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giovedì 15 settembre 2011

MA CHE CARINA!





Così, piccolo muso acqua e sapone sei sempre meno topastra e più podista.
Questa mattina al suono della campanella noi genitori vi abbiamo seguito in aula per il benvenuto e l'augurio di buon auspicio per questo nuovo ciclo scolastico  ed eravamo lì con voi nel vociare allegro che tutto comprendeva.
Questa mattina abbiamo superato il cancello delle elementari e ti sei voltata fiera: Da qui non si entra più!
Il cancello in fondo alla salita, la corsa con lo zaino in spalla oggi ancora leggero, l'abbraccio con i tuoi compagni che quasi in massa siete rimasti coesi in una fratellanza che per alcuni vi vede insieme dall'asilo nido fino a qui alla scuola media.
... e noi madri a dire quanto siete diventati alti dopo solo tre mesi di queste vacanze, quanto vi siete fatti più belli e come (con nostalgia) abbiamo notato che sia nel fisico che nei vostri comportamenti l'infanzia è rimasta un cancello più giù.

BUON ANNO SCOLASTICO TOPASTRA

per noi sei e sarai sempre la MIGLIORE e non ci deluderai - vero?!

 

mercoledì 3 agosto 2011

UNDICI



Sto accanto a te mentre dormi, caduta in un sonno profondo che profumi ancora di mare come questo mese che ti ha dato a noi dea venuta dalle onde.
Emozionata ti ho scostato le ciocche dalla fronte ti ho accarezzato piano senza disturbare i tuoi sogni di bimba che svanisce piano per specchiarti nel mattino che sarai diventata più grande.
Accosto la mia guancia sulla tua rosata dal sole, quanto sei bella Amore Grande sento il velluto della tua pelle e chiudendo gli occhi cerco il ricordo di te appena nata.
Ritrovo la sensazione del nostro primo contatto quando venisti posata sul mio seno e affatticata ma felice ti accarezzai la schiena timorosa di farti male e tu avida con gli occhietti ancora chiusi trovasti la fonte del tuo nutrimento d'amore e succhiasti la mia linfa vitale.
Dio mio! ora ti guardo e non posso credere siano trascorsi undici anni da quel pomeriggio afoso e assolato in cui venisti al mondo.
Stella, Anima, Vita mia!



 




SOGNA ANCORA BAMBINA MIA C'E' ANCORA TANTO TEMPO PRIMA DEL RISVEGLIO - RIPOSA E RAFFORZA LE TUE DIFESE PER AFFRONTARE IL FUTURO - NOVITA' GIA' STANNO ALLA PORTA
CHE APRIRAI CON IL TUO IMMENSO SGUARDO CON QUEL GENUINO SORRISO CHE L'AMORE TI HA DONATO. RICORDA DI USARE LA LEGGE DEL RISPETTO SOPRATTUTTO VERSO TE STESSA!





BUON COMPLEANNO!!!
TOPASTRA

SAPRAI SEMPRE CON CERTEZZA D'ESSERE AMATA!


MAMY
(TI AMO)



 


Dall'album dei ricordi:

TORTA DI COMPLEANNO
Alessia: "Ragazze il sorriso di Justin è mio...  lo VOGLIO io!
Le ragazze dietro di lei attendendo il taglio della torta in tripudio di strillini per dividersi il resto dei resti del "povero" Justin...
"a me dammi l'occhio destro... " "a me quello sinistro..." noooo quello sinistro lo voglio io!"
Io sempre più divertita: "ragazze rimane il naso ... a chi il naso?" 
I maschietti dall'altro lato in coro: "buuuuuuh ma quello è uno scemo: scemo - scemo - (a mo di tifo da ultras dalla curva calcistica)!"  Si annusa come i gatti che marcano il territorio odor di feromone, sciò il maschio, anche quando questo è ospite sotto forma di un sottile film d'ostia stampata sulla torta della compagnetta undicenne.
Ieri sera ho visto cose che voi umani non avete visto, mozzarella filante dalla pizza dentro le narici, maionese miscelata nella cocacola e a scommessa chi la beve tutta d'un fiato, scappare con la scusa d'andare al bagno verso la piazza esterna al locale che solo la mia intuizione e responsabilità ha bloccato in fragranza si reato i delinquentelli, ho visto l'agitazione delle femminucce che ricevevano sms dei compagnetti dal bagno degli uomini perchè li raggiungessero che uno di loro stava vomitando... Ma la femminuccia grazie alla sua sensibilità è all'adulto che si rivolge trovando i giovincelli nel bagno con la faccia di piccoli pervertiti in attesa di chissà quale scherzo da prete alle amiche.
Insomma non è stato facile sedare l'argento vivo della curva nord dei maschietti, mentre le femminucce stavano tranquillamente sedute a spettegolare sulle assenti, parlare di fotografia, Facebook, trousse di trucchi e cosmetici, moda, pacatamente si godevano la serata fra sorrisi e socializzazione. Mentre chiudevo la serata avevo un gran mal di piedi ma ero soddisfatta che la mia topastra er



a felice, con il suo carico di dimostrato affetto e pacchettini colorati e poi... era in visibilio che fossi riuscita a farle fare la torta con sopra JUSTIN!

CHI E' LA PASSIONE DELLA MIA TOPASTRA?
ECCOLO:





4'U MY SWEET BABY

FOTO DI GRUPPO

 



sabato 25 giugno 2011

DELL'INFANZIA UN RICORDO STAMPATO






Se devo essere sincera mi manca la mia Topastra con il suo facino ovale e gli occhioni troppo grandi sui giochi e le manine pienotte che impugnavano la penna per scrivere con una calligrafia grande e rotonda.
Un pò mi manca l'eccessivo bisogno di protezione che a poco a poco ha lasciato posto ad un carattere che si forma risoluto e con accenti di maturazione.
Lei sa sempre ciò che vuole a differenza di me.
Oggi il definitivo saluto ad un ciclo scolastico quello delle classi elementari, promossa a pieni voti per la soddisfazione di tutti ma soprattutto la sua.
Un'altra tappa di un cammino che la vede crescere sana anche in quei principi inculcati da un'attenzione continua e che va completando la responsabilità di custodire un bene tanto prezioso.
E' felice e spensierata, vorrei che la vita l'aiutasse a non dimenticare la sua infanzia anche nel profilo che già si delinea come piccola adulta e che sia sempre orgogliosa di quel che è stata e diventerà.
Sono fiera di te Topastra e per confondere la mia gioia di abbracciarti quando ti lasci andare alle coccole, ti prego non diventare troppo grande, almeno per il mio cuore di mamma.
Ti Amo!
mamy


 

giovedì 10 febbraio 2011

IL SABATO DEL VILLAGGIO FRAGOLE E PANNA






"Mammaaaa io non 'c'ho voglia di studiare questa poesia" arriva la topastra con un foglio 4x4 fra le mani, le spalle scese, le braccia perpendicolari il broncio pronunciato è decisamente demotivata.
"mmore sto preparando le fragole x merenda tuo fratello le vuole prima di uscire con gli amici... dopo la vediamo insieme"
"dai maaaaaaaa è difficile io non ci capisco nulla me la spieghi?" 
Ho finito di lavare le fragole, mi asciugo le mani nel canovaccio e le passo un braccio intorno alle spalle.
"Andiamo a vedere quant'è difficile 'sta poesia... di chi è?"
mi risponde la topastra... "uffa ma' ma come scriveva questo qua?"
Prendo il testo e lo stendo sul tavolo e mi vien da ridere" Questo qua è il signor Giacomo Leopardi , è uno scrittore molto famoso, la Suora ve lo avrà spiegato no?"
E' veramente sconfortata comincio a leggere ad alta voce attenta alla punteggiatura e scandendo per bene ogni singola parola offrendo la chiave di ogni significato con le dovute spiegazioni di quei vocaboli sconosciuti al linguaggio modernizzatosi.
"ma che significa - questo di sette è il più gradito giorno, pien di speme e di gioia?"
"Tesoro mio qual'è il soggetto poetico? Il sabato giusto? la settimana di quanti giorni è formata? Di sette!
Questo di sette cioè della settimana questo  (il sabato) è il giorno più atteso pieno di speranza e gioia..."
Comincio a vederla interessata... s'illumina (d'immenso?) mah!
"Mààà ... e cosa vuol dire Garzoncello scherzoso cotesta età fiorita è come un giorno d'allegrezza pieno (etc)"
Il Garzoncello è il ragazzo, tantissimo tempo fa i ragazzini facevano già dei mestieri ed in genere erano quelli che andavano per far commissioni ai loro datori di lavoro, oppure quei lavori che insegnavano appunto un mestiere, allora venivano nominati garzoni o garzoncelli... nella poesia però il senso è che venga definito "garzoncello" il periodo spensierato della vita ed appunto il Leopardi scrive questo idillio alla giovinezza, il sabato è rappresentativo come l'età più bella e la domenica è descritta in quel "diman tristezza e noia recheran l'ore, ed al travaglio usato ciascun in suo pensier farà ritorno" e cioè l'età adulta, l'età in cui ci sono le preoccupazioni, le fatiche e non più l'allegria dei giochi.
"Ma io certe parole non le so dire... "
Ripetiamola insieme



 - Il sabato del villaggio -

La donzelletta vien dalla campagna

in sul calar del sole,

col suo fascio dell'erba; e reca in mano

un mazzolin di rose e viole,

onde, siccome suole, ornare ella si appresta

dimani, al dí di festa, il petto e il crine.

Siede con le vicine

su la scala a filar la vecchierella,

incontro là dove si perde il giorno;

e novellando vien del suo buon tempo,

quando ai dí della festa ella si ornava,

ed ancor sana e snella

solea danzar la sera intra di quei

ch'ebbe compagni nell'età piú bella.

Già tutta l'aria imbruna,

torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre

giú da' colli e da' tetti,

al biancheggiar della recente luna.

Or la squilla dà segno

della festa che viene;

ed a quel suon diresti

che il cor si riconforta.

I fanciulli gridando

su la piazzuola in frotta,

e qua e là saltando,


fanno un lieto romore;

e intanto riede alla sua parca mensa,

fischiando, il zappatore,

e seco pensa al dí del suo riposo.



Poi quando intorno è spenta ogni altra face,

e tutto l'altro tace,

odi il martel picchiare, odi la sega

del legnaiuol, che veglia

nella chiusa bottega alla lucerna,

e s'affretta, e s'adopra

di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.



Questo di sette è il più gradito giorno,

pien di speme e di gioia:

diman tristezza e noia

recheran l'ore, ed al travaglio usato

ciascuno in suo pensier farà ritorno.



Garzoncello scherzoso,

cotesta età fiorita

è come un giorno d'allegrezza pieno,

giorno chiaro, sereno,

che precorre alla festa di tua vita.

Godi, fanciullo mio; stato soave,

stagion lieta è cotesta.

Altro dirti non vo'; ma la tua festa

ch'anco tardi a venir non ti sia grave.


Giacomo LEOPARDI
 


... ad essere sincera, benchè io abbia cercato di fargliela piacere mi domando come nella scuola elementare ancor oggi si insegni il Leopardi, i bambini non arrivano a comprenderlo soprattutto oggi per il linguaggio usato per la composizione, e per questo a parer mio, li si allontana dalla letteratura classica e dalla poesia.
La letteratura classica andrebbe dosata e proposta in quell'età dove si presuppone un apprendimento più consapevole.
Date Rodari ai bimbi (per citarne uno) ... una ricerca su autori contemporanei più "vicini" al mondo dei bambini, stimolarli con la visione di un ambiente conosciuto. Una bambina di dieci anni non può figurarsi la "donzelletta che vien dalla campagna" o "il legnaiuol, che veglia nella chiusa bottega alla lucerna" non sono simbolismi che stimolano la sua curiosità. La scuola dovrebbe progettare un protocollo d'insegnamento differente, i tempi sono cambiati e il progresso si porta via le fresche intelligenze dei bambini e degli adolescenti, dato che la scuola non riesce a svilupparsi e rendersi attendibile. Con i mezzi di supporto didattici a disposizione nella nostra epoca si riuscirebbe ad accattivare la loro curiosità e sviluppare più volontà verso il sapere.
Con ciò non dico che bisognerebbe abolire dalla storia della nostra letteratura i grandi poeti e narratori o lezioni sulle correnti filosofiche e di pensiero delle varie epoche di evoluzione della nostra lingua. Ma nell'era del linguaggio "sms" questo sistema d'insegnamento fermo alla metà del secolo scorso diventa obsoleto e incocludente.
Questa è una delle maggiori cause d'abbandono scolastico e l' aumento purtroppo, aimè  di un terribile picco negativo sulle capacità d'apprendimento nelle scuole. 
Ma io e la topastra abbiamo dimostrato che a tempo di panna e fragole e tante risate, si possa digerire anche il Sabato leopardiano.
Mic

(appena possibile la pubblicazione delle foto pazzoide fatte mentre recitavamo la poesia e si merendava i frutti succosi)... vado a comprar la legna dal legnaiuol o nell'antro della dimora il desinar vesprino s'avvolgerà di gelo!


 

sabato 15 gennaio 2011

BRUTTA TOPASTRA SE TI PRENDO... :O)




Secondo un ragionamento della mia piccola precoce adolescente dovrei buttarmi nella mischia di Face Book perchè "mamma le tue poesie sono troppo belle e scrivi quelle cose troppo ggiuste (si con due g)". Davanti al mio ostinato rifiuto di far parte del social network in questione la topastra mi raggira e io cado nella trappola presa d'affetto materno davanti al musetto e le sue braccine che mi attirano a se mentre c'incrociamo in corridoio:
"Mamy ... daiiii posso mettere le tue poesie su FB?"
Rispondo io: "Amore lo sai che mamma non gli va d'iscriversi su FB non insistere..."
Altri bacini mmmmh mi prende una brama carnale quando si lascia spupazzare le morderei la scarna guancia, le pizziccherei il naso fino a farla gridare... così sempre in piedi al centro del corridoio lei mi spiega che io non devo iscrivermi che pubblicherà "da lei"!"
...mi lascio convincere... "eh! va bene"... oramai ho ceduto "ma ricordati di mettere il mio nick e la fonte"!...
Lei è già corsa al pc io sono in cucina, dopo un pò arriva lamentandosi che non abbiamo una foto che ci ritrae insieme recente "posso mettere quella là che ho su FB?" "coooooosa? hai una foto dove ci sto pure io su FB?... "lei ride e ..." e i mie amici l'hanno pure tagata ci hanno fatto i complimenti e mi hanno detto che vorrebbero una mamma come te così dolce!" - La guardo un pò contrariata "Quanti anni hanno i tuoi amici?" (non si sa mai!)
"Allora posso?".... Naaaaaaaaa!
"E' si o no?" - "Mi chiedi l'autorizzazione quando stai già facendo da te? tanto ti conosco sei una leonessa e chi ti ferma? L'importante è che sia tutto regolare"
"Tranqua mà!" - Rieccola arrivare di corsa con mezza scivolata sul pavimento per bloccarsi ad un passo da me, sto girando il risotto.
Ha in mano un mezzo foglio di protocollo ed un pennarello blu: "maaah!" - Sono un pò seccata:"che c'èèè!"
"Puoi vedere se ho scritto ggiusto (sempre con due g) devo farti la presentazione!"
"Coooosa? Ma che stai a fare? Non mi starai creando un profilo su FB, tanto io non ci entrerò quindi puoi chiuderla così!" - "Noo maaaaaaaa è un'altra cosa vedrai che bella cosuccia che ti sto preparando " - "Mi devo fidare?" Lei mostra il pollice alzato: " FI -DA- TI -  DI  ME "e scoppiamo a ridere!
Le ho stravolto un pò la presentazione ma ho lasciato l'essenziale di tutto il suo impegno
DEDICO A MIA MADRE QUESTO ANGOLO PER LE SUE BELLISSIME POESIE. ALESSIA

http://www.facebook.com/pages/Le-poesie-di-Micol/173743186001469


Non essendo iscritta non posso ringraziarla, lo faccio così tra il mio disordine organizzato che mi porto appresso da anni, in questo mio luogo che è piccoli anedotti di vita, percorsi su sentieri e pseudo-poesie di una mente labile.







GRAZIE AMMMMMORE MIO TOPASTRA DEL MIO CUORE!!!
VORREI DIRTI DI PIU' TE LO DIRO' APPENA POTRO' MORSICARTI PER BENE LE OSSICINA

TE QUIERO MUCHO - TE AMO - TE SBRANO APPENA TI HO SOTTO TIRO!!! TUA TUA MAMY



 

mercoledì 29 settembre 2010

L'importante è che tutti stiate bene!






Qualcuno ieri ha dimenticato di andare a prendere mia figlia all'uscita di scuola.
Per motivi d'orario incompatibili con quelli lavorativi ho dovuto delegare altri che mi sostituissero.
Una mattinata frenetica e strana quella di ieri.
A metà mattinata in orario di ricreazione il mitikokikko (mio figlio maggiore) invia un sms:
"ma' esco da scuola alle 11.30. Assemblea dei professori.Vieni a prendermi"
Rispondo: "Prendi il pullman! Non posso spostarmi."
Dopo poco altro sms da parte sua: "mà, daiiiiii... nn c'ho voglia caxx quello passa alle 13.40!" Comincio a seccarmi ma rispondo: "Alla tua età prendevo le gambe e salivo in pineta! Fai così vieni in ufficio!"
Risponde: "pineta? ma' non sono in vela... daiiii passa a prendermi! Sei fuori? in ufficio a piedi non ci vengo!" Mi rischirve: "11.30 cancello grande CAPITO?"
Che dovevo fare? Compilata debita domanda di richiesta di permesso sul posto di lavoro, prendo la macchina e m'immetto nel caos cittadino. Via Manno ingorgata da pulman carichi di studenti... si saranno dati tutti appuntamento alle 11.30? Scattano almeno due rossi quando finalmente posso passare nel frattempo che sto al primo rosso squilla il cellulare è il consorte:
"Dove sei?"
Rispondo: "Dimmi velocemente che sto al semaforo, che c'è?" - Lui perplesso "Che ci fai al semaforo? Dove stai andando?" - "Che mi devi dire? C'è il vigile e ho dimenticato l'auricolare, perchè mi hai chiamata?!" (discorso tra sordi) dall'altra parte solo "Ascò chiamami quando ti liberi cià!"
In via Gramsci si procede inserendo e scalando marce basse, siamo praticamente a passo d'uomo fino a che presa dai miei pensieri ipnotizzata dall'auto che mi precede sorpasso la traversa in cui avrei dovuto svoltare a destra e quasi non imbocco quella invece con divieto d'accesso, mi accorgo fortunatamente in tempo e devo purtroppo seguire il codazzo d'auto fino a trovarmi davanti un gregge omogeneo di giovani esploratori, vestiti secondo i detami delle mode , stesso taglo di capelli, stessa camminata, atteggiamento indifferente al mondo circostante e richiamo il ricordo di com'era vestito mio figlio quando è uscito di casa la mattina perchè potrebbe anche capitare che in macchina salga un perfetto sosia e non rendermene conto fino a  dopo che è uscito dal bagno di casa.
Invece lo vedo insieme ai suoi compagni, sono cadute certe convenzioni e sento un coro di "Ciao Dani!" di giovanotti con capigliature che mi ricordano il gruppi demenzial rock, le facce d'acne e voci che stanno subendo la trasformazione degli uomini che saranno domani.
Pensavo d' avercela fatta facendo salire in macchina il mio giovanotto convinta di fare la strada a ritroso ed invece lui mi annuncia che mi stanno aspettando in segreteria per depositare la firma per il libretto di frequenza.
Intanto mi ricordo che devo richiamare mio marito e dopo un altro rosso sono nuovamente in zona scuola in cerca di un parcheggio. Chiamo la mia dolce metà spiego la situazione e finalmente salgo le scale che mi portano all'androne dell' istituto scolastico.
Il profumo di quelle siepi subito dopo aver varcato il cancello evocano ricordi che pensavo congelati di quella che sono stata un'adolescente ribelle, indipendente, con tanta voglia di sperimentare, scoprire, amare.
Del vecchio istituto sono rimaste pareti portanti e di facciata in pietra, alcune scale col tempo sono state semisepolte da vegetazione e sedimenti di terra. La scuola è stata all'epoca dell'edificazione della città un albergo, poi divenne una scuola tra gli anni 60/70. Il portone antico è stato sostituito, ma il pavimento dell'ingresso, almeno in parte no quindi mi ha ricordato i passi che ho mosso dentro una trentina d'anni fa, anno più anno meno.
Il primo edificio nonostante l'ammodernamento fatto negli anni successivi, ha rispettato la struttura originaria. Non ci son più i grandi finestroni con persiane in legno che davano sul grande cortile di terra battuta ma scorrevoli in pvc bianco, belli e pratici ma che hanno tolto il fascino antico dell'edificio. Nel oggi sorge un campo attrezzato di basket era il cosidetto cortile, dove si confluivano gli abitanti temporanei della scuola, ci si trovava per ogni attività anche di studio se non le assemblee, le prime manifestazioni di solidarietà contro un'Italia insanguinata dalle BR, nell'aula magna di quell'istituto assistemmo tutti in rispettoso silenzio le cronache di quel triste 9 maggio del 1978 per il rtrovamento del corpo dell'indimenticato ALDO MORO. In quel cortile la vita ricreativa di noi studenti comprendeva anche quelle attività sportive nelle lezioni di educazione fisica. Lì in quel cortile ebbi l'incontro con chi ci prese giovani leve e scelte per formare una squadra di pallavolo e di partite sotto quella rete negli anni che seguirono furono davvero tante, come le stagioni quelle belle che ce lo pemettevano, ricordo qualche pallone da calcio correre fra i piedi di aguerrite partite: Professori contro Alunni o quelle di basket tra chi oggi ha seguito professionalità fino ad essere diventato persino istruttore di Basket di mio figlio.
Le aule hanno cambiato colore, sono imbiancate di fresco di un crema riposante e sembrerebbe che siano astate abbastanza rispettate dallo sfregio degli scarabocchi dei frequentatori.
ma i grafittari hanno lasciato le loro firme nei balattoi e nei cortili a terrazza.
Depositata la firma corro giù per quella rampa di scale con lo stesso stato d'animo di quando quindicenne si facevano spingendosi un pò ciascuno per fare prima a lasciare il luogo che tanto ci faceva sentire prigionieri.
Dico spesso ai miei figli di godersi questo momento di grazia perchè mai si comprenderà se non fino a quando si diventerà adulti quale percorso di crescita e costruzione di carattere ed apprendimento alla vita ci da la tanto noiosa scuola.
La scuola ci offre aggregazione, la possibilità di confronto e tanti elementi vengono fuori oggi che sono mamma di ragazzi in età scolare che cerco in ogni modo di far comprendere loro la grande ricchezza di cui fanno parte.
Non lo comprende neppure la Gelmini, ma questo è purtroppo un atlro triste argomento che preferisco non affrontare in questo mio racconto di ricordi adolescenziali e giovinezza misti a quelli che sono invece la mia strana e frenetica vita di oggi,
prendendo a campione una mattinata come quella di ieri che non finisce con il "deposito" di mio figlio a casa e la mia corsa in ufficio.
Seduta alla scrivania e cercando di recuperare l'ora trascorsa fuori, sembro tranquillizzarmi quando a qualche minuto dal termine dell'orario di lavoro dal display del mio cellulare leggo la chiamata in arrivo dalla scuola di mia figlia.
Suor Maria (la Preside in persona) m'informa che mia figlia è stata "dimenticata" a scuola, è ancora lì che attende che qualcuno vada a prenderla da più i un'ora.
Il mondo sembra sprofondare sotto i miei piedi mi sento male al pensiero di come si possa sentire la mia bambina.
Non m'informo neppure perchè si siano dimenticati d'andarla a prendere, non ho tempo per arrabbiarmi guardo l'orologio in attesa dell'orario d'uscita, al primo segnale di libertà arriva dai colleghi e dal cicalino del loro badge, scendo le scale con le mie borse, firmo il registro d'uscita, passo il badge, saluto l'uscire, corro per il piazzale,salgo in macchina tenere l'occhio al limite di velocità con la fretta che mi prende è quasi impossibile, schiaccio l'acceleratore nei tratti di strada dove mi sembra meno pericoloso e arrivo davanti a quel cancello che custodisce un mondo d'infanzia su un immenso giardino. Il cancello a quell'ora è aperto solo per lei che mi corre incontro con il pesante zaino sulla schiena e grida con la sua vocina amata e felice di vedermi "MAMMAAA!!!" Non mi fa nemmeno entrare che ce l'ho tra le braccia. Da un pò di tempo è quasi difficile prenderla in braccio è alta quasi quanto me, ma mi si arrampica sulla pancia come un koala sulla schiena della mamma, mi riempe la bocca di capelli, e struscia la sua faccia contro la mia e sento le sue lacrime bagnarmi... poi la tensione scema sotto il mio affetto!

"Ho avuto paura mamma!"

"Ma amore qui sei come a casa conosci tutti di che avresti dovuto aver paura?"!

"Che vi eravate dimenticati di me e mi avevate abbandonato"
... così dicendo mostra il suo broncio da monellina, l'abbraccio e rido
"Ma quando mai... come faccio a stare senza la mia signorina rompiballe?"
vuole baci e vuole coccole, vuole sicurezza e io penso invece che voglio andare a casa e levarmi i tacchi mettere qualcosa sotto i denti che poi riprende il lavoro.
Questo è il mio mestiere, non tutti i giorni sono così, qualche volta si sta peggio e perchè no e per fortuna qualche volta va meglio.

L'importante per me è che tutti stiate bene!

Mic

giovedì 5 agosto 2010

E' QUI LA FESTA ^_^


ORE 20.00 DI MARTEDI' 03 AGOSTO 2010 LA SIGNORINA ALESSIA HA OFFERTO UN PARTY PER FESTEGGIARE INSIEME A POCHI INTIMI AMICI, MAMMA, PAPA' E FRATELLONE IL PROPRIO 10 ° COMPLEANNO.

UNA TERRAZZA ALL'APERTO SITUATA IN UN CARATTERISTICO LOCALINO FUORI CITTA' (DOVE OLTRE ALLA PIZZA SI PUO' GUSTARE UN MENU' RAFFINATO D'ALTA CUCINA) LA FESTEGGIATA CON GLI OSPITI SI E' ESIBITA IN SALTI, SCHIAMAZZI, PARLOTTII CONFIDENZIALI, ABBRACCI E COMPLIMENTI SULLE ACCONCIATURE, BORSETTE E ABBIGLIAMENTO, CIONDOLINI INDOSSATE DALLE ALTRE RAGAZZE E GRANDE CONOSCENZA DEI PROFUMI IN COMMERCIO CON LE SUE AMICHETTE MENTRE I MASCHIETTI SI MISURAVANO IN LITI SULLO SCIVOLO NEL PICCOLO GIARDINO VERDE, A CHI DICEVA LA PAROLACCIA PIU' SCONCIA, QUALE DEI LORO CELLULARI ERA IL PIU' FIGO... TUTTO TRA UNA FETTA DI PIZZA SOTTRATTA DAL PIATTO CHE PIETOSAMENTE ATTENDEVA SUL TAVOLO CHE QUALCUNO RIMANESSE AL SUO POSTO, LE PATATINE FRITTE DI MANO IN MANO, BIBITE E GRIDOLINI ESTASIATI ALL'APERTURA DEI REGALI. 








TEMPO DI REGALI





martedì 3 agosto 2010

BUON COMPLEANNO TOPASTRA!!!






10 ANNI!!!

ALLA MIA TOPASTRA PICCOLA DONNINA
VIZIATELLA E CAPRICCIOSA 
FANTASIOSA E CREATIVA
ROMPISCATOLE E CARINA
RIMARRA' SEMPRE LA MIA BAMBINA
CHE S'ACCUCCIA NEL MIO GREMBO
PER CERCARE IL MIO CALORE!
AUGURI DOLCE SOGNO REALIZZATO


BUON COMPLEANNO!

MAMY




 




mercoledì 14 aprile 2010

Piccoli geni crescono





CON TUTTO L'AMORE CHE POSSO TI PROTEGGERO'
SPIANERO' LA STRADA PERCHE' TU NON TROVI OSTACOLI
DIPINGERO' D'AZZURRO TUTTI I TUOI MATTINI
MI COCCOLERO' NEI TUOI ABBRACCI STRETTI
TI FARO' SEMPRE I "GRATTINI" SULLA SCHIENA FINO A CHE
NON T'ADDORMENTI
LASCERO' CHE TU SIA SEMPRE REGINA ED IO CENERENTOLA
E CRESCERAI CAMMINANDO VERSO L'AMORE
CHE TI AUGURO NON TI FACCIA MAI SOFFRIRE
SARO' SEMPRE LI' AD ATTENDERTI ALLA FINESTRA
A RACCOGLIERE I TUOI BACI CHE MI CADRANNO ADDOSSO
CON TUTTO L'AMORE CHE POSSO
CON SACRIFICIO, STANCHEZZA E NOTTI INSONNI
PER TE TROVERO' OGNI FORZA E CORAGGIO
PER PRENDERTI LA MANO DENTRO AI TUOI SOGNI DI BIMBA
ANCHE QUANDO DONNA DIVENTERAI!

TI AMOOOOOOOOO!!!
MAMY

dedicata alla mia dolcissima e insuperabile topina Alessia!





sabato 6 marzo 2010

HAVE YOU A MAIL





Lo so i tempi sono cambiati.
Noi adulti siamo cambiati.
Il mondo dell'infanzia è cambiata.
Ricordo ancora quando a casa dei miei "arrivò" il telefono e avevo forse nove anni e mia madre si raccomandò tanto di "non toccarlo" perchè ci saremmo potuti (io e mio fratello minore) prendere una scossa elettrica.
Il fatto è che quel "coso" sopra il mobile d'ingresso, grigio topo dotato di una ruota in plastica trasparente forata in corrispondenza di numeri neri su disco bianco alla base beh! invitava proprio ad infilarci le dita e fare numerini ... ma guaiiiiiiiii ad alzare la cornetta, a parte che tenere su il braccio con la pesante appendice attaccata al filo del "coso" ci avrebbe stancato prima di pochi istanti.
Oggi sono ancora io ad avere quasi timore dei mezzi che arrivo ad avere in libera scelta per le mani.
Il cellulare ad esempio ambito dal mio figlio maggiore: "Mà daiiiii fai a cambio?" - "e che è una figurina? No è mio me l' avete regalato per il compleanno quindi è doppiamente mio!" .- "Eddaiiiiiii  maaa ti do il mio è touch anche questo, tu il tuo lo usi nemmeno per un quarto delle funzioni che ti offre"! ... che devo aprire il Maps quando so esattamente dove mi trovo? o... o... store video e music etc etc? Wlan che mi nutre? 3g umts e biri bin e biri ban... che ne so uso ciò per cui deve essere fatto un cellulare e anche un pò mp4 e fotocamera.
A parte il fatto che l'ho ricevuto a fine dicembre... sto leggendo le istruzioni... da qui al prossimo cell, ne ho di tempo per imparare no?
Mi sono pure adattata al touch screen... bello però cavoli quello mi diverte... impostazione tastiera qwerty e vaiiiiiii... si inviano 8 sms senza neppure rendersi conto come quando il marito ti chiede via sms "sono al centro commerciale che devo comprare?" ... poi si piange sul credito! Non per il carrello della spesa ma per il conto telefonico.

Cmq mi sono dilungata sono uscita fuori tema, il mio discorso voleva essere un altro.
E' che oggi mi trovo davanti ad un fenomeno che o ci sei dentro o si fa fatica a tenere il passo.
Sono troppe le nozioni da acquisire, soprattutto per chi ha alle spalle altri metodi ed esperienze.
Oggi non puoi regalare nulla che non sia tecnologico... nemmeno i bimbi di tre o quattro anni vedono nel gioccatolo classico quello che desiderano realmente.
Mia figlia compirà 10 anni fra qualche mese e sono almeno sette anni che si applica al pc.
Così è lei ad istruirmi su come fare e non io a dirgli di non toccare il pc o prenderà la scossa.

Poco fa ho aperto il mio indirizzo di posta elettronica e ho trovato una mail in arrivo, è questa:

"Ho trovato il film in streaming che stavi cercando nel sito dove vado io a vedere i film ti do il link:    http://www.etcetcetc
prima che inizia viene della pubblicità tu clicca il tasto rosso la forma è questa   >  
Buon film!
Bacio
Alèèèèèèèè!!!"

Questa è mia figlia! La mia insegnante di vita!

Micol

domenica 15 novembre 2009

Festa d'autunno... i tempi son cambiati!




E' passata anche la "Festa d'autunno" detta anche la "Festa delle castagne".
E' una festa che si svolge puntualmente ogni anno nel periodo di San Martino nella scuola frequentata da mia figlia.
In un salone organizzato per l'occasione musica, canti e balli di gruppo.
Bancarelle di dolciumi, libri, pesca di beneficenza, fiori. Poi quelle di ristoro per il pubblico pagante.
Odori di cipolla e hamburger, pop corn e appunto rostaria di caldarroste.
A parte le castagne che vengono abbrustolite nel piazzale adiacente il salone tutto viene cucinato in mezzo alla calca di genitori che si urlano addosso per una semplice chiacchierata, bambini schiamazzanti e giocosi.
Neonati che strillano (strillerei anch'io con quel casino) e sopra le canzoni di piazza. Karaoke e compagnia cantante.
L'unica nota positiva è quello d'incontrarsi fra amici e conoscenti tra parenti e genitori dei bimbi.
Ritrovarsi lontano dallo svolgersi frettoloso degli orari scolastici d'ingresso e uscita.
La gente ha sorrisi larghi come se non ci si vedesse da una vita e abbracci stretti e calorosi per gli incontri.
La mia bambina era felice e ai miei ripetuti richiami per rincasare si indignava gettandomi un: "Mà! non vedi che ho da fare?"... ecco lei ha sempre da fare e io devo solo aver pazienza e osservarla girottare con il suo fare di piccola donnina con le sue compagne tutte simili a lei, taglio di capelli, abbigliamento, portamento, persino le voci sembrano simili.
Sono cambiati i tempi in cui i genitori avevano la meglio sui figli.
Ieri mentre stavo in cucina mio figlio mi ha chiamata dalla postazione del pc.
"Mamma vieni che ti devo far vedere una cosa!"
gli rispondo: "Fede ciò da fare, si può fare più tardi quando ho finito?"
lui replica: "No mà vieni dai... "
Penso che deve essere qualcosa d'importante se insiste, così lo raggiungo.
Sulla schermata campeggia la sua home di Face Book, clikka su fotografie e appaiono una serie d'immagini, ne sceglie una e mi guarda emozionato e rosso in volto.
Una ragazza sua coetanea mi guarda sorridente e un pò timida.
E' caruccia, ha uno sguardo furbetto sotto il taglio di frangia nera.
Accarezzo il mio bambino sulla testa spettinata e chiedo con un filo di emozione: "E' lei?"
Lui annuisce con un "mm mmm" e si volta verso di me con un'espressione tra imbarazzo e compiacimento  e mi domanda se quella ragazzina è di mio gradimento, la guardo meglio e cambio il tono della voce: "Mah! non sarà troppo tettona per te?"
Lui ride: "Oh!mà parli tu? comunque è inesperta... non ti devi preoccupare!"
"Ambè se è inesperta!" gli do una pacca sulla spalla, come per dirgli a chi vuoi darla a bere.

Lo dicevo io che i tempi son cambiati, ora le ragazze dei propri figli per essere presentati alle mamme non vengono più portate a casa, basta accedere su internet e le presentazioni sono fatte.
Spero non accadrà lo stesso quando dovrò conoscere i miei futuri nipotini.
Non so se sia meglio così come vanno oggi le cose tra genitori e figli, certo i rapporti sono più rilassati, c'è più dialogo forse anche più accondiscendenza memori dei vecchi rapporti di un tempo autoritari fino agli scontri.
Ma non so se sia totalmente un bene.
I figli soprattutto in età adolescenziale non riconoscono più vieti e regole e il genitore che vorrebbe nell'eventualità imporle finisce per non essere più credibile.
Comunque, al di là di tutto fortunatamente la Festa d'Autunno è passata... non se ne può più.

Goodnight Mic



lunedì 2 novembre 2009

UNA STREGHETTA CON LE ALL STARS ROSSE






Nel pomeriggio di sabato c'è stato un gran movimento dopo che un'amichetta della mia streghetta l'ha invitata per festeggiare Halloween.
Per fortuna in casa c'è sempre un cappello di pannolencio nero con la punta alta e che s'affloscia di lato, un mantello lungo lungo di rasatello, e un abitino un pò sgualcito dalle precedenti avventure anche'esso rigorosamente di lucido tessuto nero.
Sono indumenti che teniamo per ogni evenienza ed occasione noi streghette di casa.
Un pò di trucco scuro tra il nero carbone e viola oltretomba, un rossetto che per naturale carattere di quelle labbrucce sbavava nonostante le correzioni e una spolveratina di polvere di stelle fra i capelli lunghi e capricciosi (ha proprio preso dalla sua mamma strega).
Panico... si cerca un sacchetto, una borsa ton-sur ton per contenere i dolcetti perchè di scherzetti non si ha avuto il tempo di prepararli ed intanto suonano al citofono.
Sono due streghette urlanti e festose.
Perchè nella scuola della magia nera alle allieve streghette gli è concesso di uscire con la luce del giorno ad Halloween, non vale per le anziane che quelle vanno a rumoreggiare di notte.
"daì mamma, già stanno di sotto, aiutami...."
"Tesoro, mi sembra che tu sia a posto" replico.
"Ma no mamma, non vedi che sono scalza? Che scarpe posso mettermi?"
Ahi ahi ahi!
Vado a cercare le scarpe e gliele calzo.
Lei mi guarda un pò affranta e io le dico quasi convincente: 
"Hai perso la formula magica? Se vuoi puoi farle diventare nere!"
Lei mi fa un versetto non le è piaciuta la battuta o forse sa che deve accontentarsi di ciò che passa la Grande Zucca!
Ma già non ci pensa più, corre per le scale incontro alle altre streghette che l'attendono.
Io mi affaccio alla finestra e la guardo sorridente.
E' proprio forte la mia streghetta con le All Stars Rosse!


... e voi siete usciti in strada a fare "Dolcetto o Scherzetto?


Micol


lunedì 3 agosto 2009

TU CHE PER ME SEI LA STELLA...

 


... CHE DESIDERO CULLARE ANCORA FRA LE MIE BRACCIA


NEGANDO IL TEMPO CHE TI VEDE CRESCERE!



 MIA DOLCE BAMBINA DALLE TRECCE DI CIOCCOLATA


E OCCHI SU UN MONDO DI FRUTTA CANDITA.


Voglio per te


il meglio che c'è!




Mamy & Co.


martedì 3 marzo 2009

Ale mon amour



LA MIA MAMMA

La mia mamma è
simpatica come una palla di neve.
I suoi occhi assomigliano
a una torta di cioccolato.
Le sue braccia mi avvolgono
come un caldo giorno d'estate.
Le sue parole sono
dolci come una poesia.
La mia mamma è la mamma giusta
per una bambina tenera come me!

Alessia 12/02/2009






... certe emozioni non si possono descrivere!




Grazie mia piccola e dolce poetessa
(ma da chi avrai assomigliato eh?)

Ti amo ... anzi di più... molto di più!
mamy



giovedì 19 febbraio 2009

Ale e Min_ni*







"Mamma che fai vieni qui ad attraversare, ci sono le strisce pedonali!"
Lei la mia piccola donnina è fatta così. Ha un carattere forte e risoluto, sono contenta che stia crescendo bene.
La osservavo mentre per le vie della città camminavamo col passo svelto e l'orologio in mano.
Siamo uscite per l'acquisto di un abitino da Carnevale.
Le ho detto: "Amore mio, però basta con le principesse, hai un armadio pieno!" e lei mi risponde con un atteggiamento da signorinetta tutta pepe. "Che ti credi ci ho già pensato, quest'anno voglio anch'io qualcosa di diverso da indossare!"... bene almeno in questo siamo  d'accordo.
I negozi parevano essersi già svuotati di tutti i costumini e lei usciva delusa e visibilmente stanca.
Abbiamo camminato tanto.
L'ultimo negozio che trattava questi articoli era a pochi passi e lei sembrava scoraggiata, ma davanti al costumino di Minnie i suoi occhi si sono illuminati.
"Sei sicura, ti piace?" Lei sottovoce per non farsi sentire dalla commessa mi dice: "Si, va benissimo e poi rischio di non trovare altro!"
caspita! Ha solo otto anni e già ragiona così!
A casa non ha resistito ha dovuto subito scartarlo ed indossarlo.
Con le orecchiette nere, il fiocchetto rosso e l'abitino a pois, ha cominciato a saltellare da una parte all'altra della casa ... "Mamma però per la festa della scuola, non ti permettere di truccarmi con quegli orribili baffetti da topolina"!
No, topolina mia, sei dolcissima così.

Goodnight

Mic