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sabato 5 novembre 2011

LACRIME DI FANGO







L'immagine del Grande Faber unisce due grandi realtà italiane, la Liguria e la Sardegna.
Lui genovese nato nel quartiere di Pegli con una ricca storia d'esperienze e sensibilità raccontata nei testi delle sue canzoni, un uomo di mare non poteva che scegliere di stabilirsi in un'isola nell'incantevole tenuta di Agnata verso Tempo Pausania.
De Andrè è l'immagine significante di un appello che circola da oggi su Twitter e Facebook. E' stato creato un gruppo per la raccolta di adesioni ed aiuti per le zone colpite tragicamente dalle alluvioni di questi giorni in Liguria e in particolarmodo a Genova.

http://www.facebook.com/fangosullemagliette




Mi piacerebbe con la divulgazione di quest'indirizzo contribuire con un'infinitesima parte ad aiutare una popolazione sconvolta che ha perso tutto e chi con il lutto nel cuore ha perso una famiglia. bambini che hanno provato il terrore e la peggior morte soffocate da un fango liquido portato dalla furia delle acque d'esondazione dei fiumi Fereggiano e Bisagno dopo ore di nubifragio, il mostro li ha imprigionati là dove credevano d'aver trovato rifugio, creature strappate dalle mani di una madre che credeva di proteggerle  tenendole strette a se, invece una furia devastatrice ha strappato portandosi via il loro respiro.

Come si può morire nel 2011 per un'alluvione per altro annunciata e allertata dai centri Meteo per giorni, morire in quelle strade così famigliari, che sono per chi ci vive vie abitudinarie, luoghi delle proprie residenze. dove sta casa quale tragedia scoprire che nulla è più sicuro.

Ritorna la memoria al terremoto all'Aquila, ricordo i racconti su quella casa dello studente che per giorni emetteva il suo intimo codice morse di morte, per giorni prima di quella terribile scossa del 6 aprile del 2009 alle 3.32 ha dato ragione a quei ragazzi che avevano capito, avevano denunciato, a quelli che avevano pressato per un controllo diagnostico dell'edificio che li aveva rassicurati. Loro in quelle stanze, nei loro piccoli mondi con i pochi arredi pieni delle loro storie personali, quei ragazzi non ascoltati cheper alcuni di loro la vita si è fermata a quella terribile mezz'ora dopo le 3 colti nei propri sogni di futuro.



Mi riallaccio alla tragedia ligure di ieri. L'allerta meteo non è cessata, si allarga al Piemonte e altre regioni anche se pur a zone e parte della Sardegna. 
Qui piove oramai da ore, dopo giorni di vento di levante, fortissimo e caldo umido un temporale con grandinata l'ha fermato. dopo di che la pioggia.


Le strade sono deserte, forse ciò che è accaduto ai nostri connazionali un pò ci mette apprensione.
Le strade si allagano facilmente e non drenano bene. I manti stradali idrorepellenti fanno scivolare l'acqua verso le cunette, gli apparati di scolo... non abbiamo fiumi importanti nelle vicinanze ma dei torrentelli, uno è stato circa vent'anni fa praticamente sotterrato per tirar su delle villette a schiera da una cooperativa edilizia.
Io mi ricordo quel fiume, il ponte. Lo attraversavo da ragazzina per arrivare a casa di mia nonna. Quando pioveva s'ingrossava non arrivava mai a livelli massimi, ma oggi che il cemento avrebbe voluto cancellare, ci sono storie che parlano di garage e scantinati allagati proprio in quelle villette a schiera costruite sul letto di quel fiume.



Poi non dimentichiamo l'alluvione che nel dicembre del 2008 a Capoterra si portò via case intere. Un fiume improvvisamente si riappropriò del suo naturale corso.


 


Lo Stato in tutti i casi ha sempre e solo fatto promesse, non ha nemmeno dato le giuste competenze e adeguato gli Enti e Servizi per la risistemazione e bonifica dei territori colpiti.


Pochi giorni fa un appello proprio da Capoterra, proprio da quella gente che è già stata colpita in previsioni di queste precipitazioni, chiedevano la pulizia dei fiumi e canali dove da tempo non si sono fatte più manutenzioni.


Accadeva questo quando i nostri nonni o i nostri padri avevano un patto con la natura?


Io ti lavoro, ti tengo sana e tersa e tu mi restituirai in cambio il frutto del mio lavoro, il pascolo per il mio bestiame, la legna per riscaldarmi, l'acqua piovana per le mie bestie e per i miei raccolti...


Sicuro che il rispetto dell'uomo verso la natura è mancato quando l'uomo ha sentito d'essere l'onnipotente ingegnere del cemento armato. 


La speculazione edilizia. L'impatto sulla natura di urbanizzazioni selvagge. La presunzione delle classi dirigenziali e dei vertici politici sul concedere autorizzazioni imprenditoriali eludendo analisi ed indagini geofisiche e geotecniche su quei specifici territori stanno facendo collassando l'italia.


Frane, smottamenti, la vulnerabilità delle città sotto le alluvioni, e se di certo un terremoto non può essere la causa di quanto detto sopra è vero che la concausa della distruzione avviene quando in un territorio soprattutto se geologicamente è sismico che almeno siano monitorati le abitazioni dei centri abitati, che vengano costruite con i criteri antisismici e non quelle quattro boiate su sistemi pneumatici antisismici che sono pure orribili da vedere, che quelle fanno un'impatto indecoroso sulla natura solo perchè il politico di turno (non voglio fare nomi e polemiche tanto chi mi frequenta sa già come la penso e quindi lascio... anzi passo) doveva dimostrare che "qualcosa per la ricostruzione" in una di quelle che fu tra le più belle Città storiche dell'italia, L'Aquila è stata fatta.



E' una spina nel fianco personale, la mia, per l'Aquila. Perchè il mio sogno era di andarla a visitare un giorno, mi aveva particolarmente colpito la storia che fosse il Centro di quel misterioso storico ed ideologico pensiero che avesse ospitato il Santo Graal.



Una storia che non è andata sicuramente perduta, ma che le mura possono testimoniare di essere state violentate prima dall'evento sismico e poi dalla mano di quell'uomo indifferente al patrimonio culturale e storico che essa si chiude in quel cuore grande di città ferita, non solo una mano speculatrice e capace solo di dare un'immagine di quella che fu una meravigliosa città di mura orgogliose, in quelle mura vedo solo l'immagine di un uomo decadente e spero che il buon Dio abbia misericordia delle sue miserie umane e di tutti i morti che si porta in quella coscienza che non ha.


 


Meglio il buon Faber.


Genova è una città generosa di talento, forza ed orgoglio. Si risolleverà. Con grande sacrificio ma ce la farà.


Spero che un'unica forza aiuti quella gente che in queste ore piange per non avere neppure un letto dove dormire o da mangiare per i propri figli.


In queste tragedie l'uomo, quello normale, quello che ha conosciuto il sacrificio e il dolore si fa in due, in tre e in quattro, si divide in tarti parti per dare se stesso in missioni d'aiuto verso i propri simili.
Per ricordare fra queste righe anche il sacrificio del volontario Sandro Usai di appena 40 anni, un eroe anche nostro che abbraccio, fratello nato in questa Terra che un giorno lo lasciò andar via come madre compassionevole perchè lui avesse l'opportunità di crearsi un futuro in quel confine di mare ligure. Così non è stato ma il coraggio della sua missione si è compiuto lasciando che il mare lo restituisse assieme a lacrime ed orgoglio.



Meglio Faber con le mani sporche di fango che un Cavaliere con l'elmetto da pompiere!

IL MIO ABBRACCIO A TUTTI I LIGURI A TUTTI I TOSCANI A TUTTI GLI ABRUZZESI A TUTTI COLORO CHE SOFFRONO IMPOTENTI PAGANDO UN GROSSO PREZZO CON LA VITA DEI SUOI UOMINI.

IO VI AMO!

mic


GENOVA O4/11/2011





 


p.s.
qualcuno mi conforti per favore.
Ho scritto il post ma poi per scrupolo sono andata a verificare se la foto in questione sia effettivamente un ritratto di Fabrizio de Andrè, dopo diverse googolate d'immagine questa pubblicata qui e sul profilo del gruppo: fango sulle magliette di FB, non appare. 
Condizionata dal pensiero che Faber è più volte citato e accostato per l'esperienza dell'alluvione in liguria del '70 e per il grande amore per la sua terra d'origine ho valutato istintivamente che quello fosse lui.
Se ciò non corrispondesse al vero sono pronta a correggere il mio "pezzo".
Grazie a chi vorrà rispondere.








 

venerdì 3 giugno 2011

IN NOME DI MADRE LIBERTA' E SORELLA DEMOCRAZIA




foto dal web - archivio Michael Yon (fotografo freelance) - guerra in Iraq 



Il Maggiore Mark Bieger culla una bambina iraquena – Farah – ferita a morte
dallo scoppio di 
un’ autobomba, un attentato ad opera di insorgenti che coinvolse
brutalmente un gruppo di ragazzini mentre correvano incontro a militari
statunitensi in pattuglia, per salutarli.




Non convince questa stagione piange pietosa su corpi libanesi riemersi dall'abbraccio delle acque a cui chiedevano libertà.



Strade che non conducono più da nessuna parte governate da cingolati tritatutto su pedoni incauti o troppo offesi da dittature e discriminazioni.



Libertà! Democrazia!



Nei canali di scolo scorre sangue piovano di giovani che non diverranno padri, bambine che non diverranno mogli e libri ancora aperti sull'ultima lezione d'economia sui resti d'arredi di un'aula colpita, scappavano con l'artiglio dell'orrore nella nuca, dalla mira del cecchino, cadendo poi in rigagnoli sui volti delle  loro madri e mani assottigliate dal dolore, dalla guerra e dal lutto posate sopra teli forniti dalla società della misericordia in cui s'allargarono fantasie di fiori rossi in un tam tam di libertà a sberleffo dei segnali di bombe e fumo con gli spari sopra un cielo ferito.
Non convince questa stagione e i telegiornali sono un bollettino funebre, ecatombe trascinata sulla striscia in sovraimpressione sul teleschermo; mi chiedo qual'è la corrispondenza tra spettatore e indifferenza, mi domando se la lucida follia dell'ignaro eroe è un sentimento di cui tutti siamo dotati o solo alcuni popoli ce l'hanno nel DNA cent'anni di guerre in nome di sorella DEMOCRAZIA e per la solitudine di chi ha sempre lottato per un'ideale d'indipendenza in nome di madre Libertà.

Mic

 

martedì 19 aprile 2011

LA VERITA' E' LA PRIMA VITTIMA DELLA GUERRA



IN MEMORY OF VITTORIO ARRIGONI









ADDIO VIK
Vittorio Arrigoni è stato strangolato dai rapitori durante un blitz dei miliziani di Hamas nella casa in cui era tenuto ostaggio a Gaza City





Vittorio Arrigoni è morto. Il suo corpo è stato trovato questa notte intorno alle 1.50 in un'abitazione nella Striscia di Gaza, nel quartiere Qaram, periferia di Gaza City. La notizia è stata dapprima diffusa da fonti di Hamas e poi confermata a PeaceReporter da un'attivista dell'International Solidarity Movement. Hamas, il movimento islamico che controlla il territorio della Striscia, non è riuscito a mediare per la sua liberazione. O forse non ci ha nemmeno provato. Secondo quanto riferito dal portavoce del movimento, dietro indicazione di uno dei membri del gruppo ultra-radicale interrogato nel primo pomeriggio, le forze di sicurezza avrebbero circondato l'area nella quale era detenuto Vittorio, dando luogo a un'irruzione sfociata in uno scontro a fuoco, in seguito al quale alcuni militanti salafiti sarebbero stati feriti, due di loro arrestati, mentre altri ancora sarebbero ricercati.



Non è chiaro come e quando Vittorio sia stato ucciso, anche se il portavoce di Hamas, Yiab Hussein, ha dichiarato in una conferenza stampa tenutasi poco dopo le 3 di stanotte, che Arrigoni era morto circa tre ore prima, senza però spiegare come fosse stato possibile stabilire il decesso con tale esattezza. Una militante dell'Ism si è recata sul luogo del ritrovamento eha riconosciuto il corpo alle 3.10. "Aveva le mani legate dietro la schiena, e giaceva supino su un materasso". La ragazza ha raccontato a PeaceReporter che la sicurezza di Hamas ha detto anche a lei e agli altri membri dell'International Solidarity Movement giunti nella casa che Vittorio sarebbe morto qualche ora prima del loro arrivo. Il pacifista è stato strangolato, anche se, dal racconto reso a PeaceReporter dalla militante dell'Ism, dietro la nuca presentava contusioni varie. "Aveva ancora la benda intorno agli occhi, e perdeva sangue da dietro la testa. Sui polsi c'era il segno delle manette".



La sera prima del rapimento Arrigoni era andato in palestra. Poi aveva chiamato per prenotare il ristorante dove spesso era solito recarsi a cena. Aveva detto che sarebbe arrivato verso le 22. Alle 22.30, non vedendolo arrivare, lo chiamano dal ristorante. Ma Vittorio non risponde.Nessuno si preoccupa, perchè comunque spegne spesso il cellulare. Dopo la cena avrebbe incontrato un'amica e l'indomani sarebbe andato a Rafah a far visita ad alcune famiglie palestinesi con i compagni dell'Ism, che hanno provato anche loro a contattarlo dopo la palestra. Invano. Vittorio è stato rapito appena uscito dalla palestra.



La sua salma è stata trasferita durante la notte allo Shifa Hospital di Gaza, dove è stato condotto l'esame autoptico e redatto il certificato di morte. Il pacifista italiano era stato rapito ieri da un gruppo islamico salafita che, in un filmato su You Tube, minacciava di ucciderlo se entro 30 ore, a partire dalle 11 locali, il governo di Hamas non avesse liberato alcuni detenuti salafiti. Vittorio è morto senza che nemmeno metà del tempo concesso dai rapitori si fosse esaurito, ben prima che l'ultimatum scadesse. E' morto senza che neppure l'accenno di un negoziato fosse avviato per la sua liberazione. Purtroppo, a queste domande non sarà facile dare una risposta. Con la sua morte se ne va uno dei più ferventi sostenitori della causa palestinese. Un giornalista di guerra. E un amico. Addio, Vik.
LUCA GALASSI



 FONTE: http://it.peacereporter.net/articolo/27991/Lo+hanno+ucciso.+Addio,+Vik




lunedì 6 dicembre 2010

SUL VOLTO DI OGNI UOMO SI CELA IL MIO NEMICO





Quando ho chiesto a me stessa di cambiare, fra lacrime di delusione e sacrificio non era esattamente quello che sento da qualche giorno salirmi dentro che io volevo.
Non è un genere di pagina che si dovrebbe scrivere in un diario, i diari sono scarabocchiati da grafie infantili, spesso le pagine hanno dei post scriptum colorati quali smile, fiori e cuoricini, i TVB marcati una decina di volte con la biro fino a grattare la pagina di sotto perchè è un mondo speciale quello dei diari. Sono un mondo d'infanzia che sta lasciando libero il passo all'adolescenza.
Sono i diari di Sara e di Yara due mondi completamente lontani, vite differenti. Il sorriso immaturo dalla dentatura ancora da correggere dal vistoso acciaio dell'apparecchio di Yara nelle foto che la ritragono ancora bambina, la pelle del suo viso visibile capriccio ormonale dell'età, la passione per l'atletica, la neve del bergamasco e Sara occhi color cielo in un viso d'angelo, timidi sorrisi e corpo esile. Cos'avranno in comune queste due ragazzine? I loro diari cartaccei e virtuali violati dall'indagine spasmodica per carpire il segreto e fra tanti piccoli segreti innocenti di quelle età forse una traccia per arrivare a chiudere il capitolo tragico della parola FINE.
Cos'hanno avuto in comune Sara e Yara? Cos'avranno in comune con loro due decine e centinaia e migliaia di vittime di raptus sessuale.
Di Yara non si è ancora trovato il corpo ma oramai pare terribilmente definitiva la notizia del suo assassinio.
Come donna ma soprattutto come madre di una bambina conosco l'effetto che sfibra il minuscolo tarlo di preoccupazione che accompagna di giorno in giorno la crescita di queste nostre amate creature.
Questi accadimenti hanno spaventato mia figlia, forse è un bene dico tra me, la sua insicurezza naturale si è acuita, ha paura, ha incubi, vuole dormire con mamma e papà perchè ha paura di quel "mostro" che si nasconde nell'inconscio delle nostre bambine dalle sembianze brute.
"Mamma che vuol dire che è stata stuprata?!"... Bimba mia non ci riesco a spiegartelo, forse faccio male ti ho detto che le hanno fatto del male questo ti basti, voglio lasciarti ancora nel tuo mondo innocente di fantasia, anche se oggi come oggi per un genitore romantico come me è mera illusione, ma non credo lei sappia ancora, verrà il momento nel quale lei comprenderà il significato di questi orrori capitati a ragazze cui la disgrazia ha teso una mano d'inganno e irrefrenabile cattiveria, ma io non mi sento preparata a descriverle un atto così bestiale qual'è uno stupro. Dirle che "il lupo cattivo" è un uomo qualunque che ha una vita comune ma dentro di se è il serpente più viscido esistente nel creato, il demonio fattosi in sembianze umane, che si appropria indebitamente e con violenza della vergine da sacrificare per gratificare la sua sete demoniaca.
Ho troppa rabbia, paura e non ho più fiducia in nessuno e questo non può essere educativo per mia figlia, per tutte le nostre figlie che vorremmo sempre tenere strette e proteggere.
Non esistono maschi cattivi... esiste l'inestinta serpe ai piedi del melo: LA TENTAZIONE! - IL SESSO!
Non è un marocchino a cui dare la caccia... è al maschio che non riesce a correggere i propri istinti primitivi di  possesso sulla donna che considerano un essere inferiore, debole, oggetto per il proprio piacere rozzo e sozzo.
Non sono le tensioni razziste che riporteranno in vita la povera Yara. Ora si scatena la guerra razzista, senza neppure attendere che sia un'altra la verità (ma in questo caso fa comodo credere sia un uomo "venuto da fuori" piuttosto che uno di loro... che schifo! La verità è che l'intero mondo degli adulti dovrebbe potreggere e crescere i propri figli invece è spesso artefice di un comportamento corrotto, falsamente moralista e schifosamente perverso.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra!
Quante volte vedo sguardi lubrici scivolare sui corpi di noi donne, un istinto incontrollabile e qualche volta la sete diventa ossessione e questa riesce a trasformare uomini in esseri ignobili stupratori e omicidi.
Prego per le anime di Yara e di Sarah, prego per tutte quelle donne vittime di stupro e violenze. Prego per tutti quei corpi martoriati e offesi che non sono mai stati ritrovati e sono veramente tanti, purtroppo, anche se di questi casi non viene pubblicata un'ANSA.
Prego per le loro famiglie e per la nostra società, per le nostre bambine, per noi donne che non dobbiamo sentire la paura di camminare per strada, che tutte abbiano il diritto di crescere fiere dei propri corpi e della femminilità propria, senza il timore di alimentare insani pensieri su pervertiti d'ogni razza e genere.
E' un post che ha un suo perchè forse un pò disconnesso, forse non il genere di post che solo qualche tempo fa avrei pubblicato.
Mi allontano dal VOSTRO mondo piena di risentimento, con la rabbia che trasuda da ogni poro.
SUL VOLTO DI OGNI UOMO SI CELA IL MIO NEMICO!
Sul mio diario senza fiori e cuoricini stilizzati quest'ultima frase la ripasserò con il refil nero decine di volte fino a bucare la pagina che irreversibilmente non potrà più essere bianca!
MICOL


 

venerdì 8 ottobre 2010

VARREBBE PROPRIO LA PENA





Ritorno sulla triste vicenda che ha per vittima la quindicenne di Avetrana, SARA Scazzi.
Ho letto molte fonti ed articoli e non sto a riportare qui i particolari ancora più scioccanti e raccapriccianti fatti dal reo confesso zio della ragazzina.
Ieri notte guardavo in alcune immagini il volto pulito che esce dall'infanzia, quello di Sara, mi colpiscono i suoi occhi, gli occhi sono proverbialmente detti: specchio dell'anima, e in quegl'occhi il turbamento si scorge.
Un piccolo rimprovero ho rivolto a quell'anima defraudata: "Dovevi parlare... quale minaccia ti faceva stare zitta? Dovevi parlare con tua madre, denunciarlo ai Carabinieri, appendere manifesti sui muri... ma mai starsene con la bocca chiusa e accettare sottomesse minacce e abusi!"
Ritorno su questa vicenda che ha scosso profondamente le sensibilità di tutta una Nazione, e ancora l'indignazione si fa più grave quando ho letto un articolo di cui riporto il link e incollo il titolo mi pare sufficiente e non aggiungo altro perchè mi è difficile sotto ogni profilo che mi vorrebbe ragionevolmente pacata e credere siano fenomeni da non considerare, è anche vero che il MALE si presenta sotto aspetti differenti, come in tutta questa storia, con la faccia di quello che somigliava ad un uomo come tanti .

http://www.nuovasocieta.it/attualita/8424-sara-scazzi-lo-zio-assassino-ha-dei-fans-su-facebook.html

Sara Scazzi, lo zio assassino ha dei fans su facebook

Il mio pensiero dietro Sara mi ha portata ad una vicenda a me molto vicina accaduta nel giugno del 1989, portato alla ribalta nazionale da trasmissioni televisive, noti criminologi, vennero scritti libri ma per noi suoi concittadini rimane Gisella Orrù, sedicenne, studentessa, e molto graziosa (anche su Splinder c'è un blog sul "Giallo del Pozzo" http://www.ilgiallodelpozzo.splinder.com/), anche lei scomparve inghiottita dal buco nero della "sparizione" in un incrocio di vie che portava alla sua abitazione. Per una decina di giorni le indagini furono depistate da strane telefonate, voci di donna che dicevano essere amiche ai famigliari informavano che la ragazza si era allontanata volontariamente, fino al ritrovamento del suo corpo avvistato da due ragazzini che giocavano in campagna dentro il sifone di una condotta idrica profonda una decina di metri.
Dall'archivio di Repubblica:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/07/11/chi-ha-ucciso-gisella-orru-sparisce.html
Fu rinvenuta in un pozzo in piena campagna saponificata e in stato di decomposizione dopo numerosi giorni di permanenza, era irriconoscibile, quando fu trovata ricordo ancora il servizio di un tg locale dissero che poteva essere una donna sui trentacinque anni.
Quegli anni furono particolarmente ombrosi nella nostra Città data una situazione che minacciava la quiete di noi cittadini venutasi a creare.
Nel giro di due anni avvenirono tre omicidi, qualcosa che a memoria non si ricorda sia mai avvenuta, due giovani uomini e Gisella, in situazioni differenti ma che pare fossero collegati in qualche modo.
Mai come in quel periodo ci si sentiva dentro un clima estraneo alla normale vita di sempre, minorenni che inspiegabilmente tentarono il suicidio, una purtroppo perse la vita per aver ingerito acido muriatico,una morte atroce e se si pensa voluta da una quindicenne che non aveva lasciato presagire nulla, fa molto pensare.
Dall'esame autoptico sul corpo di Gisella si riscontrarono raccapriccianti atti di violenza inaudita, picchiata, violentata (preferisco tralasciare i particolari) e quel piccolo foro sul seno sinistro che fu considerato l'atto "pietoso" di un macellaio, l'arma usata per trapassare il cuore di Gisella non fu mai trovata nè identificata come certa se uno spillone o un ferro da calza, fu quello comunque il colpo ultimo infertole per dare fine allo strazio.
perchè tanta ferocia?
Questi non sono che una goccia nel mare dei soprusi e abusi subiti dalle donne in tutta l'Italia, consideriamo il mondo intero la sofferenza è grande da non riuscire a coprire tutta l'infamia.
Cos'è che spinge l'uomo a diventare un mostro? Raptus? No non può tutto definirsi un attimo in cui la ragione e l'umanità in un uomo spegne l'interruttore per cadere nel buio fangoso che trasforma in bestie.
Sono molto triste. Varrebbe la pena di gridare alla pena di morte per questi esseri meschini ed ignobili, ma per loro sarebbe troppo facile cessare la coscienza di tormentarli per quel gesto raccapricciante.
L'agonia dell'anima, fino all'ultimo dei loro giorni, la pazzia che tortura ogni ora d'aria è il minimo della pena.
Auguriamoci che la Giustizia faccia veramente GIUSTIZIA. Viviamo in una società considerata civile anche se tale non sembra essere. Ma chiedere la pena di morte ci porterebbe solo alla loro stessa stregua di mostri.