ad uno “scudo fiscale 2” per facilitare il rientro di capitali, ciononostante l’analisi e la previsione effettuata dal portale italiano mette senza dubbio sul chi vive le piazze finanziarie elvetiche.


Un tesoretto da 50 miliardi - Secondo quanto scrive italiaoggi.it sono due le aliquote progettate negli uffici del ministero dell’economia. Rispetto al primo, e per ora unico scudo fiscale italico che aveva fissato al 2,5% il “costo del rientro”, la versione sulla quale dovranno probabilmente esprimersi i ministri italiani domani proporrà due tassi, entrambi superiori al 10% ma differenti in base all’effettivo rientro o meno dei capitali. Il tasso maggiore sarebbe riservato ai capitali che, dopo essere stati dichiarati verrebbero comunque mantenuti all’estero; eventualità non da scartare dato il rischio conseguenti al crollo del segreto bancario non sono da scartare. Nonostante le aliquote decisamente superiori rispetto a quelle della prima versione del condono, perchè pur sempre di quello si tratta, i più fiduciosi nei corridoi del governo italiano sperano in un tesoretto di circa 50 miliardi di euro. Sufficienti alla ricostruzione in Abruzzo e molto utili al sostegno all’economia e l’industria della penisola in questa fase di crisi.


(meglio chiudere altrimenti leggo tutta la notte )


clik!


 



giovedì 16 aprile 2009

Sotto il Gran Sasso ci son tre conche...

Quando mi picca che qualcosa attira la mia attenzione divento un segugio e fiuto e seguo tracce e ancora fiuto così da trovarmi davanti all'incredibile ... c"hi l'avrebbe mai detto?"
Ecco che acceso il pc sono entrata sul sito di Vauro a rivedere le vignette incriminate mostrate nella trasmissione Anno Zero del 09/04 e poi digitando "Terremoto - Abruzzo" su Google questa volta ho aggiunto qualcosa del tipo "segreti e misfatti terremoto in Abruzzo"... o similari.
La RETE, non per nulla si definisce tale, ha attirato a se tanti pescetti azzurri e ta tan, i miei occhi si stan facendo piccini dal tanto materiale di lettura per questa volta mi limiterò a fare copia incolla dell'articolo che seguirà., non escludo aggiornamenti.. in esso qualcosa viene detto che accomuna tanti nostri ragazzi sardi morti prematuramente.
Ovviamente nulla viene dato per scontato, la mia curiosità è stata premiata dal fatto che tale notizia io la ignorassi e non mi sta bene, che venga taciuto un eventuale provvedimento di controllo e si rassicuri la gente comune.
Tutto qua, il mio appunto e il mio disappunto!

***

ma prima vorrei ancora ricordare che un intero capoluogo di Provincia lotta di ora in ora, fra scosse continue e tempo impervio per riappropriarsi di un barlume di normalità.
In serata ho seguito la trasmissione EXIT e ancora una volta mi sarei dovuta stupire, ma non ci sono riuscita, sulla denuncia devastante della realtà economica che l'Abruzzo stava affrontando  prima che il  terremoto  colpisse al cuore.
Sempre solidale e vicina a tutti, comprese tutte quelle voci che escono fuori dal coro delle testate giornalistiche di Stato che in questi giorni ho avuto modo di conoscere sempre grazie a questo mezzo di "locomozione" che è INTERNET.

CORAGGIO, NON SIETE SOLI!!!

Mic



...ed ora
BUONA LETTURA


Laboratori nazionali del Gran Sasso




" Dopo il terremoto che ha colpito l'Abruzzo vari paesi esteri ci hanno offerto aiuto.
Erano pronti ad inviare uomini e mezzi. Il Governo ha rifiutato affermando che non ne avevamo bisogno.
Berlusconi ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Ringraziamo i paesi stranieri per la loro solidarietà, ma invitiamo a non inviare qui i loro aiuti. Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze, siamo un popolo fiero e di benessere, li ringrazio ma bastiamo da soli”.

Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze? Siamo un popolo fiero e di benessere? Bastiamo da soli? Ma se i terremotati dell'Irpinia è trent'anni che vivono in prefabbricati e cenano con pantegane che sono più grandi del mio cane (che pesa 45 kg).
Poi ho letto che il Governo ha rifiutato gli aiuti di uomini e mezzi, ma accetterà volentieri quelli economici........sempre, ovviamente, perché siamo un popolo fiero e benestante...
 Poi, però, una domanda mi è sorta spontanea: perché l'Italia non vuole personale straniero nelle zone colpite dal terremoto? Così ho provato a cercare di capire cosa potesse esserci di “particolare” in quelle zone.
Due i risultati:
1. Sotto il Gran Sasso, a 1.400 metri sotto terra ci sono i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS), i più grandi laboratori scientifici sotterranei del mondo. Detti laboratori sono di proprietà dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
In cosa consistano questi esperimenti è facile immaginarlo trattandosi di FISICA NUCLEARE, comunque qualcosa, solo qualcosa, è consultabile visitando il sito:
http://www.lngs.infn.it/home_it.htm .
Quanto materiale chimico, radioattivo, nucleare era presente nei laboratori al momento del sisma? Quali esperimenti erano in corso? Ma sopratutto quali e quanti danni ha subito la struttura? Perché i media non fanno un solo cenno a tutto ciò? Interi paesi sono distrutti, l'Aquila è una città fantasma e del più grande laboratorio di fisica nucleare del mondo, situato a 1400 metri di profondità sotto il Gran Sasso, zona colpita dal sisma, non si dice nulla? Se le strutture hanno retto perché non dirlo? Cosa successo a 1400 metri di profondità?
2. Vicino a Sulmona, poi, sotto le colline di S. Cosimo vi è un notevole deposito militare, chilometri di tunnel sotterranei con tanto di ferrovia privata. Meno di un anno fa, il deposito di San Cosimo è stato al centro di un'aspra polemica che aveva costretto il generale di Corpo d'Armata Giorgio Ruggeri ad affermare: “Nel deposito militare di San Cosimo non c'è nulla che possa rappresentare un rischio ambientale o una contaminazione radiologica pericolosa per la salute della popolazione residente. Posso affermare con estrema certezza che gli ipotetici casi di malattia non sarebbero assolutamente collegati alla presenza del deposito e che non sarà smantellato perché rappresenta per l'Esercito una presenza strategica sul territorio”. Personalmente non mi fido molto delle rassicurazioni date dall'esercito, sopratutto dopo quanto fatto con i nostri soldati e l'Uranio impoverito: ricordiamo che 2000 nostri soldati che hanno partecipato alle missioni all'estero sono tornati ammalati di tumore. Dal 1977 vi erano circolari e relazioni scientifiche che avvertivano del pericolo dell'esposizione dei militari alle particelle di uranio impoverito, scarto nucleare usato per rafforzare gli armamenti. Dal 1984, erano state emanate, dalla Nato, precise norme di protezione per chi operava nelle zone a rischio. Ma l'Italia, che pure fa parte della Nato, sino al 1999 non recepisce. Ma la vergogna più grande avviene dopo. Infatti, i nostri soldati, una volta ammalati, hanno chiesto un indennizzo al Ministero. Sapete cosa dovevano firmare per poter ottenere l'indennizzo? Dovevano firmare un foglio in cui affermavano di essersi ammalati per paura! Si esattamente così. Non per l'uranio impoverito, la cui pericolosità è provata da innumerevoli relazioni scientifiche, ma per “strizza da sentinella”.
Ora, se l'esercito tiene questo comportamento con i suoi soldati, con buona pace dello “spirito di corpo”, mi riesce difficile pensare che possa comportarsi con maggiore correttezza con la c.d. “popolazione civile”.
Ma, a parte questa mia considerazione personale, la domanda è un'altra: ha subito danni quel deposito? Se si, quali e quanti?
Anche in questo caso, da parte dei media, assoluto silenzio. Segreto di Stato! Dunque, nella zona colpita dal terremoto ci sono: - il più grande laboratorio sotterraneo di fisica NUCLEARE del mondo; - un deposito di armi (non si sa quali) ed esplosivi con tanto di ferrovia privata. Perché nessuno ne parla? Cosa è successo a quelle strutture? Sono state danneggiate? Ci possono essere state fuoriuscite di materiale radioattivo? Nulla, il più assoluto silenzio, meglio fare un servizio giornalistico sulle uova di pasqua nelle tendopoli. "

http://paolofranceschetti.blogspot.com

FONTE http://lombardia.indymedia.org

martedì 7 aprile 2009

Il mostro ha un nome: Terremoto!





Ho trascorso gran parte della giornata ad assistere su Rai News24 e altre edizioni gli avvenimenti succeduti al terremoto avvenuto nella notte scorsa alle 03.32 a L' Aquila.
Profondo sgomento per quanto accaduto.
Continuo a chiedermi se le avvisaglie delle giornate scorse, le continue scosse, alcune testimonianze parlano di scosse nella serata precedente al disastro, non fossero sufficienti ad allertare le Istituzioni e la Protezione Civile.
Un episodio alquanto discutibile quello che ha visto protagonista il tecnico ricercatore dei laboratori del Gran Sasso, professor Giampaolo Giuliani che si è visto denunciato per procurato allarme dopo che nei giorni scorsi aveva annunciato l'arrivo del terremoto, notizia accolta non con poco panico dalla popolazione già tra domenica e lunedì scorso, tanti erano scesi in strada con bagagli e pronti ad evacuare.
In definitiva tutto è rientrato.
Gli esperti asseriscono che un terremoto non si può prevedere.
Ma gli elementi (da assoluta inesperta) mi sembra fossero tutti sulla carta, compreso l'aumento dell'attività sismica registrata dai sismografi a poche ore di distanza dalla forza distruttiva della scossa, di magnitudo 5,8 corrispondente all'ottavo-nono della scala Mercalli che ha devastato il centro del L'Aquila e i paesi limitrofi dei quali nomi oramai sono tristemente noti a tutta la popolazione nazionale.
L'arrivo dei soccorsi è stato precipitoso, l'Unità di Crisi ha immediatamente attivato ogni protocollo perchè si procedesse in maniera razionale.
Ma davanti alle vittime, il cui numero è destinato a salire,niente appare razionale.
Mi sento profondamente colpita. Le scene a cui ho assistito in televisione hanno toccato la mia sensibilità civile e morale.
Penso a tutte quelle persone che hanno perso la propria casa, trovarsi per strada vestiti del solo pigiama, spaventati, feriti, impotenti difronte all'ineluttabile e privati della propria identità, in altri casi, doveroso e triste dirlo, privati dei propri affetti più grandi.
La casa è il punto di riferimento della propria vita, della propria quotidianità, l'affetto benchè un bene materiale che racconta il vissuto di una famiglia. Ora solo macerie.
Piango le vittime, soprattutto mi fa male pensare ai bambini periti fra i loro giochi, in quell'ala che doveva infondergli sicurezza, il loro lettino.
Piango con le madri, le mogli, i mariti, i figli... tutto andato perso irrimediabilmente.
Il patrimonio storico è ora un' ammasso di detriti polverosi che non potranno più testimoniare le loro epoche e la loro bellezza architettonica e d'arte. Desolazione per quei paesini caratteristici che la furia devastatrice della Terra si è portata appresso.
La mia impotente solidarietà va a tutti quelli che sono stati colpiti da questo terribile evento.
Da qui posso solo donare la mano della mia immensa tristezza e preoccupazione.
Il mio abbraccio in questa prima notte all'addiaccio.

Mic




sabato 4 aprile 2009

Whay does my heart feel so...

Nello spot  di una nota bibita color catrame si narra del viaggio di un nonnino centenario per assistere all'evento straordinario della nascita della pro-pro- nipotina.
Lei fa la sua dolcissima apparizione con il cordone ombelicale ancora da tagliare, successivamente riposa nella culla con evidente soddisfazione per la missione compiuta in quel giorno memorabile della sua nascita.
Per tutto il tempo in cui scorrono le immagini in sottofondo si sente il monologo del nonnino in varie riflessioni sulla vita. Concludendo con un augurio rivolto alla piccola ma anche a tutti quelli che presenti in quell'istante riceveranno la profondità del senso del messaggio:



La felicità esiste
sei qui
per essere felice!




ma allora...

...whay does my heart
feel so bad (?)







moby





Goodnight

Mic



giovedì 2 aprile 2009

Aprile





Aprile!

Già... Il tempo va, il tempo scorre.
Come la pioggia che veniva giù e il cielo sembrava contenerne ancora tanto nonostante l'incessante pianto.
Sono arrivata a mezzanotte, un orario simbolo di grandi decisioni.
- corri Cenerentola! l'incanto finirà se rimarrai ancora a bearti in un altro giro di valzer.
- corri Cenerentola, devi fuggire dalla favola, dall'Amore!
Il grande pendolo rintocca anche per te l'ora del passaggio dalla spensierata giovinezza alle responsabilità della donna adulta che sarai.
Aprile... fiori rosa, fiori di pesco!
sorrisi sporchi di cioccolata e tepori rosei sulle guance.
Pensieri disordinati mi trasportano, non confusa e felice come canterebbe l'isolana Carmen, ma più in sintonia in quell'Ultimo Bacio mia dolce Bambina di un Modugno andato via per sempre.
"....
magica quiete
velata indulgenza
dopo l'ingrata tempesta
riprendi fiato con intenso trasporto
celebri un mite insolito risveglio

mille violini suonati dal vento
l'ultimo abbraccio
mia amata bambina
eterno è il ricordo
di una pioggia d'argento
il senso spietato
di un non ritorno

di quei violini suonati dal vento...
l'ultimo bacio mia dolce bambina
brucia sul viso come gocce di limone
l'eroico coraggio di un feroce addio

... ma sono lacrime ... mentre piove.."

Le previsioni ci informano che pioverà fino a venerdì ma adesso il cielo è sereno nonostante le nuvole in assenza di vento stanno lì  a riposarsi prima di riprendere il loro ciclico viaggio.
In assenza di vento, tutto appare statico e quasi privo di rumore.
"Quando guardo il cielo cerco Te... distrattamente guardo il cielo e cerco Te... e mi sollevo"! (Giorgia)
Questa notte ho voglia di cantare, questa notte va così... e scioccamente MI SOLLEVO ... su con te!

Goodnight
Mic

lunedì 30 marzo 2009

Una scatola di mogano piena di lettere.




Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta:
Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo.



Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali.



Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom.



Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna.



Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità.



Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive.



Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle ?



Ti aspettavo.



Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni...i giorni...gli istanti...che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato.


O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo...Tu sei matto....e per sempre lo amerà.



Alessandro Baricco



mercoledì 28 gennaio 2009

Tatuaggi monocromatici sull'Anima


Ho ideato uno spazio essenziale dedicato esclusivamente alla Poesia che ho scritto nel corso della mia esistenza. Intendo raccogliere le mie creature edite ed inedite, alcune ritrovate nei diari adolescenziali, altre in fogli sparsi ... alcune erano solo delle frasi che ho successivamente elaborato... insomma una Moleskine virtuale senza arroganza né pretesa.
Per chi mi avesse chiesto dove avrebbe potuto leggere le mie opere, può seguirmi all' indirizzo sottostante che porterà sul mio neo-blog che aggiorno quasi puntualmente:



http://tatuaggimonocromatici.splinder.com/


Grazie
e
Buonanotte

da
MicolPoesia



 

lunedì 5 gennaio 2009

Vi ringrazio per l'invito ....

Ringrazio chi ha ancora tanta gentilezza da invitarmi a partecipare a  siti e blog collettivi di scrittura etc etc etc.... anche se siete amici o  per lo meno se non tali , ci siamo trovati ad avere in comune lo spazio e l'esperienza in luoghi virtuali per la simile passione del "poetare", qui non mi rincresce essere spietatamente sincera e dovervi negare la mia adesione.
Come già annunciato sul profilo del mio neonato blogherino MicolPoesia intitolato "Tatuaggi monocromatici sull'anima" (Titolo che in un'epoca non troppo lontana  era stato scelto per  essere quello in copertina del mio sognato libro che avrebbe raccolto la mia esperienza), ne sarà fatto uso esclusivo d'archivio delle mie cosiddette opere, perchè credo di poter affermare d'aver concluso ogni mio tipo di collaborazione e/o di partecipazione a tali "serbatoi" di "menti eccelse" quali siti e forum e community e varie ed eventuali di quella che con grande presunzione e volgarità (teso a significare popolare) vengono considerati siti letterari!
Perdonatemi, non ho  l'animo predisposto a distorte e disarmoniche comunicazioni fra ego-stimolatori del commento, rivelatori costanti di falsità ed egocentrismo.
In quest'ultimo periodo sto monitorando  una dettagliata ricerca di ogni mia pubblicazione "sparsa" per il web e dove possibile cercherò di cancellare ogni mia traccia.
Diciamo che mi ritiro da un sistema che usa la POESIA, una delle ESPRESSIONI ritenute tra le più NOBILI dell'ARTE, per meri scopi meno nobili, per Isolarmi in  un Eremo costruito a mia immagine e somiglianza.
Dove (spero) il piacere di scrivere non mi verrà tolto da pomposa sicumera e inoltre il significato AMICIZIA ha e avrà un forte connotato di affinità elettiva che non può essere sporcato da supponenza e invidia gratuita.
Rispetto la libertà di opinione e della parola scritta, ed è anche per attenermi a quest' umile convinzione, avendo compreso che tale concetto è  difficile da ritrovarsi in ogni luogo virtuale che comprenda veri e propri carnai, che chiudo i battenti e mi godo ogni frullìo d'ali della mia piccola e maltrattata poesia.
Non vogliatemene quindi... appena sarà scoccata l'ora e organizzato ogni piano d'azione, anche Micol morirà, lentamente senza che se ne accorga, forse l'eutanasia è già cominciata!
Lei era nata per la Poesia... ma la poesia è tutt'altra cosa di quanto invece le è stato destinato.

Buonanotte
e... comunque grazie per l'invito!

Daniela S.

mercoledì 10 dicembre 2008

Ti Ascolto ... in compagnia di Elvis!







CI SEI! IO SONO QUI! TI ASCOLTO!
GOODNIGHT MIC



Ascoltando Lui: il Grande, il Mitico, l'Inimitabile ed Unico ELVIS*













Elvis Presley - "Suspicious Minds"

giovedì 4 dicembre 2008

FAME DI CAREZZE (da un blog)



Mi capita ogni tanto di trovare nelle mie scorribande notturne sul web pensieri d'altri che mi colpiscono e in qualche modo entrano a far parte di alcuni ragionamenti, che io stessa mi sono trovata a fare... o appartengono ad alcune mie sensazioni ed emozioni.
Quando nel blog di una persona ho trovato questi suoi pensieri ho sentito il bisogno di fermare quell'istante riportando da me queste sue impressioni.
NOn ricordo il suo nome, il suo nick o quant'altro di lui... so che nel suo blog ho trovato tanta delicata manifestazione di un animo sensibile e acuto nel saper descrivere percezioni e sentimento.


Sarebbe  infinitamente  migliore un mondo dove  l'uomo fosse meno vile e smettesse di rinnegare la propria parte femminile, manifestare apertamente le proprie necessità che non sono debolezze come tanti pensano che siano. Fanno parte della nostra intima percezione dei bisogni naturali che hanno lo scopo di avvicinarci agli altri e mostrarci più disponibili alla condivisione di rapporti. Rapportarsi con rispetto e affetto, ci fa sentire rilassati e se ne beneficia tutti di un'apertura armonica che sempre meno è riscontrabile.
Ecco appresso i pensieri che ho voluto annottare in questo mio diario virtuale:

 

ultimamente mi ritrovo sempre più spesso a pensare che in questo breve viaggio di sola andata le relazioni umane sono l’unico mezzo reale che abbiamo a disposizione per colmare la nostra fame di carezze.

Recentemente ho letto che la psiche dell’uomo – per mantenersi attiva e unitaria nella sua complessità – necessita di un’adeguata ricchezza di contatti col mondo esterno attraverso gli organi sensoriali (si parla appunto di fame di stimoli, ossia fame di riconoscimenti, come di un bisogno basilare dell’individuo umano). Nel contatto tra persone la carezza rappresenta – per chi la riceve – il percepire che l’altro si è accorto di noi. Per contro, la deprivazione sensoriale (per i bambini come per gli adulti) è un deserto in cui nessuno si accorge della nostra esistenza.



Tutti sappiamo che esistono carezze fisiche e verbali: le prime, più vicine alla nostra fame primordiale, hanno un maggior impatto sullo stato dell’io Bambino. Le seconde, invece, si rivolgono alla persona in se stessa (è il caso di riconoscimenti quali “Sei un amico”, “Sei veramente in gamba”, “Ti voglio bene”, “Ti amo”).
L’aspetto singolare (e proprio per questo affascinante) è che in una situazione di vuoto quasi tutti noi preferiamo una carezza negativa a nessuna carezza, ossia siamo orientati a provocare l’ambiente che ci circonda per averne in risposta reazioni negative piuttosto che non averne affatto, poiché se è vero che l’adulto può resistere in una situazione di povertà di stimoli e di riconoscimenti, è altrettanto certo che questa resistenza impegna tutte le energie della persona.



Riuscire a vivere senza un costante rifornimento di carezze è senz’altro segno di forza e autonomia. “Ricordarsi del tempo felice” non sempre è “maggiore dolore”, come dice Dante: può anche essere la considerazione del valore della propria vita e di quanto abbiamo saputo fare, ed essere dunque nutrimento nei momenti in cui l’esperienza presente offre troppo poco al nostro bisogno di carezze.



Fame di carezze

http://menteindisordine.wordpress.com/2008/03/16/fame-di-carezze/



Fame di carezze



C’è però da riflettere su come questa specie di economia delle carezze venga alimentata da alcuni comandamenti negativi sottintesi nelle abitudini della nostra società (quali la povertà di segnali affettivi e di espressione dei sentimenti, l’obbligo di schermirsi quando si è lodati, l’insincerità nelle relazioni interpersonali): “NON dare carezze agli altri”; “NON rifiutare carezze indesiderate”; “NON chiedere carezze, pur avendone bisogno”; “NON accettare carezze, anche se le desideri”; “NON dare carezze a te stesso”.
Al contrario, è necessario regalare carezze agli altri, come e quanto lo si desidera; offrire carezze a se stessi; chiedere le carezze di cui si ha bisogno; accettarle quando ci sono gradite, rifiutarle quando non lo sono.



Questa prospettiva è un cammino personale di felicità.



GRAZIE ALIENO CHE GUARDI AD  UN MONDO FATTO DI SOLI UOMINI


O UOMINI SOLI


MIC



venerdì 24 ottobre 2008

*ESILIO *(continua sui commenti)



Io quella troppo empatica,
 troppo ricettiva...

l'ESILIO è l'unica terapia.
(elucubrazioni in una notte d'ordinaria follia)



... e la maestosità del canto sprigiona il mio assolo!
Mic









Janis Joplin



SUMMERTIME



Summertime, time, time,
Child, the living’s easy.
 Fish are jumping out
And the cotton, Lord,
Cotton’s high, Lord, so high.

Your daddy’s rich
And your ma is so good-looking, baby.
 She’s looking good now,
Hush, baby, baby, baby, baby, baby,
 No, no, no, no, don’t you cry.
Don’t you cry!

One of these mornings
You’re gonna rise, rise up singing,
 You’re gonna spread your wings,
Child, and take, take to the sky,
Lord, the sky.

 But until that morning Honey,
 n-n-nothing’s going to harm you now,
No, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no
No, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no
No, no, no, no, no, no, no, no, no,
Don’t you cry, Cry.